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mercoledì
7
dicembre
2022
Sant'Ambrogio



Tempi: Botti lascia, cda azzerato

La reggenza ai revisori

Tempi Spa, Paolo Botti ha tirato il freno a mano.

E ieri mattina, davanti al consiglio di amministrazione della società di trasporto pubblico piacentino ha rassegnato le sue dimissioni da presidente, ruolo che rivestiva da sette anni.
Le avevano chieste a gran voce i soci dell'ente, Comune e Provincia.

Lo hanno seguito a ruota i consiglieri Pier Luigi Scaglioni (Pd) e Athos Zanetti (Italia dei Valori) attuando nei fatti quell'azzeramento chiesto, da ultimi in ordine di tempo, anche dai parlamentari Tommaso Foti (Pdl) e Massimo Polledri (Lega).

A reggere il timone in questa rapidissima fase sarà il collegio sindacale presieduto da Luigi Anceschi. E' la via indicata dal Codice civile e dallo statuto.

Ieri verso le 12.30, si è consumato in non più di mezz'ora l'ultimo atto della storia recente di Tempi dove si intrecciano politica (fra cui il cambio alla giunta provinciale) e l'effetto delle indagini giudiziarie per appropriazione indebita che hanno investito Botti come ex sindacalista e cofirmatario di un conto insieme a Gianni Salerno della Cisl.
Un mix che ha indebolito il vertice di Tempi e ha spinto alla fine verso la soluzione radicale della "tabula rasa".
Ma non era scontato che anche Scaglioni e Zanetti restituissero il mandato.

Ora l'accordo di massima più accreditato è che il Comune (socio di maggioranza al 60 per cento) esprima il nuovo presidente, mentre la Provincia (40 per cento) indichi i due consiglieri, con uno scatto in avanti rispetto al passato quando, giunta Boiardi, aveva potuto esprimere solo uno dei due membri del Cda.

Il cambio di direzione avrà tempi brevi, ribadisce l'assessore provinciale al bilancio Paolo Passoni. Una settima, dieci giorni al massimo.
Per permettere ai due soci di scegliere i successori dei tre dimissionari.

All'assemblea in Palazzo Mercanti, Botti è arrivato un po' in anticipo sugli altri, è apparso disteso e per nulla nervoso. Prima di entrare, ha voluto ricordare gli ultimi passaggi per riportare il disagio di chi si attendeva prima le dimissioni nell'alveo di un percorso preciso: «Ho preso parte all'assemblea di Tempi nel mese di giugno, e i soci, pur avendo io ribadito che le vicende che mi riguardano non sono collegate in alcun modo a Tempi, hanno chiesto le dimissioni, mi ero riservato una brevissima pausa di riflessione - spiega - tutte le polemiche che sono seguite mi sembrano pretestuose, nei giorni immediatamente successivi ho riconvocato nei tempi previsti dalla legge e dallo statuto questa nuova assemblea per presentare le dimissioni».
La bufera giudiziaria sul conto "tute blu"?
«Ribadisco quello che ho sempre detto, non mi è mai pervenuta nessuna comunicazione ufficiale rispetto a presunti illeciti che riguarderebbero anni antecedenti il mio ingresso in Tempi».
L'indagine c'è, ma Botti all'assemblea ha detto anche di non essere mai stato ascoltato dagli inquirenti. Il pressing per le dimissioni?
«Ribadisco la mia totale estraneità a qualsiasi illecito però, per senso di responsabilità, era giusto arrivare qui, i soci me lo hanno chiesto. Spero che tutto si chiarisca in tempi rapidi».

Oggi è il futuro del trasporto pubblico locale il primo pensiero in agenda per il sindaco Roberto Reggi e per il presidente della Provincia Massimo Trespidi che al termine dell'assemblea hanno diramato una posizione unitaria:
«Le dimissioni erano state richieste da Comune e Provincia per avviare un progetto condiviso che ponga le basi al futuro dell'Azienda e in particolare al trasporto pubblico locale» è la premessa.

