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martedì
5
luglio
2022
Sant'Antonio Maria Zaccaria



Vision 2020, il Po va "in castigo"

Coraggio esclusi.
Vista la scarsità di risorse economiche, anche i progetti che non hanno scalato le prime posizioni di Vision 2020 - dopo il voto dei membri del comitato strategico - si trovano "quasi" sulla stessa linea di partenza dei vincenti. Molto dipenderà dall'intraprendenza dei proponenti, dalla capacità di lavorare, dalla convinzione che un'idea è buona. E' stato il sindaco Roberto Reggi, in chiusura del lavori, a citare la cittadella della moda (escusa), presentata dal maglificio Imac, idea eccellente, ma di nicchia, che potrà comunque farsi strada.
Altri progetti, come quelli che ruotavano - da angolazioni molto diverse - intorno al Po, e alla sua valorizzazione, non hanno trovato condivisione nell'anno dedicato al fiume (è rientrato per il rotto della cuffia l'osservatorio fluviale).

Ma andiamo con ordine.
«La mia idea era stata accolta molto bene, dai presidi a Confindustria, ai sindacati» e il ricco bagaglio di consensi ha rincuorato Margherita Margaroli Campolonghi, ideatrice del rilancio del tessile a Piacenza: «Ma da Vision 2020 non mi aspettavo di più, il nostro è un progetto di nicchia e non sono riuscita a far gruppo con altre aziende locali». Margaroli continua però a credere fermamente nel Made in Italy («dovremmo cercare di trattenere ciò in cui siamo bravi»).
Il caso-Imac è esemplare di un più ricco apporto della società civile di Vision 2020 (prova ne sia la proposta dell'hospice, medaglia d'oro) rispetto al primo piano strategico, basti pensare che nel 2001 il progetto più gettonato fu il completamento del polo logistico, seguito dalla Tangenziale sud. Stavolta la dimensione sociale e ambientale - ottima la Città del ferro, vera visione di una città migliore - ha avuto maggior respiro.

Ritroveremo questo ricco materiale nel convegno finale del 24 febbraio "Piacenza e il suo futuro" dove si parlerà anche dell'incidenza dei progetti dentro i piani strutturali e il piano di coordinamento provinciale.
Tornando agli esclusi, alla fine, una certa delusione c'è.

Al palo il progetto sul parco delle quattro province, il laboratorio sociale dell'Alta Valtrebbia, il parco tematico delle aree militari, la nuova tangenziale est-ovest di Castelsangiovanni sostenuta dal Comune stesso e le Fabbriche della felicità, presentato dall'omonima associazione.

E a sfatare favoritismi, va detto che in quest'ultimo sodalizio milita Paolo Rizzi, che per l'Università Cattolica ha seguito in prima persona Vision 2020 e che accetta di buon grado il verdetto del comitato.
«I primi progetti avranno più promozione, chiaramente una selezione era necessaria, ma non vuol dire escludere altri altri, ora ciascuno, enti e è proponenti, deve trovare le energie per portarli avanti. Non ci sono sentenze inappellabili».

Restano nelle retrovie pure i progetti sul parco di crinale, l'intermodalità est-ovest, la riqualificazione dell'ex Eridania del Comune di Sarmato, i due progetti di Piacenza Turismi sul porto fluviale ad uso turistico e sulla rifunzIonalizzazione del comprensorio sciistico del Monte Penice, l'osservatorio astronomico del Monte Bue, il progetto di sviluppo non consumistico, il centro di aggregazione Eureka, il progetto di promozione territoriale e l'archivio "Wikipedia del territorio".

Da notare come il Po appaia, in parte, sconfitto dal piano strategico.
Il progetto Baia sul Po è stato sì ripescato, ma visti i suoi caratteri urbanistici, (come per la Pedemontana e le progettazioni del Politecnico), avrà posizione separata dovendo sottostare ai percorsi del piano strutturale e restano esclusi il progetto del porto fluviale di Caorso e il centro sportivo sul fiume sostenuto inizialmente dal Coni.
Il vice-presidente Coni Giovanni Cerioni commenta: «Il nostro era un sogno per lo sport piacentino». Il quartiere avrebbe cucito insieme gli sport legati all'acqua, il canottaggio all'ippica ai campi da tennis.
«Era un progetto bellissimo, l'impegno economico era vasto, si muovevano interessi, autorizzazioni. Le altre scelte strategiche? Più normali».
pat.sof.


pubblicazione: 28/01/2007

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