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lunedì
3
agosto
2020
Santa Lidia



galleria immagini  Vicenza : Berlusconi incontra a sorpresa gli industriali.
  Attacco a Della valle.
Berlusconi impetuoso (1) Diego Della Valle non è d'accordo (2) Lombalgia (3)
Berlusconi impetuoso (pic 1) Diego Della Valle non è d'accordo (pic 2) Lombalgia (pic 3)
A sorpresa il presidente del Consiglio si presenta sul palco della Confindustria a Vicenza e annuncia nuovi provvedimenti per l'imprenditoria giovanile.
Poi l'attacco a Mr Tod's.

Silvio Berlusconi con un fuori programma ha parlato agli imprenditori riuniti alla convention degli industriali.
Un intervento accolto con entusiasmo da una parte della platea, ma anche con manifestazioni di dissenso e dalla evidente irritazone da parte dei vertici di Confindustria.

Il premier non doveva esserci secondo la nota diffusa ieri da Palazzo Chigi, che informava che il premier era bloccato da una sciatalgia.

Il ministro dell'Economia Giulio Tremonti aveva affrontato con successo il confronto con gli imprenditori. E il moderatore Ferruccio De Bortoli, direttore del Sole 24 Ore, stava concedendo, come ieri aveva fatto con Prodi, un secondo giro di domande quando è arrivato Berlusconi.
E sul palco ha così esordito:
"Non me la sono sentita di mancare a questo appuntamento con quelli che sono come me imprenditori e sono il motore dell'Italia".

A un certo punto Berlusconi, rivolto a De Bortoli che gli poneva la questione della durata delle risposte, - il premier stava rispondendo a una domanda - ha detto:
"Se lei crede, direttore, che è più importante il tempo delle cose che interessano a tutti, me lo dica".

"C'è qualcosa che non va in questi giornali"
A questo punto si è alzato e ha cominciato il suo sfogo rivolgendosi direttamente alla platea degli imprenditori.
"Non dobbiamo lasciarci prendere dal pessimismo che viene fuori leggendo i giornali ogni mattina: II Corriere della sera, La Stampa, Il Sole 24 Ore, La Repubblica, il Messaggero...".
E poi, riferendosi a Prodi:
"Ma come si può avere il coraggio di andare alla Cgil e dire il vostro programma lo condividiamo al cento per cento e di tentare di fare la stessa cosa con la Confindustria?.
C'è qualcosa che non va, o no?".
E ha continuato:
"C'è qualcosa che non va o no in tutti questi giornali che stanno dalla loro parte?
C'è qualcosa che non va o no se tutte le mattine la radio del Sole 24 Ore attacca il governo?
Allora apriamo gli occhi!".

Dovere dell'ottimismo
Berlusconi ha ripetuto che è un dovere di un imprenditore "essere ottimista".
Prima aveva detto la stessa cosa Luca Cordero di Montezemolo.
Berlusconi ha ammesso anche che il governo può avere incontrato delle difficoltà, anche per le incomprensioni tra alleati, ma che nonostante tutto si è riusciti "a fare una squadra", ad avere un governo che è durato per un'intera legislatura.
E ha dunque invitato a non credere ai giornali che parlano di declino:
"Non è vero che ci siamo impoveriti".
Il premier ha citato i numeri sulla crescita degli immobili, dei telefonini, i dati sulle auto e ha detto anche: "Abbiamo aumentato le nascite".

"La crisi - ha detto il premier - sta solo nella volontà della sinistra con i suoi giornali di inventarsi un declino per andare al potere. Ma sappiate che quando andranno al potere per loro le imprese sono macchine che consentono lo sfruttamento dell'uomo sull'uomo, che il profitto è lo sterco del diavolo e che il risparmio non è una virtù come per noi, ma qualcosa da tassare e da penalizzare... E ve lo dico con il cuore perché sono stufo, stufo di vedere qualcuno che si sta distruggendo con le proprie mani e con i propri giornali".

