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Vision 2020 : Piacenza ed il suo futuro

Errani: la logistica, valore aggiunto

Sviluppo e sostenibilità ambientale sono due tra i temi più importanti affrontati ieri a Palazzo Gotico.
Errani: la logistica, valore aggiunto.
Ma per Turani è «vecchia e ci fa importare solo manovali».

(da Libertà del 25 febbraio 2007)

«La logistica è valore aggiunto puro e non ha senso lasciarla ai tedeschi e ai francesi.
E' "primitiva" la visione dei poli logistici come un puro ammasso di capannoni.
Bisogna puntare su una logistica che non spezza la distribuzione, ma l'aggrega in modo intelligente». Così parlò il presidente della Regione Emilia Romagna, Vasco Errani, intervenendo al dibattito organizzato nell'ambito del Piano Strategico su "Piacenza e il suo futuro" e replicando al giornalista e scrittore Giuseppe Turani, che poco prima aveva definito la logistica «una cosa vecchia, che crea lavoro solo per manovali stranieri, mentre noi, per crescere, abbiamo bisogno di importare dall'estero ricercatori e scienziati».

"Si o no a nuovi insediamenti logistici?" è una delle domande emerse dalla relazione introduttiva al dibattito tenuta da Vittorio Silva ed Enrico Ciciotti (rispettivamente coordinatore tecnico e coordinatore scientifico del Piano).
Ma tanti altri problemi relativi alle sfide che Piacenza e la sua provincia devono affrontare verso "Vision 2020" in questa fase di profondi cambiamenti sono stati posti all'attenzione dei dibattenti, che erano, assieme a Errani: il sindaco di Piacenza Roberto Reggi, il presidente dell'amministrazione provinciale Gian Luigi Boiardi, il presidente della Camera di Commercio Giuseppe Parenti ed i sindaci di Fiorenzuola e Castelsangiovanni, Giovanni Compiani e Carlo Giovanni Capelli (coordinati dal moderatore, il capocronista di Libertà, Giorgio Lambri).
Special guest, il già citato Turani.

Perché in questo guardare alla Piacenza del 2020 e quindi al nostro futuro salta fuori che - tra i progetti bandiera approvati dal Piano - il più "gettonato" e urgente riguarda la realizzazione dell'Hospice per gli anziani ?
«Non è una contraddizione - ha precisato Reggi - ma un segno di attenzione, largamente condiviso, alla qualità della vita di cittadini che Piacenza non vuole assolutamente lasciare indietro».
Parole subito sposate da Errani, che ha precisato che la Regione «parteciperà fattivamente a questa realizzazione».

A un altro dei quesiti posti dalla relazione introduttiva - riguardante l'eccessiva quantità di suolo "consumata", cioè in sostanza un aumento di aree produttive a cui non è corrisposto un altrettanto adeguato aumento di occupazione - ha risposto Giuseppe Parenti con una precisazione:
«Consumare - ha detto - vuol dire intervenire in malo modo, mentre qui si sta parlando di utilizzare e quindi migliorare il territorio».
Parenti si è poi riallacciato a un suo puntuale "cavallo di battaglia" e cioè la mancanza di infrastrutture stradali con cui sostenere lo sviluppo, «a cominciare dalla Pedemontana».

Argomento, questo, al quale si è riallacciato anche il sindaco di Castelsangiovanni.
«Per far crescere il nostro territorio - ha detto Capelli - avremmo urgente bisogno di completare il collegamento con Milano attraverso quei 15/20 chilometri che ancora mancano dell'ex-statale 412».

Una necessità - quella di nuove strade - che si scontra con un'altra grande priorità del Piano Strategico e cioè la riduzione dell'inquinamento atmosferico.
«Ma questo è un problema che supera l'ambito locale ed anche quello regionale - ha osservato il sindaco di Fiorenzuola - investendo l'intera pianura padana. In passato si è detto e scritto che a questo Piano manca un "sogno" - ha aggiunto - ma quale sogno sarebbe più auspicabile che riuscire a cambiare il modello di mobilità privata del nostro territorio»?

