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RIVOLTA AL CARCERE DELLE NOVATE

Rivolta al carcere delle Novate, con danni che si aggirano intorno ai 20mila euro": è quanto viene affermato dall'Uspp,unione sindacale polizia penitenziaria.
Secondo il sindacato, intorno alle 15.30 di domenica 8 maggio, una decina di detenuti hanno dato il via ad un'improvvisata protesta contro il sistema carcerario, spaccando arredi e televisori.

Per contenere l'accaduto il personale sarebbe intervenuto in assetto antisommossa e la situazione sarebbe rientrata grazie ad un'opera di mediazione.

Un detenuto, a detta del sindacato, avrebbe anche inneggiato all'IS. Al momento non è giunta nessuna nota ufficiale , in merito all'accaduto, dalla casa circondariale di Piacenza.


PRIVA DI FONDAMENTO LA NOTIZIA DI INNEGGIAMENTO ALL'ISIS - "Risulta priva di ogni fondamento la notizia riportata di inneggiamento all'Isis e non si registra alcun riferimento al terrorismo di stampo jihadista".
Lo afferma la Direzione della casa circondariale di Piacenza in una nota in "seguito a notizie riportate in data odierna sulla stampa" e in cui si spiega "che in data di ieri si sono verificati gravi disordini in una sezione ordinaria di media sicurezza della struttura piacentina ospitante 17 detenuti, che ha riportato danni strutturali e nell'impiantistica, ad oggi non ancora quantificati e che comunque è funzionante e di cui non si prevede chiusura.
Promotori dei disordini 3 detenuti che, lamentando le condizioni di restrizione, hanno tentato di fomentare gli altri, diversi dei quali non si sono lasciati coinvolgere". Oltre a smentire la notizia dell'inneggiamento all'Isis viene detto che "non si registrano contusi tra il personale e tra i detenuti". (Ansa)

LA PROCURA DI BOLOGNA APRE UN FASCICOLO - Un fascicolo conoscitivo e' stato aperto dalla procura di Bologna per chiarire i fatti accaduti in una sezione del carcere di Piacenza, denunciati dal Sappe, il sindacato autonomo di Polizia penitenziaria, dove alcuni detenuti magrebini sarebbero stati autori di devastazioni, rompendo telecamere e suppellettili, inneggiando all'Isis e alla Jihad.
Il fascicolo e' stato aperto dal procuratore di Bologna, Valter Giovannini, coordinatore del gruppo terrorismo: degli accertamenti si occupera' la Digos. I presunti cori dei detenuti inneggianti all'Isis e alla Jihad, successivamente smentiti dalla direzione penitenziaria del carcere, sono stati invece ribaditi dal sindacato.
"Probabilmente il direttore del carcere di Piacenza e il comandante di reparto non comunicano tra loro - commentano Giovanni Battista Durante, segretario generale aggiunto del Sappe e Francesco Campobasso, segretario regionale - considerato che e' stato riferito alla nostra organizzazione sindacale che i poliziotti penitenziari intervenuti hanno documentato in atti che i detenuti responsabili della rivolta hanno inneggiato all'Isis. Inoltre, anche i nostri segretari di Piacenza, sentiti questa mattina, hanno confermato tale versione. Non si comprende, quindi- conclude il Sappe - la smentita fatta dal direttore".(Fonte AGI)

PUTZU (FI): "ORA RISPOSTE FORTI" -
"Se le notizie di stampa sulla rivolta in carcere di detenuti nordafricani corrispondono al vero (ingenti danneggiamenti alle strutture e inneggiamenti vari), si attendono dal Ministero e dalla Direzione del Carcere di Piacenza contromisure inequivoche ed esemplari, nei confronti di delinquenti che hanno dimostrato prima ed ora il loro disprezzo per le regole della societá civile, delle persone e dello Stato". Lo afferma Filiberto Putzu, consigliere comunale di Forza Italia.

"Anche dal Comune di Piacenza, per voce del Sindaco o di qualche Assessore che sostiene le azioni a favore delle marginalitá, - prosegue - attendiamo una presa di posizione forte e chiara. Il Comune spende denari dei piacentini per interventi di promozione sociale a favore anche dei carcerati allo scopo di favorire processi di inclusione e la fruizione dei servizi comunali...se questi sono i risultati, forse sarebbe meglio investire queste risorse a favore degli anziani piacentini che nel 2015 hanno viste per piú voci ridotti gli stanziamenti comunali".


RIVOLTA IN CARCERE, LEGA «CHI DELINQUE SCONTI LA PENA NEL PAESE D’ORIGINE» -
"Una cosa giusta, l’ineffabile ministro dell’interno Alfano, l’ha detta: il pericolo di radicalizzazione in Italia esiste. Al di là delle solite frasi di circostanza (“separare chi prega da chi spara») per non scontentare il potente Pd che mantiene al governo Ncd, il ministro non si può nascondere. Ogni due giorni vengono espulsi o fermati “presunti terroristi”, guarda caso tutti islamici, in varie parti d’Italia. E Alfano gongola in tv quando dà i numeri degli espulsi, per far vedere che la sua politica di contrasto funziona".

Lo afferma il dipartimento immigrazione e sicurezza della Lega Nord di Piacenza chiedendo "che certi detenuti scontino la pena a casa loro. Vanno modificate le leggi e certe categorie di detenuti, rapinatori, spacciatori, violentatori, bande di ladri che vivono solo rubando, vanno spedite nelle carceri di Paesi di provenienza".

"Mentre il carcere piacentino veniva investito da una rivolta - si legge nella nota -, a Bari sono stati bloccati altri due “immigrati” accusati di far parte di una cellula lega- ta all’Isis e ad Al Qaeda. Nessun detenuto ha inneggiato all’Isis mentre sfasciava arredi e televisori, ha affermato la direzione del carcere, ma il sindacato Sappe ha confermato che gli agenti hanno sentito chiaramente il tetro slogan “Allah u akbar”".

"Ed è altrettanto vero che, in via delle Novate, slogan a favore di terroristi di al Baghdadi sono stati lanciati in occasione delle stragi di Parigi e di Bruxelles. Segno di inciviltà, ignoranza e offesa a quella civiltà occidentale che li ha accolti e integrati, secondo le migliori intenzioni di una sinistra fallimentare, e che loro vogliono cambiare a suon di gole tagliate, stragi e bombe".
"Ma perché non si cambiano i loro Paesi? Forse perché temono la giustizia degli stati magrebini che non è “morbida” come quella italiana? Ed è altrettanto vero che su ciò che è accaduto a Piacenza abbia acceso i riflettori anche la procura antiterrorismo di Bologna, un ufficio quello del procuratore Valter Giovannini che non si muove a caso".
"Certo, il fatto viene sminuito, secondo gli addetti ai lavori, dicendo che si tratta di quattro disperati dediti ai furti e allo spaccio, altro che terroristi. Purtroppo, quello che preoccupa non è chi urla a favore dei tagliagole, ma il fatto che il presunto stato islamico rappresenti per molti musulmani un modello a cui guardare".

estratto da www.piacenzasera.it del 9 maggio 2016


pubblicazione: 10/05/2016
aggiornamento: 26/10/2016

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