Si sottolinea poi l'importanza di aver avviato «un percorso comune per migliorare la rete dei trasporti in tutto il territorio provinciale, per contemperare l'esigenza di rendere più efficiente il servizio e dare risposte efficaci ai bisogni di mobilità dei cittadini».
Per entrambi si tratta di individuare, a breve, un nuovo partner industriale «affidabile»,
che sia in grado di portare risorse economiche per alimentare gli indispensabili nuovi investimenti senza i quali il servizio pubblico perderebbe quella qualità che oggi i cittadini «giustamente pretendono».
«Al tempo stesso - si fa notare - sarà necessario avviare un processo di aggregazione con analoghe realtà territoriali, migliorando i conti dell'Azienda e riducendone i costi».
Patrizia Soffientini
LIBERTA' del 22/07/2010



Chi sarà il nuovo presidente di Tempi Spa?
E' molto probabile che il sindaco Roberto Reggi abbia già in mente un profilo preciso se non un nome altrettanto papabile.
E sarà ancora il Comune, socio di maggioranza, ad indicare il timoniere di Tempi, vale a dire il consigliere destinato a reggere la presidenza, mentre alla Provincia toccherà scegliere i due consiglieri di amministrazione.
Tutto fa pensare che l'accordo fra Trespidi e Reggi non sarà complicato, c'è buona sintonia, anche se sul nome vige il silenzio.
Tuttavia, provando a fare due conti, ci sarebbe una figura che calza a pennello al candidato ideale: fuori dalla stretta dipendenza politica e partitica, già esperto della materia, con una provenienza universitaria adeguata: è l'ex vicepresidente di Enìa Marco Elefanti che fu presidente proprio di Acap e di Tempi.
L'interessato, in predicato però di diventare consigliere di Iren, la nuova maxi-municipalizzata (e come tale incompatibile), nega simpaticamente: «Non si torna su cose già fatte».
Altre figure del mondo universitario sembrano avere però le carte attese, come Luca Quintavalla e Francesco Timpano, peraltro nello staff di Vittorio Silva, neo segretario del Pd succeduto proprio a Paolo Botti.
Di certo si tratta di un presidente per i tempi duri, non c'è la corsa a ricoprire il ruolo.

Tanto più in vista dell'ulteriore taglio al trasporto locale (Anna Maria Fellegara ha ipotizzato in due milioni di euro la temuta decurtazione).

Silva stesso non si sbilancia sul punto, ma commenta:
«Prendo atto volentieri che Comune e Provincia si muovono di comune accordo per affrontare le tappe che ha davanti Tempi Servizi, c'è volontà di elaborare un progetto condiviso per futuro della partecipata. Il trasporto pubblico locale si trova in una fase delicata - aggiunge - perché le aziende stanno affrontando una situazione economica difficile, l'incremento dei costi, una significativa riduzione dei trasferimenti».
Per Silva si tratta ora di pensare ad un serio progetto industriale che procuri partner in grado di far crescere le dimensioni dell'azienda. Non è però compito delle forze politiche scegliere questi partner industriali.
Silva insiste su amministratori con competenze ed esperienza in grado di affrontare una fase complessa, prima di tutto tecnici («Chi amministra non deve far politica, deve gestire»).
Quindi il serbatoio dell'università può essere ideale.

Dal fronte del centrodestra, il coordinatore del Pdl Tommaso Foti commenta la giornata delle dimissioni come un fatto dovuto, atteso, ma ora la parola passa ai due soci.
Il presidente da eleggere?
«Le nomine le fanno gli enti e si assumano la responsabilità di chi nominano. Sono rispettoso del loro ruolo, certo ci vuole gente capace. Figure tecniche? Ce ne sono già state, sapere amministrare è anche qualcosa di diverso, le aziende per fare i tecnici pagano gli amministratori delegati».

Lo stesso Foti, insieme all'onorevole Massimo Polledri (Lega), solo due giorni fa aveva fatto balenare l'ipotesi di un socio privato come Autoguidovie.
Ma in via generale, ritiene che siano delle gare serie e ben fatte a garantire le migliori partecipazioni.

Intanto il presidente della Provincia Massimo Trespidi non chiude la porta né a partner pubblici né privati:
«Valutiamo tutte le proposte, vedremo la più efficace per contribuire al rilancio. L'ipotesi su Autoguidovie? Non ne so nulla, l'ho appresa dalla stampa».
p. s.


pubblicazione: 22/07/2010
aggiornamento: 23/07/2010

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Luigi Anceschi, presidente del collegio dei revisori

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