Lo sviluppo della zona collinare e pedecollinare, i rapporti con i grandi sistemi territoriali del Nord, una sanità d'eccellenza e lo sviluppo dell'università sono stati altri argomenti toccati dal dibattito, anche nell'intervento del presidente Boiardi, «puntando sulla qualità - ha detto - e sull'individuare comunità di funzione, come abbiamo fatto con il progetto-pilota dell'amministrazione provinciale sul contrasto del lavoro nero, che ci è stato richiesto dal governo francese».

red.cro., Libertà del 25 febbraio 2007



L'analisi del giornalista Giuseppe Turani :
«Agricoltura e industria, pochi sbocchi»


«Il vostro è un territorio che vive di una buona agricoltura e di una discreta attività industriale, ma il futuro non si può certo costruire su queste due attività, che sono declinanti e - che per usare una vecchia battuta - hanno un grande futuro dietro le spalle».
La riflessione/provocazione iniziale del giornalista Giuseppe Turani - "amico del territorio piacentino", come viene definito nella brochure del dibattito - apre il campo a una successiva, precisa indicazione: «Torino e MIlano hanno una densità di 8/9mila abitanti per metro quadri, Genova quasi cinquemila, mentre Piacenza non arriva a 900. Ecco il vostro "asso nella manica", potete diventare la grande valvola di sfogo di un Nord intasato e invivibile».
Ma per alimentare questa vocazione residenziale - «che non vuol dire diventare il dormitorio di Milano» precisa Turani - ci sono alcune condizioni essenziali.
La prima è lo sviluppo di un polo universitario alternativo a quello "intasatissimo" del capoluogo lombardo:
«Perché non mettere assieme un bel progetto e offrire a Milano un mega-campus per ospitare una delle più belle Università d'Europa»?
La seconda la creazione di una "città dei servizi" che offra un nuovo modello di vivibilità.
E proprio al «preservare la straordinaria qualità ambientale di questa provincia» si è richiamato Turani come importantissima indicazione per il futuro di questo territorio:
«Diventate anche più severi - ha esortato il giornalisti - nell'evitare sconcezze edilizie e continuate a tutelare la vostra strepitosa cucina e i vostri ottimi vini, imparando magari a promuoverli meglio».

Ma sull'intervento del giornalista e più in generale sul convegno, Filiberto Putzu (consigliere comunale di Forza Italia), parla di «iniziativa organizzata dal Comune, e quindi con risorse economiche di tutti i cittadini, ma che si è subito rivelata di parte».
«Turani, presentato come "amico del territorio piacentino" - aggiunge - si è subito invece presentato come "amico di Romano Prodi", riferendo della quasi contemporanea investitura di Prodi per il governo "bis". Dalle prime file in cui sedevano parecchi esponenti della sinistra locale è subito partito un bell'applauso, alla faccia del 50% dei contribuenti piacentini che non votano Reggi, Prodi, D'Alema e Diliberto».




Provincia di confine?
Non è una debolezza ma elemento di forza


A margine del convegno Vasco Errani parla di Piacenza e del suo «fondamentale ruolo in Emilia», di aree militari e anche del "Prodi-bis".
«La crisi di Governo si risolverà - assicura il presidente della Regione - questo Paese ha bisogno che si dia sostegno alla ripresa».
Sul ruolo del nostro territorio di "confine".
«Da sempre dico che la collocazione di Piacenza in area di confine dell'Emilia Romagna non è un elemento di debolezza, ma di forza. Come viene fuori dalla riflessione odierna sul Piano Strategico, Piacenza ha un ruolo importantissimo nell'interconnessione di aree forti del Paese e noi vogliamo incentivare questo ruolo».
Aree militari.
«Sono una grande opportunità, noi abbiamo il problema di puntare tutte le nostre carte sulla riqualificazione urbana e sotto questo punto di vista le aree militari possono offrire alla vostra città grandissime prospettive».
Il malcontento dei pendolari.
«In questi anni abbiamo sempre tenuto alto il livello di attenzione su questa "partita", anche attraverso lo scontro con Trenitalia a cui sono state applicate severe multe e a cui abbiamo formulato precise richieste di modifiche strutturale. La situazione è difficile, non lo nego, paghiamo ritardi e croniche inefficenze, ma continueremo a fare la nostra parte perché la qualità del servizio per i pendolari sia garantita e migliarata».
E poi naturalmente il Piano Strategico, «scelta che conferma una strategia perseguita ormai da anni, questo è il modo giusto per costruire questa attenzione della comunità e per garantirsi rilancio, competitività e sostenibilità dello sviluppo. In questo quadro la Regione, che ha lavorato già al Patto per Piacenza, continuerà con il proprio sostegno economico e strategico alla valorizzazione di questo territorio».


pubblicazione: 25/02/2007

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