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galleria immagini  Tino, un "tenero" extraterrestre
  di GIORGIO LAMBRI
Ernesto Maestroni, Tinu (1)  (2)  (3) Al Tinu, al matt (4)
Ernesto Maestroni, Tinu (pic 1) (pic 2) (pic 3) Al Tinu, al matt (pic 4)
Ci sono persone che "a pelle" incuriosiscono, affascinano, incutono simpatia.
Anche se dicono cose apparentemente senza senso e girano per la città su una strampalata bicicletta piena di fil di ferro, antenne e vecchie griglie di radiatori.

Quando il "Tino" morì, il 19 settembre del '94, il titolo di Libertà lo definì «un tenero extraterrestre» ed Enio Concarotti osservò come il suo ruolo di "personaggio" assumesse connotazioni quasi straordinarie «in una città della nostra epoca sempre più appiattita nell'anonimato sociale».

Di fatto solo l'anagrafe lo conosceva come Ernesto Maestroni.

Per tutto il resto della città lui era "il Tino" anzi "al Tinu".
Qualcuno aggiungeva al nomignolo la definizione "al lucc" o "al matt".

Ma non c'era cattiveria neppure in queste scherzose definizioni.
Era solo questione di capire e di capirsi.

«Diceva di essere in contatto con gli extraterrestri - scrivono Maurizio Sesenna e Bruna Milani nel commovente "ricordo a più voci" intitolato "Al Tinu" - ma forse intuiva che gli alieni eravamo noi».

Nato l'8 settembre del '29 nel popolare quartiere di Tobruk (per chi non ha i capelli bianchi val la pena di aggiungere che oggi si chiama Borgotrebbia), il Tino ha trascorso i 65 anni della sua vita terrena in un universo fiabesco e misterioso, un "pianeta" che solo lui conosceva, ma di cui trasmetteva a tutti la trasognante e fantastica originalità.
C'era una poetica surreale e in effetti molto "tenera" in quel suo vivere al di fuori della conoscenza convenzionale, proiettato in una dimensione ultragalattica da cui percepiva - solo lui - messaggi extraterrestri provenienti da pianeti lontani.
In quel suo instancabile "dialogare" con l'Uomo Mascherato, Flash Gordon, E.T. e altri personaggi fantastici attraverso la rudimentale ragnatela di antenne che teneva attaccata alla sua incredibile bicicletta (chissà che fine avrà fatto? ndr.).

Ascoltando i nastri su cui Sesenna ha registrato le "esternazioni" di questo originalissimo e popolare personaggio viene in mente Jack Kerouac che scrive - in "On the road" - «per me le uniche persone vere sono i pazzi, i pazzi per la vita e per essere salvati, quelli che non sbadigliano mai e non dicono mai un luogo comune».

Sulle origini della "stranezza" del Tino se ne se sono sentite di tutti i colori.
La voce più ricorrente e - solo per questo - accreditata, è che in gioventù avesse preso una terribile botta in testa.
Certo nei suoi discorsi - apparentemente sconclusionati - c'era spesso una sorta di paradossale e "bertoldesca" arguzia.

State a sentire: Settembre '76, giardini di viale Dante, è appena finito il "Festival delle voci di opposizione".
Bruno e Ivano preparano per il Tino un cocktail a base di acqua, polenta, fondi di caffè e pomodoro, vantandone la bontà.
Lui lo beve in solo sorso. Bruno: "Tinù, ma te tè matt"!
E il Tino: «Bruno, i matt i guarissan, i lucc no».

Ricordo una freddissima domenica di febbraio, una nebbia gelida avvolgeva lo Stadio della Galleana. Credo (ma non sono sicurissimo!) si giocasse un Piacenza-Spal.
Nell'intervallo dalla curva nord notano il Tino fermo davanti allo stadio con la sua "bici-astronave".
Lui chiede a un ragazzo che cosa sta facendo il Piacenza e quello gli risponde che sta perdendo.
Allora lui si concentra, "attiva" le antenne, i cavi e cavetti, le "pile speciali" e tutti gli altri marchingegni e si "collega" con l'Uomo Mascherato.
«Fai vincere il Piacenza» gli "ordina".
Beh, nel secondo tempo segnano Gottardo, Gambin e Zanolla e i biancorossi trionfano.
Qualche domenica dopo i giocatori del Piacenza si portano il Tino al centro del campo come portafortuna.
E il pubblico, divertito, gli tributa una vera e propria ovazione.

Tra verità e leggenda metropolitana, Maurizio Sesenna e Bruna Milani cercano di capire e far capire - in ottanta pagine che corrono sul filo dell'amarcord - quello che si celava dietro l'estrosa ed errante sensibilità del Tino.
Gli strani esseri che abitavano il "pianeta Mongo" - con cui entrava in contatto - quel suo raccontare alla gente con genuina ed assoluta convinzione storie fantastiche e stellari.

Ma anche la passione per il jazz e in particolare per Louis Armstrong di cui imitava il vocione intonando (in un inglese improbabile e proprio per questo geniale) "When the saints go marchin in".
Tutto in modo sincero ed innocente, quasi fanciullesco.
E forse è proprio per questo suo modo di fare che i piacentini gli volevano bene.

Pochi (sciocchi) lo canzonavano, la maggior parte della gente lo ascoltava divertita, gli offriva una brioche (base della sua spartana alimentazione), gli allungava una moneta da cento lire. Lo guardava con affetto e non certo con compatimento.
Appoggiata alla tomba avrebbero dovuto mettere l'inseparabile bicicletta, con le antenne ed i fili. Che è stata un po' la sua "astronave" verso un mondo fantastico di cui solo lui conosceva la porta d'ingresso. Bellocchio lo fece recitare in un suo film, parecchi artisti locali lo hanno ritratto, chi scrive - come centinaia di altri piacentini - lo ascoltava divertito, ma anche un po' rapito perché - come diceva Leo Longanesi - la fantasia è la figlia prediletta della libertà.
giorgio.lambri@liberta.it



Tinu, incö, t'ho vist in sal giurnäl /
Gh'era sö 'na to bella foto grossa acsé. /
I t'hann scritt un articul par la quäl /
Giüsta ricunuseinsa par vöin tamme te! /
Artista, sugnatur, parsunagg' uriginäl: /
Famusa la biciu che d' g'äv seimpr'adré... /
Con sö antenn, fil, moll e gnaccar speciäl /
Par comunicä con "E.T." tamme t' fäv te! /
Con la gint, at ta fermäv ad i'ur a parlä... /
D'un mond fantastich piin ad mister e magia... /
Un mond to, che t' viviv föra ad la realtä. /
Ma con la gint t'enträv sübit in sintonia. /
Tinu, at vëdrum pö con la to biciu a girä... /
Ma i Piasintein, it ricurdarann con simpatia.
Enzo Boiardi

(Tino, oggi, ti ho visto sul giornale, c'era su una tua bella foto grossa così.
Ti hanno scritto un articolo su misura una giusta riconoscenza per uno come te!
Artista, sognatore, personaggio originale: famosa la bicicletta che ti portavi sempre con te... Con sua antenna, fili, molle e aggeggi speciali per comunicare con "E.T." come facevi tu! Con la gente, ti fermavi delle ore a parlare... Di un mondo fantastico pieno di mistero e magia...Un mondo tuo, che vivevi fuori dalla realtà. Ma tu con la gente entravi subito in sintonia. Tino, non ti vedremo più girare con la tua bici... Ma i Piacentini, ti ricorderanno con simpatia).


Categoria
 :.  PIACENZA A COLORI  :..  Ritratti.




pubblicazione: 12/08/2007



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