"Un imprenditore che sostiene la sinistra ha molti scheletri nell'armadio"
E qui l'affondo:
"Io come imprenditore anche in periodi di crisi ho guadagnato quote di mercato e allora diamo il buon esempio ai nostri collaboratori: facciamo un po' meno vacanze, veniamo un po' meno in Confindustria, rimaniamo a casa a lavorare, a pensare ai processsi, andiamo sui mercati esteri.
Solo così l'Italia può andare avanti, non piangendoci addosso".
E a gran voce ha rivolto l'invito ad andare avanti assieme.
"Un imprenditore che sostiene la sinistra - ha detto - ha molti scheletri nell'armadio.
È uno che ha tante cose da farsi perdonare e si mette sotto il manto protettivo della sinistra e di magistratura democratica".

A Della Valle: "Mi dia del lei"
Di fronte a un Diego Della Valle che scuoteva la testa, Berlusconi ha incalzato:
"È inutile che Della Valle scuota la testa".
E poi il premier ha invitato Della Valle a dargli del lei:
"Quando in pubblico si rivolge al presidente del Consiglio mi dia del lei e non del tu", riferendosi all'analoga frase pronunciata dal patron delle Tod's nei confronti di Berlusconi durante una puntata di Porta a Porta.
Quando il direttore del Sole 24 Ore ha provato ad offrire la chance di una replica a Diego Della Valle è stato sommerso dai fischi dagli imprenditori in platea.
De Bortoli non ha replicato alle parole del leader della Cdl in merito al giornale da lui diretto, ma ha sottolineato con una punta di ironia e di malizia "lo scatto straordinario (del premier) a testimoniare che la salute è ritornata".

Gli imprenditori hanno accompagnato l'uscita di scena del premier con tanti applausi, qualche sporadico fischio e un coro finale "Silvio, Silvio".
Le conclusioni, come previsto, sono state affidate ad Andrea Pininfarina.
Scuro in volto, ha ricordato che Montezemolo rappresenta tutti gli industriali "perché siamo stati noi ad eleggerlo".

Montezemolo: "Ho troppo rispetto per le istituzioni"
E' stata questa l'unica, fino ad ora, dichiarazione del presidente della Confindustria, Luca Cordero di Montezemolo, dopo la sortita del presidente del Consiglio Silvio Berlusconi a Vicenza.
Montezemolo non ha voluto neppure commentare il fatto che Diego Della Valle, chiamato sul palco dal moderatore - il direttore di Sole 24 Ore Ferruccio De Bortoli - per replicare al presidente del Consiglio, non sia riuscito a parlare perché il suo brevissimio intervento è stato sovrastato dai fischi e dalle urla della platea degli industriali.



