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dicembre
2021
San Saba



Via Arata, rinuncia al progetto.

Via Arata, don Giancarlo Conte...

Alla fine ha prevalso il desiderio di non innescare una "guerra civile" in parrocchia.

Don Giancarlo Conte rinuncia al sogno di realizzare sui 3.900 metri quadrati della contestata area verde di via Arata "un campetto polivalente ed una struttura idonea per feste parrocchiali, di quartiere, incontri culturali e piccole manifestazione teatrali a servizio degli abitanti del quartiere".

Lo fa - come dettagliatamente spiegato nell'accorata lettera che pubblichiamo oggi stesso sulla prima pagina del nostro giornale - "pro bona pacis" della comunità che vive all'ombra di San Giuseppe Operaio - in altre parole - per non vedere la quieta serenità parrocchiale ulteriormente violata da striscioni, volantinaggi, dichiarazioni e gesti eclatanti.

Ormai la contrapposizione era arrivata al "muro contro muro" e pochi giorni fa il Comitato che si oppone alla realizzazione aveva confermato la propria assoluta determinazione a proseguire e ad inasprire la battaglia: «La nostra voce si alzerà sempre di più - aveva detto la portavoce, Rita Tacchini - non vogliamo scendere a patti con nessuno, siamo cittadini che combattono per un diritto, quello che le istituzioni in primis dovrebbero fare rispettare. La nostra è una battaglia civica, crediamo di essere nel giusto dicendo che non si può privatizzate e cementificare un'area pubblica, per di più verde: nessuna modifica del progetto ci convincerà ad accettarlo».

Don Conte ribadisce di aver agito «con correttezza e nella perfetta legalità» e si dice dispiaciuto «per i tanti parrocchiani che si erano impegnati a portare avanti il progetto».

Ieri mattina, durante un nuovo incontro con il vescovo Gianni Ambrosio, il sindaco Roberto Reggi ed il suo vice Francesco Cacciatore, l'anziano parroco ha comunicato la propria decisione di rinunciare. Reggi e Cacciatore, a quanto risulta, ne avrebbero preso atto con estremo rammarico.

Querelle finita? Non è detto. A quanto risulta - proprio ora che don Conte è uscito dalla "partita" per evitare ulteriori contrapposizioni - starebbe per nascere un contro-Comitato che sostiene il progetto e che raccoglierà firme per caldeggiarne la realizzazione. «Non si può contestare, come se fosse un "palazzinaro", un sacerdote di ottant'anni che ha sempre agito nell'esclusivo interesse della parrocchia» spiega in una e-mail arrivata al giornale ieri sera un residente del quartiere, che - facendosi portavoce di un gruppo di parrocchiani - si è detto dispiaciuto per una decisione «che penalizzerà soprattutto i tanti giovani che frequentano San Giuseppe Operaio».
E questa non è la sola voce fuori dal coro che si leva all'indomani della rinuncia al progetto da parte di don Conte.

«E' una sconfitta per tutti i cittadini e a me dispiace moltissimo - fa eco Luciana Meles, presidente della Circoscrizione 3 - la mia maggioranza, fin dall'avvio del proprio mandato, aveva evidenziato la mancanza di un centro aggregativo nel quartiere. Un'esigenza che ogni anno abbiamo riproposto (ottenendo il "placet" anche della minoranza) nel documento sulle priorità della Circoscrizione presentato alla Commissione Decentramento. Per questa ragione, ritenendo in quest'ottica positivo (anche se magari migliorabile) il progetto di don Conte, ho cercato di mediare nella contrapposizione nata con il Comitato, ma mentre da parte della parrocchia c'era la disponibilità a discutere, dall'altra parte ho trovato un muro.
Mi chiedo ora come sarà possibile realizzare un centro aggregativo per il quartiere se ad ogni appezzamento che andremo ad individuare come possibile destinazione della struttura nascerà un comitato di cittadini contrari? Io credo che debba prevalere l'interesse della collettività, non solo di pochi».
mir.
LIBERTA' 08/03/2011


pubblicazione: 08/03/2011
aggiornamento: 10/03/2011

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Categoria
 :.  AMBIENTE Piacenza
 :..  Urbanistica



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