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giovedì
28
ottobre
2021
Santi Simone e Giuda, Apostoli



Roberto Reggi sottosegretario Istruzione, Università e Ricerca

«Un riconoscimento al lavoro di oltre un decennio, non solo mio ma di un gruppo di persone che hanno sostenuto le mie campagne elettorali con la convinzione che la politica sia ancora una cosa bella, e lo considero anche un riconoscimento alla nostra città, non penso che sia un caso che abbiano scelto per me un incarico politico più che tecnico, che premia quanto abbiamo saputo fare in questi anni per la scuola proiettando Piacenza ai primi posti delle classifiche sulla sicurezza dell'edilizia scolastica».

Sono le prime parole di Roberto Reggi da sottosegretario alla pubblica istruzione, università e ricerca.
La nomina ieri mattina, quando la squadra di governo di Matteo Renzi ha visto il suo completamento con l'indicazione di viceministri e sottosegretari.

L'ex sindaco di Piacenza torna così a calcare la scena politica, e lo fa da quella ribalta nazionale a cui molti lo ritenevano predestinato dopo i dieci anni (2002-12) trascorsi a Palazzo Mercanti (c'è anche un mandato da assessore, dal 1994 al '98, nella giunta Vaciago).

Ci arriva sulle ali dell'impetuoso vento renziano da cui tra i primi si è lasciato travolgere fino a diventare, nell'autunno 2012, il coordinatore nazionale della campagna elettorale del rottamatore alle primarie del centrosinistra.
E ci arriva dopo l'amarezza per l'esclusione dalle liste elettorali del Pd alle politiche di un anno fa, frutto dei veti alla sua candidatura - ebbe a sfogarsi Reggi - alzati da una dirigenza di partito all'epoca tutta, o quasi, di marca piacentina, da Pierluigi Bersani a Maurizio Migliavacca e a Paola De Micheli.

«Il tempo è galantuomo», si limita a commentare oggi il neo sottosegretario proponendosi di allontanare i cattivi pensieri: «Mi godo questo momento a nome di un gruppo che ha creduto in un progetto e non ho recriminazioni, anche perché queste cose portano sfortuna».
E se a festeggiare la nomina c'è lui e non la De Micheli che pure le indiscrezioni della vigilia accreditavano per un posto nel governo, il messaggio che Reggi manda a lei e a tutta la componente lettiana che ha vissuto come una ferita l'avvicendamento tra Letta e Renzi a Palazzo Chigi è di voltare pagina in fretta: «C'è in loro una legittima delusione, ma penso che abbiano la forza e le risorse per recuperare la serenità necessaria in questi casi. Io l'ho provato sulla mia pelle, non bisogna farsi prendere dallo sconforto o dal rancore, ma guardare avanti e cercare di dare una mano sempre. Poi il tempo è galantuomo quando fai politica e combatti le tue battaglie generosamente come credo di avere fatto io senza anteporre le ambizioni personali».

«Quello che oggi va realizzandosi», continua, «era il nostro obiettivo un anno e mezzo fa, il progetto politico che ho sostenuto fin dall'inizio tra i pochi anche a Piacenza si è affermato nel Paese, mantenendo umiltà e quella determinazione che ci vuole in politica i risultati poi arrivano. Io sarei stato contento lo stesso se non fossi stato nominato sottosegretario, ma se ti batti per un progetto ci può stare che per un po' stai fuori dal giro e poi magari vieni richiamato, è giusto così, dovrebbe essere la normalità».

Renziano, certo, Roberto Reggi, ma anche delriano, nel senso che molto del merito per la sua nomina al governo va al reggiano Graziano Delrio, diventato il braccio destro di Renzi alla presidenza del consiglio.
Non ne fa mistero Reggi che parla di «amicizia fraterna» consolidatasi negli anni in cui erano sindaci delle rispettive città: «Abbiamo costruito dei bei progetti insieme anche sui servizi pubblici locali, basti pensare a Enìa-Iren, ci vogliamo proprio bene e quando abbiamo progettato questa iniziativa politica con Matteo leader lo abbiamo fatto su valori di riferimento comuni, quelli del cattolicesimo democratico fino ad arrivare a una moderata follia nel cercare di risolvere i problemi affrontando sempre il cambiamento con coraggio, ad esempio quando portammo Graziano alla presidenza dell'Anci contro chi non lo riteneva la persona giusta».

Ex sindaci in prima linea che oggi «rappresentano un po' l'asse del governo», evidenzia Reggi includendo il lodigiano Lorenzo Guerini, altro primo cittadino della fascia padana con ruoli di vertice nella squadra renziana.
«Qualche giorno fa era stato Delrio a chiedermi la disponibilità a entrare nel governo, poi me l'ha chiesto Matteo personalmente e ho risposto di sì, ma non sapevo in che settore sarei stato nominato», ricostruisce Reggi: «Graziano voleva portarmi a Palazzo Chigi, hanno poi pensato a questo progetto sulle scuole, sull'edilizia scolastica e avranno ritenuto che la mia esperienza amministrativa fosse più utile qui. Non sarà per caso se hanno scelto uno che certe cose su cui Matteo vuole puntare le ha già fatte. Fermo restando che non c'è soltanto da mettere a posto i muri, ma dare forza a tutto il sistema educativo come base per la rinascita del Paese».