ECCO IL TESTO INTEGRALE DELL'INTERVENTO DI SILVIO BERLUSCONI ALL'ASSEMBLEA DEGLI INDUSTRIALI
Io voglio scusarmi per quello che mi è capitato, per il ritardo con cui sono arrivato qui.
Non me la sono assolutamente sentita di mancare a questo appuntamento con quelli che sono, come me, degli imprenditori.
Essi costituiscono il motore dell'Italia.
Vi spiego che cosa mi è successo, perché potrebbe succedere a ciascuno di voi.
L'altra sera ho partecipato alla manifestazione dei commercianti di Milano contro gli sfascia-vetrine dell'estrema sinistra (Applausi).
Ho avuto un diverbio con una sindacalista della CGIL, arrabbiata, molto arrabbiata: mi ha fatto venire il colpo della strega. (...)
Ho chiamato, perciò, i medici e gli ho detto, da Ministro della Salute ad interim da alcuni giorni:
"Vi impongo di infiltrarmi. Fate quello che volete ma dovete rimettermi in piedi".
FERRUCCIO DE BORTOLI
Siamo arrivati all'inizio di un secondo giro.
A questo punto i nostri imprenditori potranno rivolgerle una domanda ciascuno.
Passo la parola ad Emilia Cangemi.
EMILIA CANGEMI (Amministratore delegato della Cangemi Editore di Roma e Presidente dei Giovani Imprenditori dell'Unione Industriali di Roma).
Intanto, buon giorno Presidente Berlusconi e benvenuto (...).
Io le chiedo, Presidente Berlusconi, la Casa delle Libertà ha allo studio delle misure che possano agevolare, sostenere, la crescita dimensionale, l'innovazione e, soprattutto, l'internazionalizzazione delle giovani imprese; non soltanto come spinta, ma come forte consapevolezza verso lo sviluppo del Paese. Grazie.
SILVIO BERLUSCONI
Dopo aver lavorato quattro anni e mezzo per il Paese ed avere fatto 1.700 provvedimenti dal tavolo del Governo è molto duro calare il tanto che si è fatto dentro una rigidità di tempo di questo tipo. Comunque, per i giovani abbiamo fatto più di qualunque altro Governo precedente; ed abbiamo cambiato la scuola.
Verranno fuori dalla scuola più pronti al mondo del lavoro.
Non è vero che abbiamo messo da parte gli istituti tecnologici, anzi: c'è un liceo che ha dato maggiore dignità alla tecnologia ed alla preparazione immediata per il mondo del lavoro, per i giovani che non volessero continuare nell'Università.
Abbiamo cambiato la scuola passando dal nozionismo e dall'insegnamento uguale per tutti alla cura sul singolo alunno, proprio al fine di far emergere in ogni studente la sua potenzialità e, direi, la sua imprenditorialità.
Quindi, già dalla scuola diamo un bagaglio importante, che è la lingua inglese come seconda lingua madre, una seconda lingua europea. (...)
Per quanto riguarda il mondo del lavoro, il sostegno all'imprenditorialità viene fuori dal fatto che per tutte le imprese abbiamo introdotto semplificazioni enormi.
Sono alcune centinaia di milioni le cose che non si devono più fare rispetto all'impianto burocratico a cui le imprese erano tenute una volta.
Abbiamo eliminato la bollatura dei libri di inventario, dell'IVA, eccetera, eccetera.
Poi, con il nuovo programma abbiamo praticamente già pronti i disegni di legge o i decreti in cui ci saranno delle cose straordinarie per le imprese.
Per esempio, questo vale per tutte le imprese e varrà anche per le giovani imprese: l'IVA dovrà essere pagata soltanto quando l'azienda avrà incassato la fattura.
La restituzione dell'IVA dovrà avvenire da parte dello Stato entro tempi commerciali, entro 60 o 90 giorni.
Ci sarà lo scarico del costo del lavoro degli straordinari, che sono importanti qui in Veneto.
Le aziende stanno in piedi perché l'imprenditore si tira su le maniche, non guarda l'orologio e stimola i suoi collaboratori a fare altrettanto.
Ciò che l'imprenditore pagherà ai collaboratori non sarà gravato da nessun costo né fiscale né previdenziale.
E poi tutta una serie di altre cose che, immagino, il Ministro Tremonti vi abbia già illustrato.
Per i giovani abbiamo in serbo - molto probabilmente lo faremo nel primo Consiglio dei Ministri - una novità assoluta.
Per le giovani imprese, per i primi tre anni - poi questo tempo potremmo anche prolungarlo - via l'IRES sulle imprese, via tutte le altre tassazioni: avremo soltanto il 5% come tassa onnicomprensiva.
Quindi, iniziare un'impresa già oggi è più facile, da domani sarà ancora più facile.
Inoltre, ai giovani diamo tutta una serie di assistenze.
Le giovani coppie hanno il fondo per accendere dei mutui per comperare una casa.
Con l'assegnazione a riscatto agli attuali inquilini delle case popolari potremo dare loro una casa. Abbiamo la possibilità di un piano casa a favore delle abitazioni per chi è sfrattato, a favore delle abitazioni per le giovani coppie.
Anche per le locazioni c'è un fondo apposito a sostegno di chi non può permettersi di pagare il canone. (...)
FERRUCCIO DE BORTOLI
Grazie Presidente. Un minuto e venti di più ma credo che poi lo recupererà.
La parola a Graziano Grasselli.
GRAZIANO GRASSELLI (Presidente dei Giovani Imprenditori di Reggio Emilia).
Buon giorno Presidente e benvenuto. (...)
Dopo l'attuazione della riforma del diritto societario abbiamo visto nascere, crescere e proliferare holding di diritto italiano sul nostro territorio.
È forse l'inizio di un flusso di ritorno della capofila che erano originariamente collocate nei Paesi a fiscalità più favorevole?
C'è la volontà ed abbiamo gli strumenti per continuare ad incentivare questo circolo virtuoso di ritorno delle teste aziendali nel nostro Paese mentre le braccia hanno preso una via verso destinazioni nuove? GIULIO TREMONTI (Ministro dell'Economia).
È stato un bene vedere tornare i capitali e le holding.
Non so se sarà ugualmente un bene vedere i capitali che escono.
In ogni caso, noi abbiamo fatto una riforma del sistema fiscale nelle società che è allineata su quello europeo.
I capital gain sono fuori dall'imposta, è tassato il reddito corrente.
Questo ha causato un passaggio positivo di tante holding che sono rimpatriate.
Se vogliamo andare avanti dobbiamo conservare questo sistema.
