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Il Pdl: guerra di incarichi.
Ancora scintille in consiglio comunale sul caso della "staffetta" di metà mandato alla presidenza dell'aula. Ma se fino a oggi la vicenda ha tenuto velenosamente banco quasi solo in casa del centrosinistra dove Per Piacenza con Reggi ha rivendicato con forza (finora invano) le dimissioni del presidente Ernesto Carini (Pd) in virtù del patto da lui stesso siglato due anni e mezzo fa per lasciare la carica a metà mandato a un esponente della lista civica (Lucia Rocchi), nella seduta di ieri la polemica si è sviluppata tra la maggioranza e l'opposizione.
La miccia si è accesa con un intervento del capogruppo del Pd Pierangelo Romersi che ha gettato acqua sul fuoco degli scontri di queste settimane tra il suo partito e Per Piacenza con Reggi.
Tirando le fila di un incontro tra i due gruppi tenutosi appena prima della seduta, Romersi ha sottolineato la validità dell'accordo di maggioranza di lunedì scorso con il quale si è concordato un percorso che porti entro tre mesi alle dimissioni di Carini, accordo di cui ha garantito l'efficacia (nonostante le resistenze mostrate dal presidente): «Alla base» di quel'intesa «c'è il pieno riconoscimento non solo della civica nella sua interezza, ma di ogni suo singolo componente, non cediamo dunque alle strumentalizzazioni su ciò che divide, ma riconosciamoci in ciò che ci unisce occupandoci delle questioni urgenti per la città e ridando dignità anche ai lavori del consiglio comunale».
Dal centrodestra si sono levate voci in dissenso. Filiberto Putzu (Pdl) ha liquidato quella di Romersi come «difesa d'ufficio» che serve a coprire le divisioni di una coalizione che ha «il collante più nelle poltrone che nell'operato di governo». A spalleggiare Putzu è stato Marco Tassi (Pdl), ma sul punto sono intervenuti sia Carlo Mazza (gruppo misto) che ha polemizzato con la civica («Avete espresso il sindaco, avete tre assessori, la presidenza di una commissione e la vicepresidenza del consiglio, ora volete anche il presidente del consiglio, ma dovete solo stare zitti») sia Gianni D'Amo (Piacenzacomune) secondo cui «tanto più la politica funziona quanto più il presidente del consiglio comunale lo sceglie il consiglio comunale».
La vibrante replica al centrodestra è arrivata dal sindaco Reggi. «Ingeneroso» che da quella parte si screditino gli avversari sostenendo che sono «attaccati alle poltrone», «dovremmo tutti darci una regolata» nella consapevolezza che «quando si tratta di occupare posti di responsabilità questi sono i percorsi politici ordinari e non devono scandalizzare perché è giusto scegliere al meglio», ha detto il sindaco che si è poi riferito alle tribolazioni nel Pdl per accordarsi sul capogruppo consiliare (marco Tassi) chiamato a sostituire Massimo Trespidi: «Dovevate sceglierlo entro luglio e siete finiti a novembre, vi siete inventati il segretario cittadino (carica andata a Putzu, ndr) e addirittura il portavoce (Luigi Salice, ndr) per trovare una soluzione che accontentasse tutti».
E se c'è qualcuno che «incarna esattamente il "poltronista" classico» bisogna guardare al centrodestra e segnatamente al leghista Massimo Polledri, deputato e consigliere comunale, ha incalzato Reggi tornando ad attaccare l'onorevole con cui di recente è entrato più volte in polemica frontale: «Ne occupa due di poltrone, sentire da lui certe cose fa venire i brividi, tutti quanti
«Da noi non c'è stata nessuna polemica nella scelta degli incarichi», ha reagito Carlo Mazzoni (Pdl): «Occupati del Pd», ha apostrofato il sindaco che, a sua volta, ha fatto notare: «E' esattamente quello che volevo dire, ognuno ha i suoi problemi».
Gustavo Roccella Libertà del 19/01/2010
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