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Sì, a Piacenza ci vuole un'altra scossa

di Ernesto Carini

L'anno che abbiamo alle spalle si è concluso con stimolanti considerazioni del Direttore di Libertà volte a impedire il declino economico e non solo della nostra città e più complessivamente del territorio provinciale.
Certo l'elemento critico nei confronti delle Istituzioni è molto presente ma non lo si attenua e tantomeno si può pensare di cancellarlo negandolo o contrapponendovi lunghi elenchi di programmi realizzati e di promesse effettivamente mantenute.
Pur "pareggiando i conti" fra ciò che si è detto e ciò che si è fatto, in una parte della nostra gente si è radicato un "sentire comune" secondo il quale Piacenza ha bisogno di una (ulteriore) scossa per evitare il declino.
In questa affermazione c'è del vero.
E non mi sembra esauriente la risposta di chi tende a far risalire tutti i nostri guai ad una colpevolissima politica economica nazionale che pure rappresentando un dato inquietante non può esimerci dal chiederci se noi, localmente abbiamo saputo fare tutto ciò che ci compete per mettere in campo le risorse e le sinergie di cui un territorio come il nostro è capace.
E' normale che il Patto per Piacenza diventi, in qualche modo il paradigma per capire se la volontà unitaria di sviluppo permanga oppure sia soggetta a qualche arresto improvviso: è l'avvenimento più significativo messo in campo negli ultimi anni e dunque si capisce che sia soggetto a grandissime e giustificate attenzioni.
L'efficace, ma un' pò forte, immagine degli "assordanti silenzi" mi sembra poco pertinente per una città e per una squadra amministrativa, di Comune e Provincia, che invece - forse in silenzio - sta lavorando efficacemente ai progetti di punta definiti dal Patto.
La prossima settimana Comune, Provincia, Camera di Commercio (sarà presente il Presidente Errani) faranno il punto della situazione e convocheranno il Comitato Strategico per proseguire il lavoro iniziato e verificare quali novità sia opportuno produrre per rilanciarne l'attività.
Da lì cominceremo a vedere che sulla logistica si sta davvero trovando quel valore aggiunto che farà della nostra Piattaforma un fatto rilevante ed innovativo nel panorama degli insediamenti che si stanno facendo in questi anni in Europa.
E verranno anche, entro 12-14 mesi i risultati occupazionali tenacemente voluti dal Comune e da tutti condivisi, così come potranno realizzarsi sinergie efficaci con la Rete Ferroviaria Italiana delle quali si discuterà in un significativo convegno indetto dalla C.G.I.L. lunedì prossimo.
Come si sa, fa molto più rumore un albero che cade che una intera foresta che cresce.
E questo capita anche qui dove è normale che dopo una fase di scelte, di decisioni condivise, di discussioni animate ne subentri una nuova meno appariscente ma molto più concreta in termini realizzativi.
Nella settimana entrante verrà concretamente costituita anche l'Agenzia per il marketing territoriale ed avrà una struttura forte e fatta con persone competenti in modo tale da essere subito efficace e propositiva anche su questioni di sicura importanza come quelle che richiamava il prof Vaciago in ordine al Polo Universitario Piacentino.
Certo, vedo anch'io che qui e la vari esponenti politici manifestano scetticismo sul futuro del Patto ma ciò dimostra soltanto che non sono in sintonia con le aspirazioni di fondo della nostra gente che invece vede nell'unità un valore reale capace di metterci nelle condizioni di raggiungere anche gli obiettivi più ambiziosi.
Pur sapendo che nei periodi elettorali la conflittualità (e le regionali sono praticamente iniziate) tende a crescere io sono convinto che questo processo non si arresterà perché come si è visto relativamente all'aumento delle tariffe dell'acqua - in sede di Ambito Territoriale Omogeneo - l'intero sistema istituzionale ha saputo rispondere in modo rapido ed unitario ad una esigenza primaria del nostro territorio.
Dopo aver avuto la forza di accettare sul nostro territorio la costruzione dell'unica centrale termonucleare italiana, dopo aver dimostrato la necessità del suo smantellamento che dovrebbe avviarsi a breve, dopo aver riconvertito tutto il polo energetico piacentino rendendolo ambientalmente compatibile, dopo aver fatto in modo che l'esaurimento dell'esperienza ENI-AGIP avvenisse senza intaccare l'occupazione - e si potrebbe continuare questo elenco - credo che Piacenza, pur fra alti e bassi sia ancora in grado di accettare ed affrontare sfide in termini di sviluppo.
In questo senso lo "spirito" del Patto mi sembra più che mai vivo.
Ernesto Carini


pubblicazione: 15/01/2005
aggiornamento: 29/04/2005

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