Ho sentito Prodi che diceva: "I furbetti del quartierino"; saranno quello che volete ma non sono così motivati fiscalmente.
Se hanno fatto le plusvalenze non le hanno fatte perché non pagavano le tasse: le hanno fatte perché volevano farsi le loro plusvalenze, che è un altro discorso. (...)
SILVIO BERLUSCONI
Io volevo aggiungere qualcosa sui "furbetti del quartierino".
Si dice "i furbetti del quartierino" ma si vuole dire tutti gli imprenditori che decidono di vendere le loro aziende o una quota delle loro aziende.
Nel programma della sinistra non c'è soltanto la tassa di successione; non c'è soltanto l'illusione in vita della tassa di successione che è l'imposta sulle donazioni, che vogliono riportare in auge; non c'è soltanto la tassazione dei risparmi e la patrimoniale sui grandi patrimoni.
Si sono fatti dare dai francesi quella che fu l'imposta su "les grandes fortunes" introdotta da Mitterand, e parlano di un 18%. (...)
Oltre a tutto questo c'è anche la tassazione delle plusvalenze, quando una società decide di vendere delle proprie azioni, quando un imprenditore decide di vendere tutta la società.
Credo che questo sia un pericolo grave. (...)
FERRUCCIO DE BORTOLI
Grazie.
Siete rimasti nei tempi.
Purtroppo, non riusciremo a dare la parola a tutti.
Facciamo altri due, tre interventi veloci.
La parola a Zeno Soave.
ZENO SOAVE
Signor Presidente, buon giorno.
Prima parlavamo di problemi energetici.
Volevo sentire se sui problemi del risparmio energetico e, quindi, sui rigassificatori e sui termovalorizzatori o inceneritori avete qualche idea su come sbloccare tutti questi veti che continuano a rendere impossibili queste realizzazioni.
SILVIO BERLUSCONI
Intanto le devo dire che noi abbiamo trovato, come praticamente in tutti i settori, un disastro, quando siamo andati a vedere il problema di un piano energetico per l'Italia. (...)
Per la prima parte abbiamo emesso un decreto sblocca centrali nel 2002, dando le concessioni per la costruzione di 44 centrali, per un totale di 24 milioni di megawatt.
Mi dicono che dico cifre ma dopo che si è lavorati per quattro anni e mezzo producendo fatti come si possono ignorare questi fatti?
E come questi fatti possono essere illustrati se non con l'evidenza delle cifre che li riguardano?
Dall'altra parte non hanno fatto niente (...).
E ci vengono a dire che noi non dobbiamo citare i fatti quando loro, invece, restano soltanto su delle cose di una vaghezza totale ed assoluta.
I fatti.
I fatti sono: di 44 concessioni che abbiamo dato la metà sta in Comuni, in Regioni amministrate dal centrodestra; e stanno per essere realizzate e concluse.
Le altre sono in comuni con Giunte del centrosinistra e le hanno bloccate.
Questa è, ancora una volta, la realtà dei fatti.
Andiamo su quello che è l'approvvigionamento energetico.
Siamo tributari dell'estero.
Quando si dice che non riusciamo a svilupparci come l'Europa bisogna ricordare tante cause.
Abbiamo il debito pubblico più alto d'Europa; abbiamo un costo del lavoro che è più alto, e vedremo di provvedere.
Abbiamo una bolletta energetica che è quasi di 40 miliardi di euro.
A questo punto, è chiaro che la Francia, che si produce il 70% di energia con il sistema nucleare, è avvantaggiata rispetto a noi.
É chiaro che la Germania, che ha il carbone a iosa, ha un vantaggio rispetto all'Italia.
É chiaro che la Gran Bretagna ha, addirittura, un surplus energetico. (...)
Abbiamo sospinto l'ENI a stipulare un accordo con la Libia.
Alcuni mesi fa abbiamo inaugurato un nuovo gasdotto che ci porta gas in abbondanza dalla Libia; fra qualche mese sarà a regime.(...)
Io sto dicendo cose.
Se lei crede che il tempo sia più importante delle cose che interessano tutti me lo dica.
FERRUCCIO DE BORTOLI
Va bene.
SILVIO BERLUSCONI
Direttore, mi lasci fare uno sfogo.
Non dobbiamo lasciarci prendere la mano dal pessimismo, da tutti i giornali che leggiamo tutte le mattine.
Io li ho sulla mia scrivania, uno dopo l'altro, "Il Corriere della Sera", "La Stampa", "Il Sole 24 Ore", "La Repubblica", "Il Messaggero".
Domandatevi se non siamo già in una situazione di pericolo per una vera e compiuta democrazia, perché ci sono cose che sono inconfessabili.
Come si fa ad avere il coraggio di venire qui, dopo essere stati alla CGIL e dire:
"Il vostro programma lo recepiremo al cento per cento", per poi ripetere la stessa cosa per quanto riguarda Confindustria?
C'è qualcosa che non va o no?
C'è qualcosa che non va in tutti questi giornali che stanno tutti dalla loro parte o no?
C'è qualcosa che non va nella radio della Confindustria, in cui tutte le mattine si attacca il Governo, o no?
Apriamo gli occhi, per cortesia!
Stavo dicendo - e mi piace parlarvi guardandovi negli occhi - che ai rigassificatori noi abbiamo dato le concessioni.
Qui in Veneto governiamo noi e il rigassificatore che viene dai Paesi arabi sarà pronto tra poco fuori Rovigo.
Tutti gli altri li hanno fermati loro. (...)
I fatti sono una cosa, le menzogne sono un'altra cosa.
Allora, guardiamo in faccia ai fatti.
Che cosa ha fatto questo Governo in quattro anni e mezzo di lavoro?
Ha messo le mani dappertutto, dove ha trovato disastri.
Disastri!
Abbiamo cercato di rimediare con molte difficoltà, anche con i nostri alleati.
Nonostante i nostri alleati siamo riusciti a tenere insieme una squadra, a dare stabilità per un'intera Legislatura al Governo ed abbiamo conquistato il rispetto, il credito, l'ammirazione di tutto il fronte internazionale.
E questo vi serve quando andate a vendere i vostri prodotti e a portare le vostre imprese in Turchia, in Romania, in Bulgaria, negli altri Paesi dell'Est, nella Federazione Russa, negli Stati Uniti, sì o no?
Allora, siate positivi, siate ottimisti!
Un imprenditore ha il dovere dell'ottimismo: con il pessimismo non si va da nessuna parte. Non credete ai giornali che parlano di declino! Non ci siamo impoveriti in questi anni. Le vostre aziende valgono il 54% di più. La Borsa è cresciuta del 54%, quindi anche tutte le vostre aziende sono aumentate di valore.

