Ma la Provincia insiste: «Si rafforzi la raccolta differenziata»
La guerra fredda tra l'Agenzia d'Ambito guidata da Roberto Reggi e la Provincia sul possibile potenziamento dell'inceneritore di Borgoforte rischia di rivelarsi una "fregatura" per i piacentini, che potrebbero vedersi aumentare in tempi stretti la bolletta dei rifiuti.
Un incremento che si aggirerebbe attorno al tre per cento e che scatterebbe già da gennaio.
Durante il lungo faccia a faccia che ha avuto ieri pomeriggio con il sindaco Reggi (nelle vesti di presidente del consiglio di amministrazione dell'Ato), il presidente Gianluigi Boiardi ha ribadito la posizione dell'amministrazione provinciale: «No alla trasformazione di 136mila tonnellate annue, si resta a 120 mila».
Reggi ne ha preso atto, ma alla fine ha precisato: «Se staranno così le cose, non solo non raggiungeremo l'autosufficienza, ma dovremo continuare a pagare lo smaltimento fuori dal nostro territorio delle 10mila tonnellate di rifiuti in eccedenza, buttando via soldi preziosi che potremmo destinare ad altri scopi. L'unico modo per reperire le risorse con cui finanziare il piano che abbiamo stabilito sarà così, nostro malgrado, l'aumento delle bollette».
I protagonisti smentiscono però tensioni e annunciano un imminente summit tra le due Giunte su altri temi.
La vicenda nei prossimi giorni seguirà un iter che sembra ormai scritto.
Il 19 novembre si riunirà l'esecutivo dell'Agenzia d'ambito, che provvederà a stilare un documento in cui si stabilirà di chiedere alla Provincia l'autorizzazione a portare la soglia di rifiuti da conferire al termovalorizzatore di Borgoforte dalle attuali 120mila tonnellate annue a 136mila, limite massimo stabilito per l'impianto gestito da Tecnoborgo. L'obiettivo è di trasformare anche le 10mila tonnellate che attualmente vengono portate a Bologna, risparmiando così denaro da mettere in cassa e spendere in altro modo.
L'amministrazione provinciale respingerà questa istanza, motivandola probabilmente con ragioni tecniche che ne maschereranno altre più politiche.
A quel punto si riunirà l'assemblea dei sindaci che compongono l'agenzia d'ambito e sarà deliberato l'aumento delle tariffe, unico modo per arrivare a raccogliere il milione e 800mila euro che devono finanziare il piano d'ambito sia per il 2008 sia per il 2009.
Da una prima stima, la crescita della bolletta dovrebbe aggirarsi entro il 3 per cento e scatterebbe già dal gennaio 2008, se non addirittura prima. «
L'agenzia d'ambito - afferma Reggi - ha bisogno di trovare i soldi per completare i progetti e raggiungere la soglia del 50 per cento di raccolta differenziata. Visto che i trasferimenti pubblici sono ormai nulli, la cassa dell'Ato si riempie solo grazie alle tariffe e l'unico modo per rimpinguarla senza incidere sulle tasche dei cittadini è di aumentare la capacità dell'inceneritore. Non per sempre - aggiunge - ma solo per i prossimi due anni, giunto il tempo per arrivare agli obiettivi che ci siamo dati. La Provincia ha ribadito la sua contrarietà, quando ci sarà il pronunciamento ufficiale non potremo fare altro che prenderne atto e agire di conseguenza».
Boiardi è però rimasto fermo sulle proprie posizioni: «L'unica soluzione possibile è aumentare la raccolta differenziata, i Comuni poco virtuosi prendano esempio dai nove che hanno da tempo ottimi risultati. Occorre uno sforzo unitario, soprattutto culturale, che coinvolga tutto il sistema locale». Non sta con Reggi ma ne loda l'iniziativa la capogruppo Ds in Provincia, Adriana Bertoni: «Ha avuto il coraggio di sollevare un problema troppo ignorato, occorre un piano a tappe forzate per raggiungere gli obiettivi di raccolta differenziata entro un anno». Michele Rancati
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