Buona Mmusica BWA Buona Mmusica Buona Mmusica Buona Mmusica Buona Mmusica
Filiberto Putzu :. Home :.  ECONOMIA Piacenza  :.  Patto per Piacenza  :. Stati Generali : Dobbiamo creare 10mila posti di lavoro.
sottocategorie di ECONOMIA Piacenza
 :. Patto per Piacenza
 :. Marketing territoriale
 :. Fondazione
 :. Camera Commercio
 :. PcExpo
 :. Industria
 :. Meccanotronica
 :. Tecnopolo
 :. Estero
 :. Polo Logistico
 :. Agricoltura
 :. Authority Alimentare
 :. Artigianato
 :. Commercio
 :. Centro storico
 :. TESA-NewCo-ENIA-IREN
 :. Tempi spa - SETA
 :. Pendolarismo
 :. Polo militare
 :. Cooperazione
 :. Milano Expo 2015




martedì
5
luglio
2022
Sant'Antonio Maria Zaccaria



Stati Generali : Dobbiamo creare 10mila posti di lavoro.

Poche strutture, ambiente già sotto schiaffo. La sfida della sostenibilità

Piacenza è statica, dicono i giovani.
E star fermi non fa bene, vuol dire slittare all'indietro mentre gli altri vanno avanti.

Il timore di Giuseppe Parenti, neo-cavaliere del lavoro e presidente della Camera di commercio, trova piena risonanza nell'immagine che gli adolescenti piacentini hanno del territorio.

Cresciamo lentamente, ma senza sviluppo mancano risorse per il sociale e la cultura.
L'ambiente?
Non deve «essere un freno» anche se tutti siamo un po' verdi dentro, aggiunge Parenti.

La seconda giornata degli stati generali a palazzo Gotico - seguita da un pubblico ristretto di relatori, addetti ai lavori e portatori di interessi, senza una vera platea sociale - si gioca su un ring difficile, da una parte c'è chi fa il tifo per l'economia e le infrastrutture, dall'altra chi ama paesaggi intatti.
Si vorrebbe tenere tutto insieme: la qualità del territorio e un sistema produttivo competitivo.

Parenti, che coordina i lavori, sposta l'accento sulle ragioni dell'economia, la nostra provincia è ottantesima in Italia per capacità di incremento del reddito, e desolatamente povera di infrastrutture a sostegno della produttività.
Ma un'opportunità potrà venire da progetti pubblico-privati attraverso Infrastrutture Emilia da costituirsi sotto l'egida regionale.
E poi occorre che le amministrazioni facciano davvero propri i progetti bandiera ritenuti necessari.

Un punto su cui il sindaco Roberto Reggi, a margine dei lavori, si dichiara d'accordo:
«I progetti bandiera scelti avranno valore vincolante sulle pianificazioni di Comune e Provincia».

Il traguardo?
Appare come un'equazione irresolubile: meno emissioni inquinanti, più verde e più occupazione, diecimila nuovi occupati entro il 2010 secondo gli obiettivi di Lisbona, il che significa un 9 per cento in più di gente al lavoro, come sintetizza Vittorio Silva, coordinatore della segreteria tecnica del piano, nel presentare i primi tre dei sette assi strategici su cui si muove la Vision 2020: qualità urbana, competitività, innovazione e tecnologia.

E i progetti bandiera affluiti in gran numero alla segreteria del piano - entro l'autunno il nuovo comitato strategico ne sceglierà alcuni - dovranno rispettare questi principi, migliorando la qualità di vita e scommettendo sul capitale umano.

Partiamo da una disoccupazione bassa, ma anche da un tasso di occupazione inferiore a quello regionale e che penalizza le donne.

Intanto il traffico ci strangola, al 2010 sarà cresciuto sulle nostre strade del 22 per cento, le aree di espansione produttiva sono lievitate dal 2000 al 2005 del 5,5 per cento e il suolo urbanizzato del 9 per cento.
E' evidente che più si cresce più l'ambiente decade.
Piacenza si impegna da oggi a cercare un nuovo modello che superi questa contraddizione.
Come?
Recuperando aree dismesse, con una città più compatta, una mobilità sostenibile.

Interessanti gli esempi che arrivano da Treviso, impegnata in un suo piano strategico di cui ha parlato Giovanni De Nardi, capo gabinetto della Provincia, che descrive una marca dove 40 mila imprese sono delocalizzate in Romania e dove per la provincia si pensa piuttosto a far crescere turismo, sport e cultura.

Mentre Francesco Bettoni, presidente della Camera di commercio di Brescia, parla di reti tecnologiche e viarie, della sua Brebemi (il collegamento Brescia, Bergamo, Milano) che entro l'anno deve vedere aperto il cantiere dopo inenarrabili perdite di tempo con i passaggi burocratici.

