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28
febbraio
2021
San Romano



TARANTISMO E TARANTELLA

Scissione di TEMPI, intervento in Consiglio Comunale

La tarantola è il ragno nero assai comune in Puglia il cui morso, secondo la credenza popolare procurerebbe strani malori, come il cosiddetto "ballo di San Vito".

E da tarantola deriva il termine tarantolato : tarantolato è colui che, morso dalla tarantola,
è affetto da "tarantismo", manifestazione isterico-convulsiva caratterizzata da movimenti frequenti, convulsi e dissociati.
Secondo alcuni, dal "ballo di San Vito o Tarantismo" sarebbe derivata la pratica del ballo
della tarantella ,notissima danza popolare dell'Italia Meridionale, caratterizzata da un movimento vivacissimo accompagnata dalla scansione ritmica del tamburello a sonagli.


All'inizio del mandato di questa nuova Amministrazione, si è assistito ad un attivismo "da tarantella" o da "tarantismo", a seconda delle opinioni, attivismo quasi sempre accompagnato da esternazioni alla stampa frequentemente ritrattate in modo frettoloso (ormai in questo senso fa scuola tra i tanti argomenti ritrattati, l'ormai mitico e mai dimostrato "buco di bilancio").

Ma dopo questa partenza al ritmo della"tarantola" o della "tarantella",questa amministrazione non ha cambiato il suo incedere facendo proprio il metodo del "prima faccio, e poi si vedrà" , metodo cho ho già avuto modo piu' volte di rilevare, ed in merito al quale vedo con piacere collimare il parere del precedente sindaco avv.Guidotti .
Quest'ultimo , vedi La Voce del giorno 29/11, alla domanda "come le sembra questa Amministrazione" ha dichiarato :
"Mi pare che corra troppo, in tutti i campi ed in tutte le direzioni. Poi spesso sono costretti a tornare sui loro passi. Sui problemi prendono atteggiamenti che poi sono costretti a rivedere".

Gli ultimi esempi in questo senso sono stati :
le targhe alterne frettolosamente avviate, con successive ampie deroghe e deroghette alla circolazione a favore di vie, zone, categorie e professioni ;
l'addizionale IRPEF votata dalla maggioranza del consiglio, ma necessariamente congelata in attesa di vedere cosa stabilirà il Governo ;
il BOLLINO BLU per le caldaie, con la scadenza al 31/12 poi fortunatamente rinviata ad aprile e con un costo del controllo assai oneroso (stabilito proprio dalla Giunta assieme alle categorie degli artigiani, ma non con il consenso dei cittadini proprietari o affittuari di casa !!);
il contributo per il secondo ponte sul Po, : dopo la querelle di fine agosto tra l'assessore Carbone ed il capogruppo DS Berra (il primo diceva : "il ponte bis non è previsto" ed il secondo ribatteva: "che il ponte non sia una priorità è cosa assolutamente priva di senso") il contributo per il secondo ponte sul Po, dicevo, non viene inserito in bilancio, il bilancio viene mandato in giro per i pareri senza menzione del ponte, salvo poi sentirsi dire che il secondo ponte dopo recentissimi contatti con l'Anas, sarà oggetto di una apposita mozione personale del sindaco Reggi.

Certamente non si può sostenere che questa Aministrazione "non sia in grado di capire che prima si pensa e valuta, e poi si fa".

Signor Sindaco penso che non se ne avrà a male se uso la frase che Lei stesso ha utilizzato
qui in Consiglio il giorno dell'approvazione delle Linee programmatiche di mandato 2002-2007, era il 22 ottobre scorso, ricorda ?
Lei si è definito un "povero ingegnere di campagna", dica la verità lo ha detto anche se non lo pensa veramente..... ha voluto fare il modesto... io credo che dietro a questo modo di fare frettoloso ci siano "progetti e ingegnerie"... con relative "strategie"....

Ritornare piu' volte sugli stessi problemi serve ogni volta a farsi fare un nuovo articolo sul giornale.
Spesso è il Sindaco in persona che trova la "via giusta", per fortuna che è stato eletto perchè altrimenti senza di lui le cose non si sarebbero potute fare bene.
E' certamente una strategia "sottile" quella di usare le tecniche della comunicazione per sviluppare una sorta di "mito della personalità".
Mi hanno molto colpito nei giorni scorsi gli interventi dei consiglieri Levoni e Marippi.
Il primo pubblicamente durante una seduta di consiglio, e l'altro privatamente in merito ad una votazione, hanno dichiarato "fiducia totale" nell'ing.Reggi (Marippi mi ha detto testualmente quasi con occhi da amante: "Ho sostenuto e votato quella persona lì").

La seconda strategia "sottile" è il "buonismo di chi concede" : concedere deroghe, favori, eccezioni, esenzioni, vantaggi, regalie ai vari richiedenti.
Richiedenti che se riceveranno il "contentino personalizzato" potranno poi essere tirati per la giacca quando sarà ora di chiedere nuovamente il voto alle prossime elezioni.
Si tratta certamente del metodo caro ad una certa sinistra, che usa il sempreverde metodo del "do ut des".