L'82% delle famiglie italiane possiede gli immobili.
Bene: gli immobili sono saliti dal 25 al 40%.
Valgono di più.
Le entrate medie degli italiani sono passate da 53 milioni a 58 milioni.
Abbiamo aumentato anche le nascite.
Siamo al vertice dell'Europa per numero di automobili possedute, per numero di telefonini; ci stiamo arrivando come numero di computer.
Allora, dov'è questa crisi?
La crisi è soltanto nella volontà della sinistra e dei suoi giornali di inventarsi un declino che non c'è, per andare al potere.
E quando saranno al potere sappiate che le imprese per loro sono macchine che consentono lo sfruttamento dell'uomo sull'uomo, che per loro il profitto è "lo sterco del diavolo" e che il risparmio non è una virtù, come per noi, ma è qualcosa da tassare e da penalizzare.
Queste parole ve le voglio dire con il cuore perché sono stanco, sono stanco di vedere che qualcuno si sta distruggendo con le proprie mani e con i propri giornali.
Vi dico anche che in tutti i momenti di crisi io, come imprenditore, ho guadagnato quote di mercato. Allora, facciamo un po' meno vacanze!
Diamo l'esempio ai nostri collaboratori.
Magari veniamo un po' meno in Confindustria e stiamo a casa a lavorare, a guardare ai processi, andiamo sui mercati esteri, perché in questo modo si porta avanti l'Italia, non piangendoci addosso. Allora, scegliamo di andare avanti, non di tornare indietro! (...)
Vedo il signor Della Valle che scuote la testa.
Allora io vi dico: quando penso perché un imprenditore, se non è andato fuori di testa, possa sostenere la sinistra, io penso che ha molti scheletri nell'armadio, che ha tante cose da farsi perdonare se si mette sotto il manto protettivo della sinistra e di Magistratura Democratica.
(...)
FERRUCCIO DE BORTOLI
Presidente, io non le rispondo perché mi sono impegnato nel confronto di ieri ed in quello di oggi a non fare domande.
Noto solo, e sono felice per lei, che ha avuto uno scatto straordinario
SILVIO BERLUSCONI
Sono guarito.
FERRUCCIO DE BORTOLI
A questo punto mi chiede una replica Della Valle e io gliela lascerei fare.
SILVIO BERLUSCONI
Prego solo il signor Della Valle, se si rivolge al Presidente del Consiglio, di dargli del lei e non del tu.