Nel dibattito orchestrato dalla giornalista Maria Vittoria Gazzola scende in campo Sergio Giglio, presidente di Confindustria Piacenza, per sostenere con forza, e non da oggi, le ragioni del progetto Ignitor per la ricerca pulita sul nucleare («porterebbe centinaia di scienziati a Caorso»).
Anche perché l'eolico, il solare, la cogenerazione non sono ancora concorrenziali in termini economici. Giusto quanto enuncia Bettoni sulla necessità di pagare là dove si costruisce su un territorio, portando infrastrutture.
E devono essere anche gli imprenditori a contribuire sui piani di urbanizzazione per mitigare gli impatti. Il turismo?
Da solo non è la panacea, se dal 4 attuale passasse all'8 per cento di Pil locale, non basterebbe certo a colmare i bisogni.
Indispensabile, per Giglio, puntare su nuove frontiere come l'ospitalità alle lobby che ruotano intorno all'Authority alimentare, in alleanza con i territori limitrofi, la riconversione delle aree militari.

Il docente del Politecnico Michele Monno (guida il laboratorio Musp su macchine utensili e sistemi di produzione) lancia il tema di portare in Italia, a Piacenza, i materiali metallici cellulari che servono in molteplici campi d'applicazione.

Il segretario provinciale della Cgil, Gianni Copelli, non vede più in Piacenza una Cenerentola, nondimeno è fondamentale collegarci a Milano, Lodi e Parma con metropolitane leggere e a Genova per il ruolo portuale.
«Abbiamo pochi anni per riposizionare il territorio, occorre un salto di qualità della classe dirigente».

E Giovanni Ambroggi, direttore della Cna, invita a passare da una logica di sub-appalto, ancora dominante, ad una logica di filiera nel lavorare insieme.
Patrizia Soffientini, Libertà del 10 giugno 2006



«Si corre per la competizione, ma dove è l'uomo?»
Arrivano anche critiche al documento strategico.
E c'è chi parla di amministratori poco presenti.

Il lato umano del piano strategico fatica un po' a saltar fuori nelle prime sessioni di lavoro, molto concertare su aspetti economici.
E certe contraddizioni restano sotto traccia.
A rimettere al centro dell'attenzione argomenti spinosi ci pensa Luigi Baggi, capogruppo di Rifondazione comunista in consiglio comunale.
Proprio Rifondazione aveva scelto di non partecipare al precedente piano strategico, ma oggi l'introduzione delle idee bandiera convincono di più la forza politica, per il coinvolgimento sociale che consentono.
Però non è abbastanza, sembra di capire dalle parole e dal tono di Baggi.
Non è sufficientemente aperto il parterre dei partecipanti, perché non tutte le componenti sociali possiedono quei saperi che consentono di entrare nel piano, una linea discriminatoria c'è.
Per esempio i migranti non sono seduti a nessun tavolo.
«E ci vuole più chiarezza nel documento di base - avverte Baggi, che sui temi del territorio si è sempre speso anche in sede consiliare - in sei anni il piano territoriale di coordinamento provinciale ha incrementato del 70 per cento le aree produttive, ma quanti posti di lavoro reali sono stati prodotti e quali vantaggi?» si chiede.
La mobilità sostenibile langue, il trasporto su ferro può essere davvero una priorità, ma sui parchi invece c'è molta timidezza e Piacenza ha un «gap» rispetto ad altri territori.
E arrivano i temi più umanistici:
«Tra pedemontana e solitudine per noi la priorità è la seconda voce».
Dov'è l'uomo in questo patto strategico, si chiede infine Baggi, chi sostiene la corsa alla competitività e allo sviluppo? Stiamo correndo sì, ma lo abbiamo scelto?

Anche Adriana Bertoni, capogruppo diessina in consiglio provinciale, insiste su una politica al servizio dell'uomo e del bene comune.
Ben vengano tutti quei progetti che sanno valorizzare il capitale umano e il patrimonio ambientale in armonia con la crescita economica.
E proprio per l'ambiente, che ha già dato tanto dalle nostre parti, le prossime scelte dovranno essere a costo zero.

