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Reggi chiede...

Gratis a noi il Farnese e Bastione Borghetto

Tutto nostro. E gratis. Bastione Borghetto, Palazzo Farnese, tutto "veramente" nostro. Perché lo Stato non vuole bene a questi monumenti come può volergliene un piacentino. E dove l'amministrazione centrale cede, il Comune raccoglie e valorizza.
Il federalismo demaniale al suo debutto offre a Piacenza un ventaglio di beni vincolati che il sindaco Roberto Reggi chiederà di avere per la comunità e coinvolgendo privati (banche, imprenditori e fondazioni) nella loro gestione. Al convegno nazionale Anci di ieri li cita in ordine sparso fra una trentina di beni potenzialmente cedibili: Palazzo Farnese (oggi in affitto dal Demanio per 80mila euro), Bastione Borghetto, Torrione Fodesta, la chiesa di Sant'Agostino, le Mura e un gioiellino come il chiostro a fianco del Carmine. E ci fossero pure un paio di canali e un impianto di sollevamento nostri si potrebbe pagare meno la bonifica, avverte il sindaco.
E' già pronta la lettera al ministero dei Beni culturali e al Demanio per costituire un tavolo di lavoro sulla cessione di tali beni e si dovrà dialogare con l'altro tavolo, quello sulle aree militari (740mila metri quadrati della Difesa).
All'incontro Anci, ospitato nella sede museale, si illustra per la prima volta il decreto 85, è l'inizio di un tour in venti tappe lungo lo stivale promosso anche da Reggi, vice-presidente Anci per le infrastrutture, al fine di chiarire agli amministratori locali gli aspetti salienti e le modalità della cessione di beni del Demanio ai Comuni.
Ne hanno riferito Carmelina Cicchiello (Anci), Francesca Proia per l'ufficio Formazione e Servizi di Ifel, Paolo Iannelli del Ministero dei Beni Culturali, Carlo Petagna, vicedirettore dell'Agenzia del Demanio, Mauro D'Attis, vicesindaco Brindisi e Giovanni Verga, assessore del Comune di Milano.
Non che il quadro sia chiarissimo. Sul sito dell'Anci è comparso un elenco ufficioso di beni trasferibili (12mila), ma l'elenco ufficiale verrà reso noto il 23 dicembre, inclusivo dei suggerimenti dei Comuni. Dopo di che ogni ente locale - entro due mesi - valorizza il bene (sempre che lo voglia) o per scopi sociali ed è il caso di beni culturali non alienabili come quelli citati da Reggi, oppure, se il bene non è vincolato e non interessa l'ente pubblico lo richiede allo Stato per venderlo a privati. E non sarebbe male se entrassero degli stranieri (c'è chi ha fatto l'esempio "favoloso" degli sceicchi) per garantire un destino in grande stile a certi luoghi. Reggi pensa di presentare pubblicamente a gennaio l'elenco di beni trasferibili non vincolati né strategici per il Comune, ma appetibili per imprenditori o altri soggetti (l'ex panificio militare ad esempio). La vendita prevede che il 25 per cento del ricavato vada allo Stato, il resto rimanga al Comune che subirà una corrispondente decurtazione di trasferimenti. Chi teme l'effetto boomerang in questa operazione, chi vede tante opportunità.
Patrizia Soffientini


15/12/2010


Subito un tavolo
con i Beni culturali

I passi, nella nostra città, saranno i seguenti. Il Comune - le lettere ai vari attori da coinvolgere sono già pronte - istituirà un tavolo di lavoro con il ministero dei Beni culturali (Mibac) e il Demanio per gestire il trasferimento dei beni culturali vincolati (non vendibili) che rientrano però in una partita a scadenza differita entro giugno. Per il resto, l'elenco di altri beni a breve dismissibili nella nostra città verrà pubblicizzato e messo a disposizione dei privati interessati. L'alienazione presuppone una valorizzazione immobiliare al massimo grado, da farsi attraverso scelte in piano regolatore.
Di fatto, con il federalismo demaniale i Comuni potranno far cassa e magari investimenti, dopo aver pagato i debiti, ma non mancano rischi. Certo «il decreto traccia un cammino» dice Reggi a nome dell'Anci, che guarda senza pregiudizi a questo meccanismo. L'aspetto più utile è il dialogo fra amministrazioni che difficilmente avrebbero potuto sedere allo stesso tavolo. E i tempi stretti per decidere cosa fare? Ci sono solo due mesi per preparare richieste e schede dopo la pubblicazione dei primi elenchi del 23 dicembre, difficile rispettarli. Intanto, tutti gli esperti invocano modalità chiare. E mentre Giovanni Verga evoca la suggestione di un campus della Cattolica fra i più belli al mondo includendo la vicina Caserma Garibaldi a Milano è sempre più chiaro che operazioni così complesse esigono la presenza di privati capaci di guardare lontano.




pubblicazione: 15/12/2010
aggiornamento: 20/12/2010

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Categoria
 :.  AMBIENTE Piacenza
 :..  Urbanistica



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