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2020
San Giovanni Damasceno



Radio Sound inaugura la nuova sede alla Mola di Pittolo

Il sogno del "post ‘68" divenuto realtà

La storia di Radio Sound, la radio di Piacenza che oggi alle 18 in Strada della Mola 60 a Pittolo, inaugura e festeggia la propria sede completamente restaurata e adeguata alle esigenze di questo terzo millennio, riassume le vicende dei tanti giovani che dalla metà degli anni Sessanta vedono crescere una voglia di radio come intrattenimento ed espressione musicale.

L'ORIGINE -
Perché questi giovani la radio vogliono farla, viverla. In Italia sono i programmi di Gianni Boncompagni e Renzo Arbore ad emergere: "Bandiera Gialla", "Per voi giovani", "Alto gradimento", "Hit-Parade", "Supersonic", a rappresentare l'alba di una nuova epoca.
Un'altra opportunità è Radio Montecarlo (che trasmette dal Principato di Monaco e ha grandi deejay: Herbert Pagani, Robertino, Federico l'Olandese Volante, Awanagana, Luisella Berrino):
"In queste realtà anomale che esplodono a livello nazionale - spiega Rita Nigrelli, storica voce di Radio Sound, anima, presenza viva e attiva ma anche manager dell'informazione radiofonica - c'è anche qualcosa che la radio ufficiale non può permettersi: la comunicazione bidirezionale grazie alla sinergia con il telefono, ad eccezione di un unico caso, "Chiamate Roma 3131", dove però cose tipo "dedico questo disco a Marta con amore, o a Mamma Lina per i suoi sessant'anni portati alla grande" non sono certo consentite".
IL POST ‘68 -
E' all'inizio degli anni ‘70 che si creano le condizioni per la radiofonia privata con l'Italia in prima fila per numero di emittenti e di ascoltatori: "Questa nuova ondata faceva seguito - prosegue Rita - alle contestazioni del Sessantotto quando nelle rivendicazioni di quegli anni c'era il desiderio di crescita della libertà individuale accanto alla voglia di scegliere autonomamente le proprie fonti di informazione".
Aggiunge: "Trentaquattro anni fa quando siamo nati grazie alle intuizioni e alla lungimiranza di Carlo Rossi, per spaziare nell'etere bastava una valvola, un trasmettitore, un'antenna, un mixer fatto in casa. Quasi un gioco per Carlo, il fondatore della radio e per i suoi animatori che arrivavano nella sede di via Beverora con un pacco di dischi portati da casa. Ci animava la voglia di comunicare, di scatenare l'immaginario collettivo, di divertire e divertirci, di far ascoltare la musica che i canali nazionali non trasmettevano o censuravano. Volevamo essere protagonisti e rendere attiva una città intera. Il desiderio di informare e rivestire un ruolo di servizio per il territorio si manifestò con la registrazione della testata giornalistica nel 1978".
Prosegue Rita: "Nella jungla dell'etere, senza nessuna regolamentazione legislativa, in modo del tutto spontaneo fiorirono in Italia quasi diecimila emittenti radiofoniche. Anni di grande creatività ma anche di confusione".
LA JUNGLA DELL'ETERE -
Carlo Rossi e Rita Nigrelli con intraprendenza, investono nelle tecnologie e nelle strumentazioni. La radio si fa mestiere, attività professionale: "Una concezione, questa, accompagnata da un approccio completamente diverso - aggiunge - perché occorreva professionalità. Non esistevano scuole e modelli da seguire.
Non volevano assomigliare alla radio di Stato, quella pubblica, il desiderio era quello di proporre un modello all'avanguardia, nuovo, passionale, creativo e personalizzato.
Abbiamo scoperto il funky, la dance, la musica straniera e quella italiana proposta dai gruppi, dai cantanti e dai cantautori, la musica classica, la lirica e il liscio".
DUE GIRADISCHI -
Altri anni: "Con due giradischi di marca, un buon microfono e un registratore a cassetta per trasmettere le pubblicità costruivi programmi 24 ore su 24. Per la notte, i costosi registratori a bobina Akay, da noi arrivarono in sostituzione di un glorioso Philips a torretta, che conteneva una decina di cassette da 90 minuti. Ogni volta che ne terminava una, un meccanismo la trascinava in cima alla torre con un rumorosissimo "clic-clac", lasciando il posto a una nuova cassetta e a nuove selezioni musicali. Ogni tanto si inceppava ma quando tutto filava liscio, garantiva musica per una notte intera". Un nuovo mondo.

