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Fatta la nuova giunta, scoppia la bagarre.
Logica spartitoria, ritorno al passato, lobby di potere che non rispecchia la società. Nell'occhio del ciclone il rinnovato esecutivo che premia alcuni settori e ne penalizza altri. Il mancato coinvolgimento di alcuni nella nuova Giunta camerale ha suscitato le proteste degli esclusi.
Mario Spezia, rappresentante della cooperazione : "Quello che avviene è un passo indietro : abbiamo assistito a scelte compiute solo da poche categorie economiche, con l'esclusione di altre, senza affrontare preliminarmente il nodo dei programmi. L'accordo che sottende l'esecutivo è in controtendenza a fronte della piega politica presa dal nostro territorio, una specie di rivincita che riesce a premiare soltanto una lobby, Sembra una spudorata colonizzazione di un centrodestra sconfitto alle elezioni, che ha voluto mettere le mani su un'istituzione per poter contrastare il centrosinistra, presente in Comune e in Provincia".
Ernesto Badovini, presidente provinciale Cna : "Quello che è avvenuto è un fatto di una gravità inaudita. In modo scientifico ed arrogante si è perseguita la rottura del fronte delle associazioni economiche piacentine, resuscitando una pratica spartitoria e di potere che gli imprenditori hanno sempre criticato quando avveniva nei partiti. Ci troviamo di fronte ad un'occupazione sistematica da parte di alcune categorie a scapito di altre importanti fette del mondo imprenditoriale".
Sandro Busca, segretario Cisl ed esponente del mondo sindacale : "Sono state fatte manovre inaccettabili all'esterno del consiglio, messe in pratica da parte di poche categorie che si sono incontrate piu' volte per "blindare" il voto di oggi".
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