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Filiberto Putzu :. Home :.  AMBIENTE Piacenza  :.  PM10  :. Varato il piano anti-pm10 in vigore in Emilia-Romagna dal 20 ottobre al 31 marzo.
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Varato il piano anti-pm10 in vigore in Emilia-Romagna dal 20 ottobre al 31 marzo.

In città stop a 22mila veicoli fino a dicembre, 26mila dal 2006.

Le targhe alterne spariscono dall'agenda dei provvedimenti anti-smog del prossimo inverno, si confermano così le anticipazioni circolate sin qui.

Ma pure si conferma la mano pesante che muove le misure pensate in alternativa.

Come il blocco totale del traffico ogni giovedì, a partire dal 20 ottobre al 31 marzo, che sarà preceduto da tre giorni consecutivi di sforamento dei valori di polveri sottili (pm10), tre giorni precisamente indicati, però, ossia il sabato, la domenica e il lunedì, quando cioè circolano meno veicoli (vale per il fine settimana) e il fatto che i limiti siano superati significa che la situazione dello smog nell'aria è seria davvero (sarà però anche necessario che l'Arpa preveda altri tre giorni di stabilità atmosferica).

Ma decisamente pesante la mano sarà con i veicoli più inquinanti, i pre-euro, quelli immatricolati prima del 1992, tanto a benzina che a gasolio, ai quali dal 20 ottobre sarà vietata la circolazione in tutta la città a prescindere dai livelli di pm10.

Blocco che durerà fino al 31 marzo, ma che dal 7 gennaio sarà esteso anche ai diesel delle prime generazioni post-euro, vale a dire auto e veicoli commerciali leggeri (meno di 3,5 tonnellate) classificati come euro-1 (ex direttiva 91/441, quella che impose la marmitta catalitica), e i mezzi commerciali pesanti (oltre 3,5 tonnellate) euro-1 ed euro-2 (ex direttiva 94/12).

Eccolo perciò servito il piatto forte del nuovo protocollo regionale sulla qualità dell'aria.
La firma ancora non c'è, ma ieri a Bologna Regione, Province e Comuni capoluogo hanno definito il pacchetto di interventi.

Cura da cavallo, dunque, contro un'emergenza, quella dell'inquinamento da polveri fini e del suo nocivo impatto sulla salute, che negli ultimi inverni ha tenuto sotto scacco l'intera area padana.

Considerato che gli sforamenti di soglie di allarme che le normative europee hanno reso sempre più basse saranno frequenti, i blocchi totali del traffico il giovedì si presenteranno spesso all'ordine del giorno.

Mentre una costante dal 20 ottobre a fine marzo saranno le restrizioni ai veicoli pre-euro (anche se provvisti di bollino blu), ciclomotori compresi: impossibilitati lo scorso anno a circolare (in determinate fasce orarie) solo nel centro storico in buona sostanza, ora si vedono intedire l'intero territorio urbano. Divieto che dal 7 gennaio, quando inizia il periodo più favorevole all'accumulo degli inquinanti, viene esteso ai mezzi diesel delle prime tipologie cosiddette “ecologiche”. sotto tiro tra i 22mila e i 26mila veicoli.
A Piacenza significa, stando ai dati del 2003, i più aggiornati disponibili, qualcosa come 22mila veicoli costretti a restare fermi.
Qualche numero:
-di auto a benzina in città ce ne sono 46mila circa, 17mila delle quali pre-euro;
-le diesel arrivano a quasi 12mila, di cui 1.900 pre-euro;
-quanto agli autocarri, i pre-euro (tra leggeri e pesanti) sono 3mila su 7mila.
In totale si arriva, appunto, ai 22mila veicoli sottoposti al blocco.

Fino al 7 gennaio però, perché aggiungendo
-i diesel euro-1 (942 auto; 1.100 autocarri leggeri; un migliaio di pesanti)
-ed euro-2 (autocarri pesanti per un altro migliaio) ai quali il divieto fino al 31 marzo si estende,
la cifra sale sui 26mila mezzi. A

Ai comuni la facoltà di altri blocchi.
Al di là di quelli che scatteranno in base alle regole stabilite (tre giorni consecutivi di sforamento delle pm10), ulteriori giorni di blocco della circolazione potranno sempre essere decisi dai sindaci di fronte a particolari situazioni di emergenza, mentre i singoli Comuni decideranno quali domeniche dell'anno fermare il traffico.
Niente tregua nelle festività natalizie.
Tra le novità rispetto agli anni scorsi, l'eliminazione del periodo di tregua delle misure anti-smog, un mese, in concomitanza con le feste natalizie. I
Icommenti di Zanichelli e Peri
L'assessore regionale all'ambiente Lino Zanichelli ha parlato della «comune volontà di superare le targhe alterne, ma non per fare un passo indietro, bensì per rafforzare il nostro impegno contro l'inquinamento urbano, responsabilizzando e coinvolgendo i cittadini su un problema che ha risvolti sanitari molto forti».
Ha citato dati dell'Organizzzione mondiale della sanità, in base ai quali «gli europei perdono in media 9 mesi di vita a causa dell'inquinamento urbano, ma questa cifra sale a due anni per le zone più industrializzate come la nostra».
«Una discussione positiva», per l'assessore alla mobilità Alfredo Peri, anche se «rimangono alcuni aspetti di dettaglio che andremo a definire nei prossimi giorni».
Peri ha sottolineato il fatto che l'accordo «non si limita a prevedere misure legate all'emergenza, ma prevede anche misure di tipo strutturale».
In marzo piani provinciali della mobilità
Si è stabilito infine al 31 marzo 2006 il termine ultimo entro cui le Province si impegnano ad adottare i Piani di tutela e di risanamento della qualità dell'aria, che dovranno poi definire le regole della mobilità sostenibile nei singoli territori provinciali.
Gustavo Roccella, Libertà del 23 settembre 2005



