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Che voto dai al lavoro della giunta comunale? Cosa vorresti per il futuro di Piacenza?
Sono le domande che si vedranno rivolgere i 50 giudici popolari che sono stati sorteggiati ieri mattina e che daranno la pagella ai primi due anni e mezzo di mandato del Reggi-bis. Voti da 1 a 10 su quanto fatto dal giugno 2007 a oggi e indicazioni sulle priorità da seguire, ma anche sui progetti da scartare. Il tutto rientra nel Bilancio sociale di metà mandato che è in fase di elaborazione e sarà portato avanti con la collaborazione del Laboratorio di economia locale dell'università Cattolica guidato dal professor Antonio Dallara.
Ieri mattina negli uffici comunali di viale Beverora, con gli organi di informazione a fare da "notai", un computer ha compilato gli elenchi del campione rappresentativo della popolazione cittadina chiamato a giudicare l'operato dell'amministrazione: la selezione ha tenuto conto del sesso, l'età e la zona di residenza, in modo da formare un gruppo equilibrato e completo. Per ragioni di imparzialità sono stati scartati i dipendenti e gli amministratori comunali e provinciali, i consiglieri delle società partecipate da Palazzo Mercanti e gli esponenti in carica di partiti politici.
I selezionati, coperti da anonimato per ragioni di privacy, riceveranno a casa una lettera firmata dal sindaco Roberto Reggi, nella quale si chiede la disponibilità a far parte della giuria e a partecipare ai due incontri di lavoro condiviso che si terranno il 20 e 27 febbraio all'ex Macello di via Scalabrini.
La conferma deve arrivare entro l'8 febbraio telefonicamente (ai numeri 0523-492224 oppure 324365 o 330875) oppure via email (bilanciosociale@comune. piacenza. it). In caso di rinuncia, sono già pronti i sostituti.
"Si tratta di un esperimento praticamente unico in Italia - ha commentato il primo cittadino - abbiamo notizia di qualcosa di simile alla Provincia di Roma e in Francia, ma possiamo dire di essere senza dubbio all'avanguardia. Non eravamo tenuti, ma abbiamo scelto di coinvolgere direttamente i piacentini nel percorso di valutazione del nostro lavoro: un'operazione che forse ci espone a qualche rischio, sicuramente riceveremo alcune critiche, ma ci sembrava giusto e doveroso non limitare il giudizio alla sola aula consiliare. E soprattutto - ha aggiunto - vogliamo avere direttamente dalla voce dei residenti indicazioni utili su quali linee seguire per la seconda metà del nostro mandato, in modo da poter aggiornare in itinere la nostra azione. Un sistema innovativo e trasparente, chi polemizza sui costi (circa 70mila euro complessivo, compreso l'invio a casa del volume sul bilancio sociale, ndr) forse ha un modo troppo tradizionalista di vedere le cose. E comunque la spesa è assolutamente contenuta: 70 centesimi di euro per persona per essere pienamente coinvolti e aggiornati su cosa ha fatto e farà il Comune non mi sembrano molti". Michele Rancati LIBERTA' del 27/01/2010
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