MAURO MOLINAROLI
LIBERTA' del 18 maggio 2011



Dagli "auguri in tavola" con il liscio al filo diretto tra sindaco e cittadini

Il presente è futuro, le tecnologie in continua evoluzione e ciò che pare essere nuovo è già out, scalzato da modelli tecnologici di ultimissima generazione.
La comunicazione radiofonica passa dunque attraverso il digitale ma nessuno a Radio Sound dimentica che la radio è espressione della cultura del territorio: "La nostra ascesa negli anni Novanta - commenta Rita Nigrelli - si è concretizzata grazie alla nostra capacità di interpretare le esigenze e le istanze della gente, siamo la radio di riferimento del nostro territorio e questa cosa ci riempie di orgoglio". Musica, intrattenimento, divertimento, giochi, rubriche a tema e informazione sempre più qualificata esaltano le qualità dei conduttori e dei redattori della testata giornalistica di Radio Sound. "Da anni facciamo il possibile per essere sempre sulla notizia, dalla cronaca allo sport - aggiunge Rita - collegandoci con i nostri inviati e ricordo in particolare Giorgio Lambri, giovanissimo cronista radiofonico quando, negli anni Ottanta, partiva da casa con un sacchetto di gettoni, per garantire le radiocronache del Piacenza oppure quando a Treviso allungava 50mila lire a una signora che abitava dinanzi allo stadio, agganciava la presa telefonica al telefono di casa e tra il primo e il secondo tempo gli veniva offerto anche il vin brulé. La nascita del pool radiofonico prima e i cellulari poi hanno semplificato il lavoro dei radiocronisti nel raccontare, ad esempio, l'emozione della prima storica promozione in serie A come fece Andrea Amorini nel 1993 a Cosenza; nel seguire la maratona dell'Unicef o altri importanti eventi che hanno caratterizzato la nostra città, come i grandi concerti allo stadio".
Molti programmi sono nella memoria di tutti noi, Rita ne ricorda alcuni: "Per dieci anni, tra il 1985 e il 1995, io stessa ho condotto un programma rivolto soprattutto alle casalinghe, s'intitolava "Auguri in tavola". Musica e liscio, canzoni, dediche per le signore tra mezzogiorno e le quattordici. C'era chi mi portava in radio le crostate di marmellata fatte in casa. Penso poi a "Camminando per Piacenza", un viaggio nella nostra storia e nella memoria di un tempo lontano, un programma in compagnia degli esperti del nostro dialetto, da don Luigi Bearesi a Sandro Sartori, autentiche icone della piacentinità". Tanti sono i giornalisti che prima di approdare altrove hanno incrociato Radio Sound, in via Beverora, in Largo Erfurt negli anni Ottanta e a La Mola poi: "Oltre a Giorgio Lambri - aggiunge Rita - c'era Pietro Visconti, oggi caporedattore e responsabile delle pagine economiche di "Repubblica". Dinamico e attento ai problemi della gente, conduceva un programma dal titolo "Il sindaco con voi" e ogni settimana l'allora primo cittadino Stefano Pareti veniva in studio per rispondere alle domande dei cittadini".
Gli anni Novanta hanno rappresentato anche l'impegno nell'organizzazione di grandi concerti-live rimasti nella storia della città come il "Battisti Day" che portò in Piazza Cavalli migliaia di persone. Grande attenzione inoltre per le iniziative benefiche organizzate dalle associazioni di volontariato. Con Radiothon abbiamo sostenuto "Progetto Vita" contribuendo alla missione dell'associazione "Il Cuore di Piacenza" per la creazione di una rete di defibrillatori in città e provincia".
Professionalità, impegno e utilizzo delle risorse, ma anche passione e voglia di fare:
"Dicevamo dei giornalisti che hanno transitato da queste parti. Penso a Giovanni Palisto, Nicoletta Marenghi, Alessandra Lucchini, Maurizio Galdi, Marco Villaggi, volti e voci noti nei loro ambiti di competenza".
E come non ricordare Marina Fiordaliso e il suo programma musicale quando faceva parte dell'Allegra Compagnia, oppure Filiberto Putzu, medico e consigliere comunale che ancora oggi conduce un programma musicale sotto mentite spoglie.

Come dire, amici vicini e lontani, che amiamo la radio perché arriva dalla gente.
m. mol.


18/05/2011


pubblicazione: 19/05/2011
aggiornamento: 20/05/2011

Carlo Rossi e Rita Nigrelli 17232
Carlo Rossi e Rita Nigrelli

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