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mercoledì
2
dicembre
2020
Santa Bibiana



Rivoluzione nel traffico: auto a 30 all'ora dal 23 gennaio nella città storica

Quando si dice pensarle tutte: l'ultima arma anti-smog messa in campo dal Comune di Piacenza si chiama "limite di velocità".

E' fresca la notizia che l'intera città storica adagiata entro le Mura dal 23 gennaio dovrà marciare al rallentatore, per le auto scatterà il divieto di superare i 30 chilometri orari.

Ma la "campagna" contro l'inquinamento da polveri fini non finisce con questo provvedimento a sorpresa.
«Nella prossima primavera-estate partiranno anche altre tre "isole ambientali" con uguale limite di velocità nella cintura periferica esterna - conferma l'assessore comunale Pierangelo Carbone - il progetto è già contenuto nel piano urbano del traffico».
Le aree in questione sono tre:
1) il quadrilatero delimitato da via Luigia d'Austria, via Vittorio Veneto, via Cella e Strada Gragnana:
2) la porzione compresa tra via Vittorio Veneto, via Gadolini, via Manfredi e il parco della Galleana;
3) infine l'area racchiusa da viale Dante, via Grandi, via Da Vinci, un tratto di via Damiani, via Boselli e via Raineri.
E siamo solo all'inizio.

In poche parole, Piacenza si sta trasformando più rapidamente del previsto in una città residenziale, dove la vivibilità degli spazi urbani viene messa al primo posto, cercando di abbattere o dissuadere il traffico di attraversamento - non solo in centro storico inteso in senso largo, ma anche in quei quartieri popolosi dove ci sono scuole, mercati o vie commerciali - e nel contempo premiando le biciclette libere di muoversi senza badare ai sensi unici.

Una sperimentazione è già in corso sullo Stradone Farnese e nella frazione di Vallera.
Tra qualche giorno sarà sotto tutela anche la città storica compresa dentro l'anello formato da via IV Novembre, via XXIV Maggio, via XXI Aprile e viale Sant'Ambrogio.
Gradualmente però tutti i quartieri cittadini diventeranno Zone 30.

Ma quali sono i vantaggi che si spera di ottenere?
Carbone parla di sicurezza (diminuzione di incidenti) e di abbattimento di carichi inquinanti (minori consumi di benzina).
«Secondo ricerche francesi, svizzere e tedesche - viene riferito - le misure di moderazione del traffico introdotte da circa 20 anni, mostrano significativi effetti sui livelli di inquinamento atmosferico e acustico».
Un'applicazione estesa del traffico a passo d'uomo riesce a ridurre i carichi inquinanti da un minimo del 25 per cento ad un massimo del 40 per cento nella giornata e nell'anno, diversamente da misure amministrative come la circolazione a targhe alterne e forse persino i blocchi.
Giù gli ossidi di azoto, giù il monossido di carbonio e pure il consumo di carburante: meno la guida è nervosa, più è normale o addirittura tranquilla, tanto migliori sono le performance.

Per guida tranquilla cosa si intende?
Quella di un automobilista che passa in terza a 25-27 chilometri all'ora.
Ma anche il rumore, in questo caso, scende di almeno 3 o 4 decibel («Un risultato che corrisponde a quanto si otterrebbe dimezzando il traffico»).
Da non trascurare la sicurezza che sembra scaturire da questo ritmo lento: le ricerche condotte parlano di drastica riduzione degli incidenti («spesso superiore anche al 50 per cento»).
Due esempi: a Chambéry, in 18 anni, gli incidenti si sono ridotti a un quarto, nonostante il traffico sia aumentato del 40 per cento, a Cattolica nel giro di 4 anni gli incidenti sono scesi persino del 70 per cento.
I costi
Le tre nuove isole ambientali previste nella cintura periferica hanno costi già calcolati sulla base di arredi appositamente pensati allo scopo.
Complessivamente si stima in 115 mila euro l'investimento.
Tra i dispositivi anti-velocità: soglie rialzate agli accessi dell'isola o in corrispondenza delle intersezioni stradali, segnaletiche orizzontali come rallentatori ottici, spazi di sosta, elementi di arredo urbano e poi i cosiddetti "cuscini berlinesi" applicati per la prima volta nel quartiere Moabit di Berlino e in Italia a Tortona.
Sono dispositivi «efficaci ed economici» per abbattere la velocità istantaneamente: si tratta di dossi che costringono le auto a passarvi sopra con due ruote dallo stesso lato. Pare che abbiano più successo dei vecchi dossi in gomma, perché scuotono meno il conducente.
«Ritrovare una convivenza pacifica tra traffico e vita locale è indispensabile alle nostre città - recita il piano urbano del traffico sulle Zone 30 - le strade di quartiere non servono solo a spostarsi, ma sono uno spazio vitale per muoversi a piedi, per andare a scuola, per incontrarsi e fare la spesa».
Patrizia Soffientini


