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12
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2022
S. Euplo



Sergio Giglio sarà alla guida degli industriali

Sarà Sergio Giglio, imprenditore leader dei servizi biomedicali, a guidare gli industriali piacentini nei prossimi due anni.

Ad anticiparlo è Giuseppe Parenti, presidente uscente.
A Parenti, da sei anni al vertice dell'Associazione Industriali e più di recente della Camera di Commercio, la scadenza naturale del terzo mandato, non rinnovabile, concede una tregua benvenuta anche se un po' di dispiacere c'è:
«Ormai erano più le soddisfazioni dei grattacapi - commenta - lascio uno staff valido, ma avrò più tempo da dedicare alla Camera di Commercio e alla mia impresa».
Per il resto, il passaggio di testimone raccoglie consensi unanimi.
«I saggi hanno svolto la procedura prevista dallo statuto, con consultazioni diffuse tra gli associati, e hanno individuato quattro o cinque candidati di pari merito, alcuni non hanno dato disponibilità. Sergio Giglio sì, e siamo tutti felici di aver trovato il nuovo “papa”, la candidatura, già deliberata dal consiglio, è molto unitaria, non imposta, viene dalla base e sarà confermata in assemblea».

E' tempo di bilanci, dunque, per chi ha guidato così a lungo un'associazione complessa e strategica (assomma 450 aziende).
E di fondo, resta un pensiero dominante per Parenti:
«Far recepire l'impresa come un bene sociale, una ricchezza del territorio, della collettività. E' un processo ancora lungo ma ci riusciremo».
In questi anni lo sforzo è stato duplice, riassume.
All'interno di Assoindustria si è puntato su «efficienza, collaborazione, meritocrazia».
Oggi viene restituita un'Associazione più snella («con collaboratori validissimi, cominciando dal direttore»).
E, cosa più unica che rara, il costo associativo dal 2004 è sceso del 5%.
Le “campagne” sostenute?
Dalla vaccinazione volontaria all'incentivazione per la rottamazione dell'amianto («primi in Italia»), al Consorzio per energia e gas, al Gruppo d'acquisto per le imprese.
Sul fronte sociale, Parenti cita con orgoglio la battaglia in avanguardia contro l'inquinamento della centrale ex Enel in riconversione («ma spiace non essere riusciti a a delocalizzarla, averla in città è un grande errore») e per la realizzazione di rotonde («a Piacenza ora sono tante, mancano in provincia»), e soprattutto la realizzazione avviata della Conca di Isola Serafini per la navigabilità del Po.
E ancora:
il sostegno al polo universitario, vocazione già espressa dal predecessore Giovanni Magnaschi, gli interventi per la cultura, dal restauro del Botticelli all'Orchestra Cherubini, al primo concerto pubblico piacentino del maestro Riccardo Muti, il 5 giugno, proprio per i 60 anni di Assoindustria.

Resta invece il rammarico per un sportello unico mai decollato, infrastrutture carenti, «una Tangenziale che è solo una pista dell'alta velocità», l'assenza del ponte sul Trebbia, della pedemontana.

Del percorso economico, Parenti ama citare il rapporto con il sindacato:
«Molto costruttivo, equilibrato, si stanno facendo cose insieme per migliorare sviluppo e occupazione».
Conviene ad entrambi non estremizzare il fatto d'essere «su sponde diverse», se le maestranze italiane sono le meno pagate d'Europa, è colpa di privilegi e attività parassitarie che acuiscono il peso di quello «zaino» caricato ugualmente sulle spalle di imprenditori ed operai.
La competitività diventa ben difficile.
Parenti lascia un tessuto economico fatto di «tante aziende buone - dice convinto - che si difendono abbastanza bene, manca però la nascita di nuove imprese, i giovani sperano ancora nel posto fisso e Piacenza è la sola provincia a non avere aree a prezzo calmierato per aziende manifatturiere. I terreni costano troppo, anche i piccoli artigiani non ce la fanno a crescere». Un'esigenza di sviluppo da non confondere con lo spreco di territorio («prevediamo cinture di verde intorno agli stabilimenti...»).

E domani, cosa vede Parenti nell'economia locale?
«Ci aspetta una vita più scomoda per la competitività crescente, molti di noi dovranno fare gli imprenditore fuori dal territorio piacentino, delocalizzare per salvare l'impresa, ma mantenendo il cervello qui.
Il futuro? Dovremo aprirci alle opportunità, investire sul Polo universitario e sui giovani».



«Mi metto al servizio dell'associazione»
«Perché ho accettato la candidatura?
Perché ho deciso di mettermi, per la prima volta, a servizio».
Sergio Giglio, presidente in pectore dell'Associazione industriali (la sua candidatura verrà presentata all'assemblea del 6 giugno al Collegio Alberoni) confessa simpaticamente:
«Dentro di me c'era il 49 per cento che diceva di no e il 51 per cento di sì, alla fine mi è piaciuto mettermi a disposizione».
Una carica associativa non è un'esperienza del tutto nuova per Giglio, che ha già rivestito il ruolo di vicepresidente di Agesi, Associazione Imprese di Facility Management ed Energia, dal 2001 al maggio 2004.
«Però in Assoindustria avrò una carica impegnativa e non nascondo che sono un po' preoccupato». Quale sarà la sua squadra e quali i programmi?
Giglio, per ora, non si sbilancia.
Non prima di aver avuto dall'assemblea la ratifica della nomina.
Nato a Gragnano Trebbiense nel 1955 e residente a Piacenza, Sergio Giglio è perito aziendale e ha partecipato, con il fratello Bruno, alla trasformazione dell'azienda di famiglia fondata dal padre nel 1952, fino a costituire un vero e proprio Gruppo di aziende operanti nell'ambito dei servizi integrati (Gruppo Giglio).
Ha ricoperto la carica di amministratore delegato della società Giglio Giovanni Spa dal 1992 all'ottobre 2003.
Presiede la società Edil Servizi, è amministratore delegato di SI.GI. Servizi Ospedalieri dal 2002, della società Ingegneria Biomedica Santa Lucia Spa dal 2003 e, da marzo 2004, di Csi, Consorzio Servizi Integrati.
E' tuttora consigliere nazionale Agesi.



pubblicazione: 30/04/2005
aggiornamento: 02/06/2005

Sergio Giglio 6170
Sergio Giglio

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