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galleria immagini  Sepolti da due metri di neve
  Nella montagna piacentina
CERIGNALE , da 70 a 200 cm di neve (1) PIACENZA, Piazza Cavalli (2) PIACENZA (3) RIVERGARO (4)
CERIGNALE , da 70 a 200 cm di neve (pic 1) PIACENZA, Piazza Cavalli (pic 2) PIACENZA (pic 3) RIVERGARO (pic 4)
Piacenza, Stradone Farnese (5) Moglia di OTTONE (6)
Piacenza, Stradone Farnese (pic 5) Moglia di OTTONE (pic 6)
La grande nevicata alla fine è arrivata ed ha messo in ginocchio Piacenza e soprattutto la provincia.

Nei paesi di montagna i fiocchi spinti dal forte vento hanno creato muri bianchi di più di due metri che hanno quasi sepolto in casa gli abitanti.

Diffusi i disagi: in città, dove sono caduti 30 cm., i camion si sono messi di traverso sulle rampe della tangenziale bloccando la circolazione.

Camion intrappolati sugli accessi alla tangenziale sud e nella salita all'uscita del tunnel di Montecucco a causa dello strato di neve che, pur sottile, per i mezzi pesanti ha rappresentato una insidia non superabile se non con l'aiuto di pompieri o carri attrezzi.
La precipitazione nevosa ha creato notevoli difficoltà alla viabilità ordinaria soprattutto nella notte tra martedì e ieri e nella mattinata di ieri.
Dal pomeriggio la situazione è tornata alla normalità.
Le strade hanno cominciato a coprirsi di una patina scivolosa dalla prima serata di martedì, tanto che verso le ore 20, in piazzale Medaglie d'oro, si è verificato il primo incidente tra un'auto e un motociclo. E' così iniziato il super lavoro della Polizia Municipale che è dovuta intervenire poco dopo, alle 23, in strada Agazzana per un'auto finita fuori strada, sempre a causa della fitta nevicata. Oltre alla pattuglia della Municipale sono intervenuti due mezzi dei vigili del fuoco, l'ambulanza del 118 e l'auto medica perchè la conducente della vettura - una ragazza - era rimasta incastrata tra le lamiere. Ieri mattina dalle 7 e 40 alle 10 il grosso degli interventi: sei nel giro di poco più di due ore. Prima un'auto finita nel canale che corre di fianco alla strada Agazzana (una donna è rimasta ferita in modo lieve), poi un tamponamento tra due auto (senza feriti) alla rotonda tra via Alberoni e via La Primogenita, un altro tamponamento tra auto (un ferito lieve) all'imbocco della tangenziale sud in Corso Europa. In tutti questi casi è intervenuta la Polizia Municipale.
Proprio la tangenziale sud è stata teatro di richieste di interventi di soccorso da parte di camionisti. Due camion sono finiti fuori strada alla rotonda di Borghetto. In questo caso sono intervenuti i vigili del fuoco e una volante della polizia.
Altro camion intrappolato sulla rampa d'accesso dalla Caorsana alla tangenziale Sud con l'intervento della municipale e dei vigili del fuoco. Poi sulla tangenziale, in corrispondenza con la salita di Montecucco (in zona tunnel). Qui sono rimasti intrappolati due mezzi pesanti, liberati solo grazie all'intervento dei vigili del fuoco (in un caso), di un carro attrezzi privato (nel secondo) e della polizia municipale. Gli agenti, sempre nella prima mattinata di ieri, hanno anche fatto da "scorta" ad alcuni mezzi spandi-sale di Enìa per agevolare il loro passaggio nelle strette strade del centro storico cittadino. Nessun problema invece durante il pomeriggio quando la polizia municipale, fino alle 18 e 30, non ha dovuto effettuare alcun intervento per neve.

Sempre a causa del manto nevoso è invece saltato il tradizionale mercato del mercoledì in piazza Duomo e dintorni.
Al posto dei banchi le benne di Enìa impegnate a fare piazza pulita della neve caricandola sui camion.
A quanto si è appreso è stata la prima volta negli ultimi trent'anni che non si è tenuto il mercato di Piazza Duomo.
Si era rischiato anche prima dello scorso Natale ma allora le benne di Enìa erano intervenute in tempo per sgomberare la piazza.
Questa volta l'entità e lo sviluppo della precipitazione (intensa anche nelle prime ore della giornata) non hanno permesso un intervento risolutivo in tempo utile.
fri (Libertà, 11 marzo 2010)


Quasi sepolti in casa in Alta Valtrebbia dalle dune di neve alte più di due metri
Cumuli creati dal forte vento. Scuole aperte. Ripetitori telefonici e televisivi spenti

