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martedì
5
luglio
2022
Sant'Antonio Maria Zaccaria



Scontro frontale sulla Fondazione

Ancora una volta non posso esimermi dal rispondere alle ultime dichiarazioni rilasciate dal consigliere Beniamino Anselmi pubblicate su Libertà di mercoledì 16 luglio.
Mi auguro che questa sia l'ultima volta in cui sono costretto a intervenire per fare un po' di chiarezza sulle vicende della Fondazione di Piacenza e Vigevano.
Su espressa richiesta del presidente del collegio sindacale, cui si sono in seguito affiancati cinque membri del consiglio di amministrazione della Fondazione, Beniamino Anselmi, Renzo De Candia, Franco Marenghi, Giovanni Rebecchi e Carlo Tagliaferri, ho convocato per il 15 luglio scorso un consiglio con il seguente ordine del giorno:
• approvazione dei verbali delle sedute post settembre 2013;
• nomina dell'advisor per la cessione delle azione della Banca de Monte di Parma;
• valutazione dell'operazione forward Unicredit effettuata nel febbraio 2008 e deliberazioni conseguenti;
• analisi della posizione di liquidità della Fondazione a seguito di rimborso di alcune obbligazioni e conseguenti determinazioni.;
• erogazione relativa alla manifestazione "Estate Veleia".
In data 11 luglio i consiglieri Beniamino Anselmi, Renzo De Candia, Franco Marenghi, Giovanni Rebecchi e Carlo Tagliaferri mi hanno scritto una lunga lettera con la quale mi hanno invitato, tra l'altro, a integrare l'ordine del giorno con due punti espressamente richiesti e cioè (cito letteralmente):
• ratifica spese non specificamente deliberate dal Consiglio di amministrazione;
• esame delle conseguenze delle determinazioni del Consiglio generale del 16.6.2014 e conseguente manifestazione di dimissioni del Presidente.
In apertura del consiglio di amministrazione, ho rassegnato una breve dichiarazione con la quale, dopo aver premesso che, come ho già avuto modo di dire in mille occasioni, attualmente e fino a prova contraria, io sono presidente della Fondazione e intendo svolgere le mie funzioni senza consentire ad alcuno - salvo diverse determinazioni del Consiglio Generale - di sostituirmi, ho spiegato il motivo per cui non avevo ritenuto di inserire all'ordine del giorno i due punti indicati.
Le ragioni sono presto dette: non ritenevo e non ritengo tuttora, anche a fronte di tutte le altre importanti questioni da trattare, che i due punti fossero indifferibili e inoltre gli argomenti apparivano più che altro pretesti per creare l'ennesimo clima di scontro, del quale la Fondazione non ha bisogno.
Più in dettaglio, circa le mie presunte dimissioni, che per ora non intendo rassegnare, il Consiglio di amministrazione non ha alcun potere.
Quanto alla "ratifica delle spese non specificamente deliberate dal CdA", quelle del 2013 sono state già ratificate in sede di approvazione del relativo bilancio; mentre quelle del 2014 sono già state oggetto di controllo da parte del collegio sindacale nelle sue verifiche trimestrali e già controfirmate dallo stesso Vice Presidente.
L'aspetto più incomprensible delle dichiarazioni del Consigliere Anselmi è però un altro. Nell'intervista cui facevo cenno egli ha parlato delle spese dell'Auditorium, ma l'ordine del giorno aveva un oggetto diverso e più ampio e mi chiedo se anche questo non sia semplicemente un ulteriore pretesto per mantenere alto il clima di scontro in atto.
Come avevo previsto, il Consiglio di amministrazione si è svolto in un clima molto teso, ma non sarebbe stato certamente diverso se io avessi acconsentito a inserire all'ordine del giorno i due argomenti richiesti. In realtà delle mie presunte dimissioni si è parlato anche troppo a lungo, con l'obiettivo di costringermi a formalizzarle, mentre per ora, in attesa di verificare la possibilità di nomina di un nuovo presidente, non intendo farlo.
Dopo il Consiglio del 15 luglio mi è stata recapitata, sempre dagli stessi cinque consiglieri, una nuova lettera in cui mi si chiede di convocare un nuovo CdA per discutere delle mie (presunte) dimissioni e mi si diffida dal convocare il Consiglio generale (nel corso del quale in ipotesi potrei rassegnare le dimissioni e potrebbe essere nominato il nuovo Presidente) senza passare prima per il Consiglio di amministrazione.
La richiesta mi sembra strana e contraddittoria; riterrei infatti che convocando al più presto il Consiglio generale non farei altro che esaudire i desideri dei miei cinque consiglieri, che strumentalmente mi considerano già dimissionario se non dimesso.
In attesa che tutto si compia nel modo più rapido e migliore possibile, auspico che tutti coloro che, a vario titolo, sono stati protagonisti di questa storia, facciano un passo indietro e diano a loro vota le dimissioni. Un simile gesto consentirebbe di ricomporre una frattura diversamente difficilmente sanabile e permetterebbe al nuovo Presidente di intraprendere il difficile camino alla guida della Fondazione in un clima disteso e libero dai veleni del passato, nell'interesse dell'Ente e di tutta la collettività di Piacenza e Vigevano.
Francesco Scaravaggi
Presidente della Fondazione di Piacenza e Vigevano



Di seguito, ampi estratti della lettera inviata due giorni fa dai 5 consiglieri del Cda (Beniamino Anselmi, Renzo De Candia, Franco Marenghi, Giovanni Rebecchi e Carlo Tagliaferri) al presidente e al "parlamentino".

