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Salmonella a Piacenza, ritirati i salumi sotto accusa

Salmonella a effetto-domino.

Dopo gli ultimi eventi ora il contagio fa scattare un'ulteriore contromisura: per ordine dell'Ausl, infatti, il salumificio piacentino produttore del salame "incriminato" ha richiamato dagli scaffali dei supermercati di mezza Italia, Piacenza compresa, quattro tipologie di prodotto: coppe, salami, fiocchi e cacciatorini.

Un richiamo totale esercitato per una serie di lotti che non avevano subìto campionamento, dopo che il primo aprile, secondo i titolari del salumificio piacentino, sarebbe arrivata loro la conferma ufficiale del nesso di causa-effetto tra contagi di salmonella sulle mense scolastiche e quel particolare prodotto somministrato sulle tavole a Carnevale.

Anche i clienti al dettaglio potranno restituire i salumi.

Ai punti vendita dell'Esselunga, per fare soltanto un esempio, il salumificio ha fatto affiggere un cartello dove si avvisa la clientela che «a seguito dei problemi igienico-sanitari nel salamino (lotto 08-02-2010) data indicata su sigillo o etichetta, si richiede di non consumare il prodotto e di riportarlo nel supermercato d'acquisto, dove verrà interamente rimborsato».

E dall'azienda piacentina produttrice di salumi viene confermata l'operazione di ritiro, svolta a quanto sembra a tappeto:
«Abbiamo richiamato tutto: coppe, salami, fiocchi e "cacciatori", il problema è evidentemente riguardo ai casi di salmonella registrati. E' stata l'Ausl a chiederci di agire in tal senso: dal primo aprile tutto viene certificato dall'Ausl, data in cui l'esito di ulteriori esami ha accertato la correlazione tra quel nostro salame e i casi di salmonella. In attesa che arrivino gli esiti dei campionamenti abbiamo comunque ritirato il prodotto, in tutta Italia e per piccole quantità dov'era presente anche all'estero».

Gli stessi responsabili del salumificio piacentino affermano di esser stati presi in assoluto contropiede dagli eventi.
«E' la prima volta che accade una cosa del genere e stiamo cercando di essere il più trasparenti possibile, oltre ad aver già manifestato la nostra disponibilità a risarcire i danni da parte di chi ne ha subìti. Il nostro metodo di lavoro - affermano sempre dagli uffici del salumificio - per anni ci ha garantito sicurezza. E' cambiato qualcosa, stiamo cercando di capire cosa. A questo riguardo abbiamo nominato un nuovo responsabile della qualità esterna, e soprattutto è nostro obiettivo costituire al più presto un pool di esperti che ci possano aiutare a trovare dove è la "falla". Da parte nostra, ribadiamo - proseguono dal salumificio - vogliamo continuare a garantire la massima trasparenza e la massima disponibilità a riparare dove risulti necessario».

E' probabile che sul fronte risarcitorio uno dei capitoli sarà quello delle famiglie i cui bimbi si sono infettati frequentando le mense scolastiche.
Simona Segalini
simona. segalini@liberta. it
LIBERTA' del 13/04/2010



Richieste di rimborso da 14 famiglie
A due settimane dal via, prosegue in Municipio la raccolta delle domande


(s. s.) A due settimane dall'apertura dello sportello comunale per la raccolta delle richieste di risarcimento da parte delle famiglie, sono finora quattordici le domande presentate a Palazzo Mercanti.
«Un numero prevedibile, che ci aspettavamo - giudica l'assessore Giovanni Castagnetti - anche se per ora continuiamo a ricevere le eventuali altre domande che dovessero arrivare».
L'Amministrazione comunale in una nota di fine marzo aveva fatto sapere che le famiglie dei bambini colpiti da salmonellosi avrebbero potuto rivolgersi ai Servizi scolastici della direzione operativa Servizi alla persona e al cittadino, in viale Beverora (responsabile Mirella Donati, telefono 0523/492516), per formalizzare la richiesta di risarcimento per i danni patiti a seguito dell'infezione. L'ufficio prosegue dunque a raccogliere le domande (aperto dalle 8 e 30 alle 13 e 30 dal lunedì al venerdì, nonché dalle 15 e 30 alle 17 e 30 nei pomeriggi di lunedì e giovedì).
Provvederà a inoltrare le richieste delle famiglie al gestore del servizio di refezione scolastica (Globalchef - Cir), che tramite la propria assicurazione istituirà le pratiche e contatterà le famiglie danneggiate.

E ieri Palazzo Mercanti è intervenuto sull'argomento per annunciare anche che «sarà convocata a breve, dall'Amministrazione comunale, un'assemblea rivolta ai componenti delle Commissioni mensa - organismi costituiti da rappresentanti di genitori e insegnanti, preposti a verificare la qualità dei cibi serviti nelle mense scolastiche».

Una riunione nel corso della quale, insieme all'Azienda Usl, l'assessore al Futuro e i funzionari comunali competenti «forniranno - si legge in una nota - tutte le informazioni richieste dai genitori in merito alla presenza di salmonella in uno dei prodotti somministrati ai bambini il 16 febbraio scorso».