E se segnatamente di questi temi il neo sottosegretario dovrà occuparsi, dal ministero guidato da Stefania Giannini continuerà a rivolgere «un occhio di riguardo» a tutte le partite che possono interessare più da vicino Piacenza: «E' chiaro che cercherò di dare un contributo complessivo alla mia città, su questo state tranquilli, provando a facilitare e a sollecitare chi di dovere senza però sconfinamenti di competenze che non sarebbero giusti e senza dimenticare che questo è un ruolo che spetta in primis ai nostri parlamentari».

Reggi e gli altri sottosegretari hanno giurato ieri sera davanti al presidente del consiglio. Quanto durerà il governo Renzi? «Non lo so, Matteo lo ha presentato come governo di legislatura, poi è vero che oggi non si possono fare previsioni definitive stante l'incertezza di contorno. Ma questa è un po' l'ultima speranza, come ritengono in molti, e se falliremo non daremo certo la colpa agli altri».
Non c'è del disagio per non essere arrivati al governo senza un mandato elettorale pieno e diretto, perché Renzi «non aveva alternative», si dice convinto Reggi, «avrebbe preferito andare al voto, ma con questa legge elettorale, gli orientamenti di Napolitano e con un governo che faceva fatica, lui ha ritenuto di accettare sapendo di assumere un rischio altissimo. Sarebbe stato più comodo aspettare il tracollo definitivo del governo Letta».

Gustavo Roccella
LIBERTA' del 01/03/2014


Complimenti bipartisan: porta a Roma la tua energia

Il sindaco Paolo Dosi è stato tra i primi ieri a complimentarsi con Roberto Reggi per la nomina a sottosegretario all'istruzione: «Mi congratulo di vero cuore», si legge nella sua nota, «perché Roberto Reggi ha dimostrato, nei dieci anni in cui ha svolto il ruolo di primo cittadino, grande dedizione, abnegazione e professionalità. Sono certo che in un settore vitale come quello della scuola saprà portare il proprio entusiasmo, le sue competenze e il suo dinamismo. L'attribuzione di questo prestigioso incarico a un piacentino è motivo di orgoglio e di soddisfazione».
«Un augurio di buon lavoro» arriva da Paola De Micheli, vicecapogruppo vicario del Pd alla Camera. «La nomina dell'ex sindaco di Piacenza è un riconoscimento importante per la nostra città e un'opportunità in più per il territorio», continua il comunicato dell'onorevole che si dice «certa che Roberto Reggi possa concorrere a dare piena concretezza agli impegni di governo».
«Orgoglio e soddisfazione» li esprime il Pd di Piacenza: «in questo difficile momento storico, il nostro Paese ha bisogno di persone capaci e Roberto Reggi è una di queste. In dieci anni da sindaco della città, sempre vicino ai problemi del suo territorio, Reggi ha raccolto risultati straordinari per Piacenza e la sua comunità. Siamo sicuri che le sue capacità, unite all'entusiasmo che lui ha sempre manifestato nella sua attività amministrativa, saranno d'aiuto per Piacenza e per risollevare le sorti dell'Italia».
L'assessore regionale Paola Gazzolo si dice certa che Reggi «saprà interpretare al meglio il suo ruolo, facendo tesoro dell'importante esperienza acquisita alla guida della città di Piacenza». Di «riconoscimento importante al suo lavoro di amministratore locale» parla il consigliere regionale Marco Carini (Pd) secondo cui la scuola «è uno dei settori che meritano più attenzione e investimenti in grado di garantire un futuro per l'Italia, per questo il mio augurio a Reggi è che si trovi nelle condizioni migliori di operare, per mettere a frutto l'esperienza maturata».
Reggi «ha la forza per far diventare la scuola la priorità nell'agenda di governo, cosi come Renzi vuole», è la convinzione di Francesca Puglisi, capogruppo Pd in commissione Istruzione al Senato, «la sua solida esperienza di amministratore locale permetterà finalmente di realizzare un piano serio per dare avvio effettivo ai cantieri scolastici».
Felicitazioni anche dal centrodestra.
A quelle espresse da Tommaso Foti (Fdi) ieri nella seduta di commissione consiliare, si aggiungono gli auguri di Filiberto Putzu (Fi): «Penso che ci metterà la giusta energia. Gli auguro e mi auguro di fare ancora meglio per Piacenza. In particolare per le nostre università e per il Tecnopolo».




pubblicazione: 01/03/2014

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roberto reggi ha giurato da sottosegretario

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