Un accento critico arriva da Sandro Busca (segretario provinciale della Cisl) che scuote la testa di fronte ad una platea del Gotico dove la presenza delle istituzioni e della classe dirigente, dei rappresentati dei Comuni «è scarsissima».
Piacenza?
Ha una debolezza generale sul versante tecnologico, deve imparare un uso intelligente delle aree dando spazio oltre che agli insediamenti produttivi anche all'edilizia popolare.
E poi i fronti su cui giocare il futuro dovranno essere le biotecnologie, l'intermodalità, la vocazione energetica.
E anche la Cisl sostiene il progetto Ignitor per Caorso, volano per scienziati, imprese e università. Sarebbe bene anche riprendere Piacenza Holding per sostenere o creare imprese.
La Cisl, di suo, anticipa progetti sulla cittadella dell'innovazione per facilitare l'ingresso in azienda di ingegneri e sulla partecipazione e l'azionariato dei lavoratori alla struttura delle imprese.

Decisamente orientata all'ambiente, e non poteva essere altrimenti, è la voce di Fabrizio Binelli (membro del nuovo comitato strategico per gli ambientalisti):
«Dobbiamo valutare gli affetti di ciò che facciamo» ammonisce rivolgendosi agli amministratori, mentre troppo spesso l'enunciazione di principi non si sposa alla pratica amministrativa dove «la mano destra non sa cosa fa la sinistra».

La cultura tecnologica trova una leva nelle parole di Francesco Timpano, docente della Cattolica, ma anche il rammarico che ancora troppo pochi studenti piacentini si avvalgano della doppia laurea (italiana ed estera) che offre la Cattolica, mentre molti giovani arrivano da altri Paesi per accedere a questa opportunità. Piacenza ha bisogno di internazionalizzazione e di sostenibilità, che non è «una moda» ma un ingranaggio essenziale all'equilibrio dell'economia.

Fuori campo, l'indomani della giornata dedicata ai giovani, abbiamo chiesto al sindaco Roberto Reggi come accoglie le critiche di scarso ascolto o la sfiducia dei ragazzi nelle istituzioni.
«A quella età ero così anch'io - confessa scherzando - pensavo alle ragazze e al calcio, non alle istituzioni».
Preoccupa invece il distacco dal volontariato, dall'impegno sociale, dall'attenzione agli altri che pure ritorna come interesse dentro il questionario dei giovani.
«Per me, come per tanti amministratori della mia generazione che hanno scelto da ragazzi il volontariato e il servizio civile, sono maturate allora certe consapevolezze che poi ci hanno portati a far politica, a creare cooperative sociali».
Ecco perché almeno questo vuoto ideale dei giovani deve essere colmato, può essere una pista su cui costruire un futuro.


pubblicazione: 10/06/2006
aggiornamento: 12/06/2006

 10087

Categoria
 :.  ECONOMIA Piacenza
 :..  Patto per Piacenza



visite totali: 1.829
visite oggi: 1
visite ieri: 1
media visite giorno: 0,31
[c]




 
Schede più visitate in Patto per Piacenza

  1. «Più benessere per una elevata qualità della vita»
  2. Sì ai progetti che lasciano un segno
  3. Piano strategico : 4 leve per Piacenza.
  4. Così il Patto può risolvere i problemi
  5. Sì, a Piacenza ci vuole un'altra scossa
  6. E da oggi parte la fase tre: l'attuazione.
  7. Rizzi: non ci sta nessuno a fare l'“inutile” idiota…
  8. Piano strategico, ecco gli otto gruppi di lavoro
  9. Piacenza, laboratorio per vivere bene
  10. Piano strategico, i “distinguo” del centrodestra
  11. Reggi: il “Patto” deve concentrarsi su pochi progetti
  12. Giovani, meno sognatori dei padri
  13. Qualità, la parola chiave del 2020.
  14. Non solo camion e magazzini ma centri direzionali qualificati.
  15. Niente auto in centro e tanto verde
  16. Patto, Augusto Rizzi esce di scena.
  17. Piacenza Holding, decollo faticoso
  18. PATTO PER PIACENZA
  19. La Camera di Commercio aderisce al “Patto-bis”
  20. MORTO UN "PATTO" SE NE FA UN ALTRO
  21. Il Piano strategico si rafforza
  22. Il Piano per Piacenza batte cassa.
  23. Un piano strategico per far crescere Piacenza.
  24. Il Patto per Piacenza riparte di slancio
  25. Coesione sociale per diventare vincenti
  26. Vigileremo sul Patto per Piacenza.
  27. Abbiamo sprecato un'occasione.
  28. Il nuovo Patto per Piacenza.
  29. «I talenti investiti nello sviluppo locale»
  30. Piacenza, terra del ferro e del sole
  31. Combattiamo il declino del territorio.
  32. Patto per Piacenza. Ieri prima riunione del Comitato strategico.
  33. Un centro di ricerca universitario per la sicurezza dei prodotti tipici.
  34. Il Piano strategico adesso ha fretta
  35. Oggi Piacenza firma il suo futuro.

esecuzione in 0,078 sec.