Un incontro che, sottolinea l'assessore, «è stato opportunamente richiesto anche da Giovanna Calciati, nella seduta del Consiglio comunale.
Il nostro obiettivo - spiega Castagnetti - è quello di chiarire ulteriormente la vicenda, nella consapevolezza di averla affrontata attuando tutti i controlli del caso».
Restano dunque banditi «in via cautelativa» dalle mense comunali tutti i salumi crudi, così come era stato comunicato dal Comune il 26 febbraio, con una nota diffusa circa il ritrovamento di un salume contaminato il 16 febbraio su alcune mense scolastiche.
«Quell'individuazione - dice Castagnetti - ha mostrato che il sistema di controllo funziona, eccome».
Controparte del Comune la Global chef - Cir, l'Ati che ha vinto l'appalto per la gestione delle mense scolastiche piacentine. Controparte «ma come noi danneggiata da quanto accaduto. Diciamo che, da parte del Comune, verrà la richiesta di applicare la massima sanzione per il risarcimento dei danni, anche se la Global, è chiaro, si potrà rivalere a sua volta sul fornitore».


Tutto ebbe inizio il giorno di Carnevale

Poteva essere uno scherzo, ma purtroppo non è andata così.
Come si sarebbe saputo una decina di giorni dopo, era stato esattamente il giorno di Carnevale, il 16 febbraio, che il Comune di Piacenza aveva "pizzicato" un salume contagiato dal batterio della salmonella, e aveva pertanto disposto di togliere i salumi crudi da tutte le mense scolastiche del Comune, che come è noto sono gestite non direttamente ma affidate in gestione all'Ati Global Chef - Cir (che a sua volta aveva acquistato il salume in questione, certificato, dal salumificio piacentino).
La comunicazione del Comune, relativa al ritrovamento del salume contagiato dalla salmonella (che è un batterio vivente nei polli e nei maiali), venne una decina di giorni dopo il Carnevale, in concomitanza con la notizia che una decina di bambini, appartenenti a varie scuole della città, erano finiti al pronto soccorso e quindi ricoverati nel reparto di Pediatria, nei giorni seguenti al Carnevale.
Dai dieci casi inizialmente segnalati si è passati, nel corso delle settimane, ad una trentina di casi accertati di salmonella (di tipo B), numeri suffragati dalla testimonianza degli addetti ai lavori dell'Azienda sanitaria, in primis il Dipartimento di sanità pubblica, in un incontro organizzato in tandem dall'Ausl e dal Comune.



"Il nostro nido"
«Dal Comune informazioni troppo scarse»


(s. s.) L'incontro organizzato dall'associazione "Il nostro nido" sul tema delle mense scolastiche piacentine e soprattutto sull'argomento "salmonella" sarà venerdì sera alle 21 alla sede della Circoscrizione 2.
«Vogliamo - ha detto ieri Cristina Fusaro, referente dell'associazione che organizza la serata - raccogliere i dubbi, le domande, le riflessioni dei genitori per chiedere, con un documento ufficiale e condiviso, risposte agli organi competenti e cioè amministrazione comunale, Ausl, Pediatria dell'ospedale e tutti gli organismi coinvolti. All'incontro sarà presente l'avvocato Gianmarco Lupi, esperto in diritto dell'alimentazione, per rispondere alle domande di carattere giuridico-amministrativo».
«Dai genitori - spiega la Fusaro - ci sono arrivati dubbi e perplessità, non tanto circa le responsabilità dell'accaduto, sulle quali sarà la Magistratura a pronunciarsi, ma su una scarsa e non tempestiva informazione da parte dell'amministrazione comunale. Le principali perplessità - sostiene la referente dell'associazione onlus - si concentrano proprio su questo aspetto, la comunicazione, che è mancata.
E' stato fatto allarmismo? Non direi proprio, i genitori devono essere informati puntualmente.
Poniamo il caso: se c'era una mamma incinta, a casa, che non sapendo del contagio in corso, avesse contratto l'infezione dal bimbo che frequenta la scuola? Non è una questione semplice, direi.
Inoltre - prosegue la responsabile - c'è un secondo punto caldo, ovvero i controlli.
Noi sosteniamo che dato che il servizio mense è in gestione i controlli risultano certamente più complicati. Detto questo, è necessario che i controlli sugli alimenti, specie se crudi, vengano concentrati in via preventiva. Perchè, secondo me e altri genitori, il sistema del controllo stavolta ha mostrato la corda. Una mamma, il 26 febbraio, ancora non aveva avuto la certezza dall'autorità sanitaria che il bimbo aveva contratto il contagio, mentre il Comune faceva sapere in quelle ore che del salume infettato era stato rinvenuto su alcune mense scolastiche il giorno di Carnevale, il 16 febbraio».
Ciò che Fusaro e l'associazione si prefigge per venerdì è «raccogliere adesioni per chiedere un confronto congiunto con tutti gli attori sul caso salmonella».
(da LIBERTA' del 13 aprile 2010)





pubblicazione: 13/04/2010
aggiornamento: 03/09/2010

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