ll tenore delle affermazioni da Lei fatte (circa la volontà di dimissioni, ndr) nella sede istituzionale del Consiglio Generale del 16 giugno 2014 alla presenza dell'intero Collegio Sindacale e dell'intero Consiglio di Amministrazione della Fondazione di Piacenza e Vigevano è stato tale da non dare adito (così come a tutt'oggi non dà adito) a dubbi di sorta, essendo indicativo di una decisione irrevocabile, tanto nella forma quanto nella sostanza, di rinunciare immediatamente alla carica di Presidente;
• tale scelta veniva del resto da Lei confermata nelle dichiarazioni rilasciate agli organi di stampa nell'immediatezza della seduta del Consiglio Generale (...).
• trascorsi alcuni giorni dall'anzidetto Consiglio Generale in cui erano state rassegnate le Sue dimissioni, con lettera in data 20 giugno 2014 il Collegio Sindacale richiamava le indicazioni fornite sul punto nel parere del Prof. Avv. G. Portale di Milano in data 19 giugno 2014, rappresentandoLe "l'urgente necessità di conformarsi alle medesime, dando immediata evidenza formale alle Sue dimissioni consegnando la lettera da Lei già predisposta e firmata ai soggetti menzionati dallo studio Portale" (Vice Presidente Vicario, Collegio Sindacale);
• da parte Sua non è stata poi consegnata alcuna lettera di dimissioni né chiarito quando ritenga di dover rendere effettive le già rassegnate dimissioni, lasciando la Fondazione in una totale situazione di incertezza e inoperatività;
• tale ingiustificabile condotta appare tanto più grave ove si consideri che, secondo quanto comunicato al Consiglio di Amministrazione dal Collegio Sindacale, a seguito del citato parere del Prof. Avv. G. Portale in data 19 giugno u. s., Lei avrebbe richiesto un'integrazione in ordine proprio all'aspetto relativo alla comunicazione delle dimissioni;
• cioè se fosse necessaria una lettera di dimissioni per renderle efficaci o se, viceversa, le dimissioni dovessero già ritenersi valide ed efficaci così come dichiarate in seno al Consiglio Generale;
• rispetto a tale richiesta di chiarimento, il Collegio Sindacale ha riferito che il Prof. Avv. G. Portale Le avrebbe risposto via e-mail che per l'efficacia della rinuncia alla carica non sarebbe necessaria una comunicazione scritta, in quanto le dimissioni costituiscono atto di natura recettizia che può perfezionarsi mediante comunicazione verbale resa anche in un contesto assembleare (come, in questo caso, in una seduta del Consiglio Generale) alla presenza degli Organi che tale comunicazione devono ricevere;
• risulta addirittura che con lettera del 27 giugno 2014, agli inviti del Presidente del Collegio Sindacale a far rilasciare il parere integrativo, Lei abbia risposto di aver solo "preannunciato la volontà di dimettermi" e di ritenere, "a questo punto", "improprio chiedere al prof Portale quale sia stata o sia la mia volontà";
• quest'ultima circostanza è stata debitamente censurata dal Collegio Sindacale con lettera del suo Presidente in data 3 luglio 2014, al cui contenuto ci associamo (...).
• in occasione del Consiglio di Amministrazione del 14 luglio 2014 è stato depositato e illustrato da parte di noi sottoscritti un documento, è stata riepilogata la vicenda, è stato evidenziato che la condotta da Lei tenuta sia lesiva del prestigio dell'istituzione e non possa essere oltremodo tollerata, avendo posto la Fondazione di Piacenza e Vigevano in una condizione di grave stallo e incertezza ormai da un mese e avendo determinato gravi pregiudizi anche all'immagine e alla reputazione della Fondazione stessa.
Le è stato rivolto un formale invito, nell'interesse e per il bene superiore della Fondazione, a trarre senza ulteriori dilazioni le conseguenze della Sua stessa iniziativa e delle Sue dichiarazioni, prendendo atto della sfiducia inequivocabilmente ricevuta dal Consiglio Generale, e quindi a formalizzare nelle mani del Presidente del Collegio Sindacale e del Vice Presidente Vicario le Sue irrevocabili dimissioni;
• Le è stata rivolta da noi sottoscritti una formale diffida dal convocare il Consiglio Generale per la nomina del nuovo Presidente senza sottoporre preventivamente l'argomento al Consiglio di Amministrazione a sensi dell'art. 20 comma 3 dello Statuto;

• Tutto ciò premesso e considerato noi sottoscritti Consiglieri, stante il protrarsi della grave situazione sopra evidenziata, marcata, a nostro avviso, anche da profili di illegittimità, chiediamo che, impregiudicata ogni valutazione circa la Sua permanenza in carica, venga fissata con urgenza e comunque nel più breve tempo possibile una riunione del Consiglio di Amministrazione che abbia ad oggetto la discussione in merito alle circostanze di fatto sopra richiamate ed all' iter da seguire per la nomina del nuovo Presidente della Fondazione, con sottoscrizione della relativa convocazione anche da parte del Vice Presidente Vicario.
Beniamino Anselmi, Renzo De Candia, Franco Marenghi, Giovanni Rebecchi e Carlo Tagliaferri

da Libertà del 19 luglio 2014


pubblicazione: 19/07/2014

Categoria
 :.  ECONOMIA Piacenza
 :..  Fondazione



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