La regione Emilia Romagna.
Nel pacchetto anche 22 milioni di euro per interventi infrastrutturali
Contributi per trasformare a metano la macchina, filtri agli scarichi dei bus, tavolo con le autostrade.

Non solo restrizioni, ma anche misure infrastrutturali nel menu del protocollo per la qualità dell'aria presentato ieri.
Ammontano a 22 milioni di euro le risorse messe a disposizione dalla Regione per avviare interventi di tipo strutturale per combattere lo smog nelle città.
Quattro milioni di euro serviranno per completare l'installazione sui mezzi pubblici più vecchi e inquinanti, ma anche nei veicoli commerciali pesanti, di speciali filtri antiparticolato;
5 milioni di euro all'anno per il triennio 2006-2008 andranno invece a sostenere la concessione di contributi ai privati per la riconversione a gas metano e gpl delle auto pre euro (l'obiettivo è di adeguare in questo modo 30mila autoveicoli nel triennio);
altri 3 milioni di euro serviranno ad adeguare la rete di monitoraggio della qualità dell'aria alle nuove disposizioni comunitarie.
Tali risorse, si legge in una nota diffusa da Bologna, vanno ad aggiungersi a quelle già messe a disposizione dalla Regione negli anni passati:
dai 4,2 milioni di euro per sostenere progetti delle imprese tesi a ridurre le emissioni in atmosfera ai 94 milioni di euro del Programma straordinario per la mobilità urbana sostenibile 2003-2005 e ai 193,6 milioni di euro all'anno per il triennio 2004-2006 dei nove contratti di servizio per il trasporto pubblico locale.
Uno sforzo viene poi messo in campo rispetto sia al sistema ferroviario (dal 2006 scatteranno circa 1,6 milioni di chilometri in più all'anno di percorrenze dei treni) sia al fronte inquinante che sul territorio emiliano-romagnolo deriva dalla presenza di importanti e trafficate arterie autostradali. Nel protocollo si è infatti previsto che rientri il tavolo di confronto con l'Anas e le società autostradali avviato già prima dell'estate su iniziativa di alcuni sindaci, tra cui Roberto Reggi, per chiamarle a contribuire concretamente alla lotta all'inquinamento prodotto dalle loro utenze.
È del resto pari a ben il 64%, a Piacenza, la quota di emissioni di polveri fini derivanti dal traffico delle autostrade presenti sul territorio.
È il dato, riferito al 2003, emerso ieri in Comune alla presentazione del rapporto sulla qualità dell'aria in città elaborato da Cesi e Arpa.
Il quadro mostra un andamento complessivamente positivo, con l'aria in trend di miglioramento negli ultimi anni, un dato che però non riguarda le polveri fini che, con i loro devastanti effetti sulla salute, restano la vera emergenza da combattere.


UN ANNO FA : ERA IL 6 SETTEMBRE 2004.

«La città paga debolezze croniche»
L'opinione di Filiberto Putzu.


«È una pia illusione riuscire a ipotizzare per Piacenza un'aria respirabile perché è la situazione strutturale della città a renderla a rischio».
È il pensiero in tema di inquinamento atmosferico del consigliere comunale Filiberto Putzu, che individua nella presenza di autostrade, nelle tangenziali e circonvallazioni «che in modo miope si sono costruite a ridosso della cinta urbana», e nella centrale elettrica di via Bixio «che riversa i suoi veleni sulla città», le cause della cronica debolezza ambientale di Piacenza.

Certo, aggiunge, c'è anche l'inquinamento da traffico che «incide fino al 40%, e per combatterlo l'unica possibilità è una sorta di tassazione diretta come le targhe alterne il cui risultato è però modesto (non oltre il 20% di abbattimento) e che forse risultano più utili per sviluppare una mentalità ecologista».

Secondo Putzu, occorrerebbe tuttavia uno sforzo anche su altri fronti specie sulla centrale Levante visto che «non è sufficiente l'accordo stipulato a suo tempo dal Comune per la riduzione delle emissioni inquinanti».

Va poi tenuto conto, poi, dell'impatto di «scelte di politica economica compiute dalla città, come il polo logistico a Le Mose che aumenterà il carico inquinante».






pubblicazione: 23/09/2005
aggiornamento: 26/10/2005

A piedi a Piacenza. E in autostrada ???? 7534
A piedi a Piacenza. E in autostrada ????

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