«A passo d'uomo? Già ci siamo»
Gli automobilisti: effetto-lumaca imposto da code e ingorghi

Trenta chilometri all'ora il limite massimo di velocità entro le Mura di Piacenza a partire dal 23 gennaio, ma cogliere tra i piacentini timori che il traffico cittadino subisca i contraccolpi di un effetto-lumaca è più un miraggio che fondata realtà.
Per una ragione molto banale, secondo tanti.
«Perché già ora, in mezzo al traffico di Piacenza, si viaggia a velocità superiori?», liquida infatti l'imminente novità la maggioranza degli automobilisti.
A parte l'ineluttabile constatazione, esiste, tra i piacentini, la convinzione che il nuovo limite, soprattutto in caso di vie strette, servirà ad elevarne la sicurezza.
Contribuirà anche ad un abbattimento (dal 25 al 35 per cento) dei carichi inquinanti, ha già annunciato fiducioso palazzo Mercanti, per voce dell'assessore alla Viabilità Pierangelo Carbone.
Per qualcuno il nuovo provvedimento è semplicemente «assurdo, andare a trenta all'ora ovunque è impossibile», ma tutti dovranno attenervisi, ed i cartelli indicanti il finora inedito limite da osservare al volante a partire da lunedì 23 hanno già cominciato a fioccare inesorabilmente lungo le strade finite nel mirino (tutte quelle interne al perimetro descritto da via XXIV Maggio, via XXI Aprile, viale sant'Ambrogio e via IV Novembre, ovvero, la Zona 30).
Gli emuli di Valentino Rossi sono avvisati.

«Funzionerà - afferma con certezza uno che piacentino lo è soltanto da poco, ma che la città la percorre spesso in auto, Bozioalr Kamcev, di nazionalità macedone - 30 chilometri all'ora sono un limite piuttosto stringente ma, se è per la sicurezza dei cittadini, sono assolutamente d'accordo».

«Vedremo meno incidenti - pronostica, in sella alla bici, Paolo Bernieri - e sia io che mia moglie l'auto la lasceremo volentieri in garage e la utilizzeremo soltanto per uscire da Piacenza».

«Si andrà tutti a 30 chilometri all'ora? Neanche una novità - constata Fausto Genocchi - in quanto, già oggi, per girare dentro Piacenza devi assoggettarti ad una velocità che non consente di andare più forte di questo limite».

«Sarà utile - considera un pensionato, Leonardo P. - perché impedirà tanti incidenti».
Opinione condivisa da Ernesto Bersani: «Il nuovo limite - ritiene l'automobilista piacentino - sarà giusto soprattutto per certe strade, deficitarie sotto il profilo dell'ampiezza».

«Tutelerà maggiormente - fa presente Andrea Silva, automobilista ma anche ciclista - gli utenti deboli della strada, chi si sposta a piedi oppure in sella alla bici».

«Sarà soltanto un palliativo», bolla invece il provvedimento Bruno Scotti:
«Sarà una limitazione priva di senso che non porterà benefici, se quelli attesi riguarderanno la diminuzione dell'inquinamento, per affrontare il quale servono interventi strutturali», sostiene il piacentino.

