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Vie Cella e Morigi, vince il verde

Si colora di verde il destino delle aree di via Cella e di via Morigi-via XXIV Maggio. Ieri il consiglio comunale ha sigillato un orientamento espresso con chiarezza nei programmi dell'amministrazione Reggi già al suo debutto: salvaguardare questi terreni dal cemento, poco o tanto che fosse. Anche procedendo ad espropri.
Si è così riannodato il filo amministrativo là dove si era interrotto nell'aprile del 2002 con la giunta Guidotti, la quale, nel riprendere in mano il piano regolatore che riconosceva alle due aree un interesse pubblico, aveva valutato la richiesta giunta della proprietà, la società Camuzzi della famiglia Garilli, di poter edificare. Si era trovata allora una formula particolare: considerare i due terreni di 27mila mq complessivi come coordinati tra loro, su uno si sarebbe costruito, in via XXIV Maggio, sull'altro di via Cella no.
Ma di fronte alla crescente protesta dei residenti della zona che riversarono mille firme in Comune pro-verde e a un passo dalla scadenza del mandato, la precedente amministrazione aveva scelto una via salomonica: sospendere il provvedimento. Materia spinosa, rimasta in ghiacciaia per quattro anni e più senza che si venisse a capo di un accordo con la proprietà (ma un mini-esproprio a 75 euro al mq è stato fatto per costruire la rotonda di via Morigi). Aspettare ancora però, ha spiegato l'assessore Pierangelo Carbone (Urbanistica), avrebbe rischiato di compromettere la partita, per decorrenza di termini tecnici. E poi, molto di recente, il Comune ha potuto accantonare risorse, 2 milioni di euro, da destinare ad espropri. Ora potrebbero partire, sebbene in aula consiliare, dal fronte di minoranza e maggioranza non si siano sentite che voci caute e inviti a cercare una via bonaria, evitando contrapposizioni con un imprenditore di assoluto rilievo a Piacenza, lo consiglierebbe anche l'opportunità pubblica, vista la facilità di veder scattare ricorsi legali.
Tecnicamente sono state votate e approvate (la minoranza non ha partecipato) le contro deduzioni alle osservazioni presentate a suo tempo contro la variante al Prg. Più sempIicemente, Palazzo Mercanti ha detto sì alla natura di pubblica utilità di questi spazi verdi, fra i pochissimi rimasti entro le mura, ad un soffio dall'ex Arsenale che si spera di acquisire.
Il più tenace oppositore del provvedimento votato è stato Carlo Mazza (gruppo misto), a colpi di mozioni d'ordine, sospensive, battibecchi con il presidente dell'assise Benedetto Ricciardi, contestando la legittimità dell'atto, «viziato» da una firma non identificata e dall'assenza di un procedimento partecipativo sull'esproprio. Mazza archivia la questione, ieri come oggi, sotto la voce «chiavistello elettorale» per l'amministrazione Reggi. Il capogruppo diessino Carlo Berra, nel ricostruire la vicenda, ha insistito sul fatto che alla città non converrebbe una guerra «inutile» con una delle più importanti proprietà imprenditoriali. Sì al mantenimento delle finalità pubbliche ma «la prossima amministrazione - caldeggia Berra - cerchi una via d'uscita evitando contrapposizioni tra Guelfi e Ghibellini». E se MarcoTassi (An) coglie disaccordi in maggioranza circa le procedure da seguire e tuona sull'assenza di interventi per aree verdi in questi anni di giunta Reggi, Gianni d'Amo (Ds) spinge perché l Comune pronunci finalmente la parola decisiva e attesa sulle aree in questione. Pure Massimo Silva (Margherita) ricostruisce molto precisamente gli scenari politici di una storia che vide anche il centrosinistra d'accordo con interventi edificatori, pur contenuti in varia misura negli indici, mentre il capogruppo di Forza Italia, Massimo Trespidi insiste sulla necessità di arrivare a soluzioni condivise e ad un recupero pieno del dialogo con la proprietà Camuzzi. C'è chi, come Graziano Celli (Ds) avrebbe voluto recuperare una storica proposta del Quartiere 2 di mantenere nelle aree un impianto sportivo, soddisfatta Stefania Pisaroni (Rifondazione Comunista) che era tra gli abitanti che nel 2002 protestarono a favore del verde in via XXIV Maggio e oggi si dice contenta che sia stata posta una «pedina» importante «agendo con serietà». I soldi per gli espropri ci sono, ma ben venga la trattativa e l'accordo.
Patrizia Soffientini


pubblicazione: 18/07/2006
aggiornamento: 25/07/2006

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