APPLAUSI AL CAVALIERE.
FISCHI A DIEGO IL ROSSO.

di Giuliano Zulin
VICENZA
Uno stadio.
Berlusconi ha trasformato la convention di Confindustria in una partita di calcio.
Cori, applausi, fischi.
Mancavano solo fumogeni e trombette.
« Silvio, Silvio » urlava mezza platea. Quasi tutti imprenditori del Nordest, gli stessi che ieri sbadigliavano davanti a Prodi.
Il premier ha suonato la carica rompendo gli schemi istituzionali, tipici dell'organizzazione guidata da Luca di Montezemolo.
Ha riconquistato parecchi consensi con un " coupe de theatre", un blitz che nessuno si aspettava.
Ore 12.20.
Ferruccio de Bortoli, direttore de Il Sole- 24 Ore e moderatore della giornata, annuncia agli oltre 2mila partecipanti che il Cavaliere « sarà fra poco qui » .
Improvvisamente il silenzio degli industriali, intenti ad ascoltare le mai banali idee di Giulio Tremonti, si blocca.
Sulle loro facce rispunta il sorriso.
E via: applauso.
Dieci secondi di mani che battono.
« Berlusconi non ci ha abbandonato » , ironizza una signora delle ultime file.
Ma lo spettacolo deve ancora iniziare.
Ore13.04.
Il Cavaliere fa il suo ingresso nell'auditorium della Fiera di Vicenza.
Tremonti sta rispondendo alla domanda di un'imprenditrice romana.
Ma non ce la fa.
Scoppia il boato.
Quasi tutti si alzano in piedi.
Telefonini al cielo per immortalare l'evento.
De Bortoli non riesce a parlare. L'atmosfera si surriscalda.
Berlusconi saluta e racconta un paio di sketchbarzellette.
La gente ride, applaude. Non ci crede.
« È incredibile » , « è unico » , « ma come fa? » .
Soprattutto le ragazze rimangono basite.
A sinistra del palco, dove da poco è salito il premier, partono urla: « Bravo » , « vai Silvio » .
Alcune domande a Berlusconi.
De Bortoli lo invita a rispettare i tempi, in stile duello tv.
È la fine.
Scatta di slancio dalla sua poltroncina, altro che lombosciatalgia, e, come i cantanti nei grandi concerti, cerca di entrare nel pubblico.
« Vi voglio guardare in faccia mentre parlo » .
Nuovo boato: sembra quasi che la punta di Forza Italia stia per fare un gol.
È nell'aria.
E l'azione vincente se la crea da sé: incita la folla. Un tribuno.
La " curva" lo segue, parola per parola.
Silvio attacca Diego DellaValle, seduto in prima fila.
Ormai non è più l'assemblea di Confindustria. E' Milan- Fiorentina.
La platea è elettrizzata.
L'aria si taglia con un coltello.
MisterTod's porta le mani alla bocca per urlare meglio. Insulta e chiede la replica.
Il direttore del quotidiano degli industriali vuole dargli un microfono.
Ma gli industriali non vogliono sentirlo.
Fischi, fischi contro Della Valle. Non si capisce più niente.
La gente si alza e fa rotta verso il palco, fermata dal servizio di sicurezza.
Un anziano sbotta:
« Ormai i comunisti ci sono anche qua » .
Berlusconi stuzzica di nuovo l'imprenditore di Porto Sant'Elpidio: « Mi dia del lei » .
Ancora fischi.
Della Valle non riesce a parlare, smorzato dai suoi colleghi.
Berlusconi esce di scena. Vincente.
E la curva, è il caso di dirlo, s'innamora.
Standing ovation e « Silvio, Silvio, Silvio » .
« Che show » , esclama un cinquantenne.
È al telefonino, parla con un amico:
« Stasera guarda i telegiornali perché è successa una cosa storica » .
Due vecchi industriali si confidano:
« Era da anni che non partecipavo a un'assemblea di Confindustria così » .
« Ha rotto gli schemi, bravo » , sentenzia una signora.
Un'altra imprenditrice « si complimenta con Berlusconi: non l'avevo mai visto dal vivo. Mi ha convinto » .
E Prodi? « Non mi fido della sua coalizione » .
C'è comunque anche chi non ha gradito lo show.
Per Marina Salomon, ad esempio, « non si può dire agli industriali di stare più tempo in azienda. Questo discorso doveva farlo in Argentina, ai peronisti. Qui c'è gente che lavora » .
Sarà, ma intanto Berlusconi ha riconquistato la base di Confindustria.
(Libero, 20 marzo 2006)