In questo senso vorrei far notare l'incongruenza, chiamiamola così, delle dichiarazioni fatte dal nostro Sindaco a Libertà a margine del Convegno sul metodo del bilancio partecipativo : testualmente leggo da Libertà del giorno 30 novembre pag.13 :
" l'obiettivo politico del metodo partecipativo, è recuperare alla politica attiva tutti coloro che provano disaffezione"

Guardi signor Sindaco, che la disaffezione non nasce "dal delegare" e dal farsi rappresentare,ma "dal modo in cui questa delega viene esercitata dall'amministratore" :
beneficiare a pioggia coloro che si ritengono amici o che si vuol far diventare amici è un metodo di fare politica non da "nuovo politico" (come lei ha dichiarato e promesso di voler essere ai piacentini) ma da "politicante" , da politico " inquinato" , inquinato nel senso lato del termine....
Ci vorrebbe il vocabolario Zingarelli, quello che è stato usato molto bene due sedute di Consiglio fa, per dare le risposte precisine alle varie Mozioni del consigliere Ballerini sul Regolamento della acquisizione dei beni e servizi in economia.

A questo proposito vorrei ancora una volta rimarcare, tanto per rimanere in tema del "do ut des", che è stato approvato il comma 3 dell'articolo 8 che ammette l'affidamento diretto anche per importi fino a 200.00 euro in casi di specialità del bene o del servizio da acquisire.
Un clamoroso escamotage per bypassare l'intero regolamento ed avvantaggiare gli amici.
La procedura potrà essere negoziata con una sola ditta individuata.... bel colpo !
Su questo punto prometto che sarò particolarmente attento in futuro, allo scopo di denunciare eventuali abusi e irregolarità.

Ora vengo al tema che piu' propriamente si tratta questa sera in questa aula.

E cioè il ricambio della Direzione di Tempi : via i dirigenti "faziosi ed interessati" e largo agli uomini di fiducia, possibilmente appartenenti alla lista "Piacentini con Reggi" o tutt'al piu' di Rifondazione Comunista.
La Margherita ed i Democratici della Sinistra se ne staranno ancora calmi e defilati ???
O si divideranno le poltrone anche loro, magari della nuova " Tempi Servizi" appannaggio dell'Amministrazione Provinciale ?

Non essendo stato possibile ottenere le dimissioni dei componenti della Direzione di Tempi,
dimissioni piu' volte smaccatamente richieste dal signor Sindaco, dimissioni da ottenersi volente o nolente, si ricorre alla scissione di Tempi : largo a facce nuove !!! e largo anche a qualche poltrona in piu' (da 6 ad 8) perchè le persone "da piazzare" sono tante....

La scissione dovrebbe essere rimandata nelle more dell'articolo 35 della legge 448 :
la Finanziaria 2001 prevede effettivamente la separazione tra le reti (i capitali) ed il servizio, ma la legge non ha ancora avuto decreto attuativo !!!
Infatti la Commissione Europea per gli Affari Economici ha contestato la normativa sostenendo che il mantenimento della proprietà delle reti in mano pubblica non è legittimo in quanto contraria al libero mercato.
Infatti sebbene siano previste gare d'appalto pubbliche per l'affidamento della gestione del servizio, nell'affidamento della gestione di reti-impianti-patrimoni non è stato introdotto il principio di pubblicità e della messa in concorrenza.
Anche il Ministro italiano delle Politiche Comunitarie ha confermato che mancando il riferimento normativo le operazioni di scorporo e scissione di aziende come Tempi devono essere rinviate.

Ma a Piacenza, intanto facciamo la scissione, poi si vedrà...... "prima faccio e poi vedo"
Una società con la maggioranza alla Provincia (Tempi servizi), ed una con la maggioranza al Comune (Tempi reti).
Una a te, una a me.... bell'esempio di spartizione, ma non della società Tempi spa ma di spartizione politica ! Stiamo parlando della seconda società controllata dal Comune !
Dopo TESA c'e' TEMPI con i suoi 300 dipendenti.

Si mettono a rischio occupazionale i dipendenti ?
E' da qualche mese che un Sindacato ce lo dice, ma nonostante numerosi incontri con le forze sindacali e le numerose rassicurazioni, le decisioni erano già state prese .
Alla barba del "metodo partecipativo" !

Per la verità anche lo stesso Assessore Elefanti, in qualità di docente universitario in Economia delle Imprese Pubbliche, aveva paventato problemi nella separazione tra "proprietà e gestione delle reti" ed "erogazione del servizio" : problemi di natura giuridica, tecnica, organizzativa e di risultato operativo "di qualità".
Ma poi improvvisamente gli è venuta fretta. Perchè ?
Ce lo dica, e ci faccia chiaramente capire quali sono i reali motivi aldilà della teorica scadenza
temporale del 31/12 .


pubblicazione: 02/12/2002
aggiornamento: 07/04/2007

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