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Una sintesi per la sinistra

di STEFANO PARETI

G. Paolo Parenti è stato per quasi l'intera sua vita politica un rispettato uomo di minoranza, nel suo partito (il Psi) e anche nelle Istituzioni locali.
Forse non godeva delle simpatie di chi era in maggioranza, ma nessuno si sarebbe mai permesso di pretendere da lui delle scuse per i suoi comportamenti politici.

G. Paolo non dovrebbe allora meravigliarsi se nella sinistra piacentina impegnata nelle elezioni comunali esistono punti di vista diversi, sui programmi e sui metodi di governo della cosa pubblica.

L'importante è trovare una sintesi unitaria che salvaguardi le ragioni della sinistra.

Gianni D'Amo e le due liste a lui collegate hanno reso lealmente pubblico un dissenso legittimo, che era diffuso, come s'è visto, tra molti elettori del centro-sinistra, i quali hanno espresso un loro apprezzamento con circa 2000 voti.

L'obiettivo era quello, dunque, di offrire un'occasione alternativa di voto a sinistra, senza mai nascondere l'intendimento di ricomporre al ballottaggio l'unità della coalizione, per sconfiggere le destre.

In tal senso è stata formalmente e pubblicamente avanzata a Reggi una nostra disponibilità all'apparentamento.
Adesso siamo al dunque, ma Reggi e i partiti che lo sostengono escludono ogni apparentamento, con noi e, pare, con chiunque, dichiarando intangibili il programma e la squadra, poiché sono stati premiati dagli elettori.

Di recente, G. Paolo Parenti ha scritto alcune parole importanti in un suo articolo a Libertà (25 maggio), che voglio riproporre:
"Anche alle elezioni per il Comune di Piacenza la sinistra si presenta con due candidati. Per il primo turno non c'è più nulla da fare; ma guai a chi impedisse l'accordo al ballottaggio.
Si macchierebbe di un autentico delitto politico."

Vorrei, concludendo, sdrammatizzare un po' la materia, ricorrendo ad una citazione da Adriano Celentano, che in una sua fortunata trasmissione televisiva, ha affermato :
"L'arroganza è lenta, la timidezza è rock".
Noi forse non saremo timidi, ma certamente non ci lasciamo guidare dall'arroganza.
STEFANO PARETI




L'INTERVENTO DI GIANPAOLO PARENTI.
Quando la Sinistra italiana smetterà di farsi del male?

Non smetterà mai la sinistra - in Italia - di farsi del male?
E' questo il quesito che viene da porsi, seguendo le vicende di partiti e partitini che si collocano in questa area politica.
Quando - quattro anni or sono - il professor Salvati propose con forza che il processo avviato alla Bolognina dal Pci I. si concludesse con il superamento delle dottrine marxiane e desse luogo ad un nuovo raggruppamento politico e più precisamente al partito democratico, io condivisi il suggerimento, immaginando la formazione di un grande movimento riformista e progressista, che chiudesse definitivamente la pagina dolorosa iniziata con la scissione di Livorno.
E ritenni che la linea-guida del nuovo partito sarebbe stata in larga misura quella della sfortunata esperienza del partito d'azione, al quale avevo aderito a sedici anni: il socialismo liberale.

Spinto anche dalla sia pur risicata vittoria elettorale, la nascita del partito democratico è in corso; e, seguendo il congresso dei Ds, è sembrato appunto che esso fosse proiettato in avanti, ma restasse ancorato ai valori di giustizia, libertà e solidarietà che hanno caratterizzato il movimento socialista nel suo assieme, ma il partito d'azione in particolare.
Ho sentito riecheggiare temi che ricordavo di aver sentito trattare da Ernesto Rossi, Aldo Garosci, Norberto Bobbio, Piero Calamandrei e Riccardo Lombardi e che prefiguravano una democrazia liberale, corretta, egualitaria, nella quale i diritti corrispondono ai doveri e nella quale non deve esserci spazio per le clientele e per le rendite di posizione.

Caduti i miti (anche fascinosi) della rivoluzione totale e dell'ascesa al potere della classe operaia - che, come tale, non è più identificabile - l'obbiettivo che il Pd. dovrebbe porsi è quello di una società nella quale la meritocrazia sia l'unico elemento che deve distinguere lo sviluppo economico dei singoli, garantendo comunque a ciascuno una vita dignitosa.
Questa dovrebbe essere - nelle premesse e nelle promesse - la filosofia del nuovo partito, il cui faro dovrebbe essere rappresentato non tanto da astrusi tecnicismi ma semplicemente dalla massima felicità degli uomini.
Su questi temi dovrebbero convergere tutti coloro che si definiscono di sinistra.

Ma per affrontare un cammino irto di ostacoli - molti essendo coloro che tendono a perpetrare i loro privilegi e moltissimi quelli che sono soggiogati ai primi - sarebbe necessaria l'unità di tutti i riformisti.

Purtroppo, quando sembra che una prospettiva di unità si apra, immediatamente la sinistra scatena le forze centrifughe e, in nome di una malintesa purezza di ideali o magari solo di attaccamento ad una sigla, dà vita ad una pluralità di gruppi, destinati a confliggere tra di loro.
E' infatti difficile pensare che alle prossime scadenze elettorali non si apra una competizione - anche dura ed astiosa - tra partiti che si disputano lo stesso elettorato.

Anche chi scrive avrebbe preferito - e tuttora si augura - che il P.d. resti inserito nel partito socialista europeo; ma il nome e la formale collocazione contano assai meno della possibilità concreta di allargare l'area delle forze che si propongono di costruire, nei limiti del possibile, una società libera, onesta e giusta.
Democratici o socialisti: non è questo il dilemma.

L'importante è non dividersi nelle scelte concrete e lottare uniti sui temi caratterizzanti la sinistra, che restano la pace, la lotta alla fame nel mondo, un riequilibrio energetico che preservi la natura, l'annullamento dei privilegi.

Unità formale o solo un patto permanente di unità d'azione?
Meglio la prima ovviamente; ma, se al momento non è possibile, si opti almeno per la seconda, dando vita ad uno schieramento operativo, capace di guidare il paese.
Anche se questo significa ridimensionare ambizioni personali, preconcetti ed eredità ideologiche.

P.S.: Anche alle elezioni per il Comune di Piacenza la sinistra si presenta con due candidati.
Per il primo turno non c'è più nulla da fare; ma guai a chi impedisse l'accordo al ballottaggio.
Si macchierebbe di un autentico delitto politico.

G.PAOLO PARENTI, Presidente Circolo Rosselli


pubblicazione: 02/06/2007

Stefano Pareti 12455
Stefano Pareti

Categoria
 :.  POLITICA Piacenza
 :..  Elezioni Comunali 2007



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