Inaccettabile tentativo di delegittimarci»
E' scontro tra la Confindustria e Berlusconi dopo che a Vicenza il premier aveva invitato gli imprenditori ad andare a lavorare

La notte, si sa, porta consiglio.
E dopo aver atteso 24 ore la Confindustria ha deciso di replicare alle durissime accuse del presidente del Consiglio.
«È inaccettabile il tentativo prepotente di delegittimare Confindustria e le decine di migliaia di imprenditori che riescono a coniugare l'impegno civile e associativo con il successo delle loro imprese sui mercati, contribuendo così in modo determinante alla tenuta dell'economia in momenti difficili».
Così il Comitato di presidenza di Confindustria interviene con una nota dopo le polemiche seguite all'intervento del presidente del Consiglio Silvio Berlusconi al convegno di Vicenza.

Confindustria, afferma la nota del Comitato di presidenza, «nel solco della sua storia e delle sue migliori tradizioni, è, e intende restare, un'associazione libera e indipendente» anche perchè, sottolinea, «trae la sua autorevolezza e la sua capacità di proposta da una consolidata autonomia di giudizio che le consente di rappresentare gli interessi delle imprese, piccole e grandi, e quindi di tutti i suoi associati».
Il convegno di Vicenza - «aperto a cittadini, amministratori pubblici e rappresentanti politici, peraltro curiosamente aumentati ieri nella parte finale della mattinata» - aveva «esattamente questo obiettivo: la possibilità di formarsi liberamente delle opinioni sulla base del confronto delle idee e porre al centro del dibattito politico le esigenze dell|economia e delle imprese».
Questo «è stato possibile finchè sono state rispettate regole chiare e preventivamente concordate, così come è accaduto nei confronti con gli imprenditori del candidato premier del centro sinistra e del vicepresidente del Consiglio».
Il Comitato di presidenza afferma poi che «voler chiedere a Confindustria di aderire a opzioni di schieramento partitico rappresenta una forzatura inaccettabile e un attacco alla natura stessa della rappresentanza del sistema delle imprese. Per questo lo respingiamo nel modo più fermo».
E sottolinea che la confederazione è «associazione di imprese e di persone libere, che voteranno secondo il proprio giudizio personale» e «non si presta e non si presterà ad operazioni di propaganda partitica da parte di nessuno».

Non si sono fatte attendere le repliche alla nota di Confindustria da parte del centrodestra.
«A delegittimare i vertici di Confindustria sono stati i tantissimi imprenditori della base che a Vicenza hanno sonoramente contestato proprio quei vertici».
Così il ministro delle Attività Produttive Claudio Scajola replica alla nota di protesta di Via dell'Astronomia.
19 marzo 2006



Categoria
 :.  ITALIA Politica  :..  Casa delle Libertà




pubblicazione: 18/03/2006
aggiornamento: 08/04/2006



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