Fino a ieri l'altro c'erano violette, primule e verdissime gemme a colorare i versanti dell'alta Valtrebbia ma la tormenta, arrivata alle soglie della primavera, ha imbiancato le montagne e uniformato il territorio.
Come dune spazzate dal vento del deserto, la bufera ha eretto cumuli bianchi di oltre due metri nelle vie dei paesi, davanti alle porte, sotto i portici, ovunque vi fosse un ostacolo alla corsa del vento. Dai trenta centimetri al metro, lo spessore del manto nevoso sceso nei comuni più alti, con l'aggravante del vento che, impietoso, ha imperversato per tutta la giornata di martedì.
«Come sepolti in casa - commenta Claudia Borré sindaco di Zerba, il comune più alto della provincia - abbiamo dovuto lavorare dall'esterno per riaprire le porte». L'alba di ieri non ha sollevato entusiasmo fra gli amministratori della montagna «a memoria d'uomo non si ricorda una bufera così, e ad inizio marzo -ricorda la Borré -, a Capannette c'è n'é un metro». Il comune ha messo in strada ogni mezzo e le poche risorse umane per spazzare i venti chilometri di strade «un solo operaio, uno spazzaneve, una turbina, per tenere aperte le strade che portano alle frazioni abitate. Samboneto, in valle Staffora e vi si arriva passando in provincia di Pavia, è isolata ma adesso non è abitata». Non è di competenza del piccolo comune la gestione dei vari ripetitori, internet, telefoni e tivù, spenti per quasi due giorni «chissà cosa è accaduto a Monte Alfeo! ».
Massimo Poggi, sindaco di Coli-Perino, segue la situazione da Amburgo, in Germania, dove si trova in questi giorni per lavoro.
E sul campo, o meglio sulla neve, c'è il vicesindaco Simona Barti: «Strade e scuole aperte, questa mattina (ieri per chi legge, ndr) gli scuolabus hanno ritirato quasi tutti i bambini che frequentano la materna e la elementare di Perino, sono 35.
Abbiamo 63 frazioni da raggiungere, la più alta è Peli a mille metri, sulle strade abbiamo nostri mezzi e quelli di una ditta appaltatrice». Intanto si fanno i conti delle nevicate del lungo inverno 2009-2010, «anche i conti sono lunghi - lamenta la vicesindaco - la stima è pesante per noi piccole amministrazioni con poche risorse». Spese che, visto che si trovano in montagna, non possono essere considerare impreviste «comunque ingenti, che non potremo destinare ad altri servizi e che assorbono gran parte del bilancio».
Suggerisce Simona Albertelli: «Proveremo a chiedere a Provincia e Regione, la strada migliore sarebbe che comuni e Comunità montana facciano lobbing, un fronte comune per essere più forti nelle richieste».
Dello stesso parere è il primo cittadino di Cortebrugnatella-Marsaglia, Ettore Bossini che come i colleghi di montagna ha garantito i 50 chilometri di strade puliti e la frequentazione delle aperte, materne ed elementari, ai 25 bambini iscritti.
«Tutti noi investiamo soldi che non ritorneranno mai, che non possiamo destinare a servizi che rimangono». Mezzi propri e appaltati le 10 frazioni sono raggiungibili «anche Metele dove c'è un solo residente, perché i servizi vanno garantiti per tutti i cittadini, sarebbe la stagione delle viole ma c'è la neve, ce la dobbiamo tenere».
Il sindaco di Cerignale descrive il suo territorio evocando un'immagine lontanissima per latitudine:
«Solo bianco, sembra di essere in Alaska, la nevicata ha raggiunto mediamente 70 centimetri, e in alcune zone ha superato il metro», e rileva che l'anomalia dell'evento non è la stagionalità «a marzo inoltrato ormai vicini alla primavera», ma la bufera che ha accompagnato la precipitazione «cumuli che bloccavano le porte di casa esposte al vento, alti più di due metri, impossibili da smaltire con gli spazzaneve, abbiamo avuto difficoltà anche per rendere agibili le strade più strette del paese, ma con i nuovi mezzi, come la turbina, ce la siamo cavata anche questa volta, le strade, a parte quella di Casale frazione non è abitata, sono tutte aperte».
Sugli ingenti costi delle nevicate il sindaco di Cerignale suggerisce: «bisogna trasformare le spese correnti, della neve, in fondi da protezione civile, così com'è ora la borsa della spesa ci consente di fare poco altro per la comunità».
Maria Vittoria Gazzola
Libertà del giorno 11/03/2010



Categoria
 :.  PIACENZA A COLORI  :..  Colori piacentini.




pubblicazione: 11/03/2010
aggiornamento: 31/05/2010



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