Critica, per motivi differenti, Barbara Vismara: «Sono certa - dice la ragazza, che usa l'auto in città per lavoro - che questo nuovo limite creerà nuovi disagi alla circolazione, anche perché - fa presente Barbara - non tutte le vie hanno le stesse dimensioni. Mi adeguerò come tutti gli altri, ma credo che perché tutti assorbano la novità occorrerà del tempo».


Bici "libera", che paura
«Più che il traffico a rilento ci spaventano le biciclette».
Dichiarazione che arriva dal fronte dei taxisti piacentini, e che risulterebbe quasi incomprensibile se non fosse per l'ulteriore novità contenuta nella rivoluzione del traffico pronta a scattare il 23 gennaio: nella Zona 30, infatti, le biciclette potranno viaggiare in entrambi i sensi di marcia, senza "rispettare" cioè i sensi unici (anche se ugualmente in sintonia con le norme del Codice della strada, ovvero mantenendo la destra).
Piero Luigi Mozzi, taxista di piazza Cavalli, giura di non essere stato per nulla preso in contropiede dalla novità del nuovo limite orario.
«Nel centro storico - riflette al volante - la media di percorrenza da parte di un'auto è quella, trenta chilometri orari, anzi, a volte essi risultano anche superiori alla realtà».
Nessuna sorpresa dietro l'angolo, dunque, in quanto i tassametri continueranno a macinare euro a livelli già noti per le tasche dei passeggeri.
«Trovo invece molto più strana la cosiddetta liberalizzazione nella circolazione delle biciclette - fa presente Mozzi - questo si che potrebbe richiedere un ulteriore impegno da parte di chi si trova al volante, dovendosi confrontare con ciclisti magari in contromano».
«Auguriamoci a questo punto - interviene il collega, Ercole Brigati, come Mozzi taxista della piazza - che i ciclisti non si mettano a correre. Il fatto che possano circolare in entrambi i sensi costituisce infatti un argomento delicato».
La notizia di conforto?
«Con tutte le auto che andranno a non più di 30 all'ora, diciamo che ci sarà il tempo per fermarsi e farli passare».



Il Polo: follia pedalare contromano

Hanno acceso il consiglio comunale di ieri le annunciate novità in tema di viabilità in centro storico.
La minoranza ha dato battaglia: massiccia la sua opposizione alla possibilità per le biciclette di circolare anche contromano nelle vie a senso unico.
Carlo Mazzoni (Forza Italia) ha parlato di una città come il «Far West», Paolo Mancioppi (Lega), spalleggiato da Marco Tassi (An,) di «regole inventate» e contrarie al codice della strada, Emilio Gorgni (gruppo misto) di «provvedimento demenziale che metterà a rischio l'incolumità delle persone». La replica della maggioranza per bocca di Emanuele Pasquali (Margherita) che ha fatto presente come, se adeguatamente segnalata, sia una misura utile tanto da essere da anni praticata specie nel Nord Europa.
Centrodestra diviso invece sulla "Zona 30" (l'introduzione del limite di 30 km/orari ai veicoli): polemico Gorgni, mentre Alfredo Cagnani (Forza Italia) l'ha definita una novità da lodare (negativo peraltro anche il suo giudizio sulle "bici a doppio senso" tanto che ha preannunciato una mozione tesa a revocare la cosa).

"Basta scherzare, la gente lavora, non va a giocare."
Giovanni Struzzola, direttore dell'Unione Commercianti, considera inaccettabile la proposta di abbassare il limite di velocità a 30 km all'ora.
"Qui c'è una città che rimane senza spargisale, dove si aspetta che il sole sciolga il ghiaccio sui marciapiedi.
E' inutile guardare cosa fanno a Reggio Emilia o a Modena.
L'Amministrazione ogni giorno spende soldi senza poi fare nulla.
Ai cittadini così, oltre alle beffe toccano pure le tasse".
(da La Cronaca del 14 gennaio 2006)


pubblicazione: 14/01/2006

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