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Putzu: Polledri sindaco? Meglio Paparo o io stesso.

Il leader cittadino del Pdl predica partecipazione

(guro) Una panoramica sull'attuale incarico di coordinatore cittadino del Pdl a cui è stato da poco nominato e uno sguardo sugli scenari politici di domani.
E' il doppio binario su cui si muove Filiberto Putzu in questa fase in cui è impegnato in incontri a ritmo battente per serrare i ranghi del partito i città.

«La chiave di volta è la partecipazione», si dice convinto in un'intervista al settimanale Corriere Padano (in distribuzione gratuita da oggi) in cui riconosce come nel Pdl «adesso non c'è alcuna democrazia nel processo decisionale».

«Nel partito cerco di mettere nomi nuovi», spiega annotando di essere «subordinato agli ex di An perché sono stato proposto da Foti e Trespidi, ma chi sceglie davvero è il coordinatore regionale», l'ex An Filippo Berselli.
«Anche se culturalmente sono di Forza Italia, io sono emanazione degli ex An», osserva Putzu:
«Non è tanto bello perché ho bisogno di un accreditamento a livello nazionale da parte di qualcuno che sia stato in Forza Italia»

Il segretario cittadino del Pdl passa poi a un ragionamento sulle comunali 2012: sprona l'opposizione di centrodestra a «dare di più», a presentarsi alle urne con «un sogno da portare avanti» da contrapporre a un centrosinistra che «questo sogno non ce l'ha».

Ce l'ha Massimo Polledri (Lega) il profilo giusto?
«Nonostante l'autocandidatura, Polledri è perdente a Piacenza perché la città è ancora legata alla Resistenza e la Lega è troppo estrema in alcune sue posizioni», meglio Andrea Paparo (Pdl, ex An), «che è giovane», ritiene Putzu che cita anche se stesso.
Forse per gusto della provocazione.

Libertà del 28/01/2010



ECCO IL TESTO INTEGRALE DELL'INTERVISTA (a firma Massimo Paradiso) COMPARSA SUL CORRIERE PADANO :

Filiberto Putzu, nato a Piacenza il 15 marzo 1954, è medico di base, consigliere comunale in quota Pdl e coordinatore cittadino del partito.
Si laurea nel 1979 in medicina all'Università di Parma e, per pagarsi gli studi, fa il casellante autostradale e il pubblicista per Radio Sound.
E' sposato dal 1985, due figli maschi e un cane bassotto.
E' stato per due volte presidente del Rotary, fondato due anni fa l'associazione culturale "Piacenza che verrà" ed ha digiunato di politica fino al 2002 quando entra nella civica a sostegno di Gianguido Guidotti, Piacenza nostra.
Naufragata la lista- e le elezioni del centrodestra- porta i suoi 300 voti in Forza Italia e viene messo nel direttivo cittadino per volere di Massimo Trespidi e Antonio Agogliati.
Dal gennaio di quest'anno è coordinatore cittadino del Popolo delle libertà.
Dice di sé, riferendosi al nuovo incarico: "Dal punto di vista organizzativo sono una macchina da guerra, li sto massacrando operativamente, travolgendoli di iniziative".


Consigliere Putzu, il Popolo delle libertà viene spesso criticato per la mancanza di una democrazia interna che porta le cariche del partito ad essere emanazione di una o poche persone. Lei che viene dal civismo, ritiene che queste critiche corrispondano al vero?
Adesso non c'è alcuna democrazia nel processo decisionale all'interno del Pdl. Anche prima non c'era, mi dicono. Il vero congresso ci sarà a novembre, adesso c'è solo uno statuto a cui mi devo attenere. Nel partito cerco di mettere nomi nuovi ma vigono norme transitorie: adesso sono subordinato agli ex di Alleanza nazionale perché sono stato proposto da Foti e Trespidi ma chi sceglie davvero è il coordinatore regionale sentiti i suoi omologhi locali. Anche se culturalmente sono di Forza Italia io sono emanazione degli ex An. Non è tanto bello perché ho bisogno di un accreditamento a livello nazionale da parte di qualcuno che sia stato in Fi. Adesso e fino al congresso, chiaramente, l'organizzazione del partito è piramidale e ho scelto insieme a Foti alcune persone del coordinamento cercando di bilanciare le varie anime all'interno del gruppo.

Qual'è, secondo lei, una caratteristica essenziale che il partito deve avere?
La chiave di volta è la partecipazione e durante il primo incontro del direttivo non eravamo in 20 ma in 50. L'obiettivo è ramificare il partito coinvolgendo al massimo le persone. Eros Prandini mi sta dando una grossa mano in questo, creando una banca dati di attivisti e credendo molto nella comunicazione interna. Voglio facce nuove. Sto ristrutturando il partito e lo voglio rivoltare come un calzino.

Dopo due mandati all'opposizione, il centrodestra non sembra ancora capace, a livello comunale, di avanzare proposte credibili. Si sente di condividere questa affermazione?
Le proposte sono l'oggetto del nostro lavorare da lunedì in avanti. Mi trovo con le circoscrizioni lunedì per capire i punti di forza e le criticità. A febbraio arriveranno le nostre proposte programmatiche perché Foti mi ha chiesto di stilare un documento propositivo dal quale emergerà la città che abbiamo in mente.

E lei che città ha in mente?
La città che ho in mente io è una città "allargata", più grossa come forza economica e anche più larga come estensione perché le realtà più grosse di noi ci sorpassano.
Reggi ha chiaramente migliorato "l'appartamento" della città, il contenitore è più bello esteticamente ma Piacenza è la stessa, con gli stessi problemi. L'idea che ho è che devo attrarre due tipologie di nuovi residenti: il centro direzionale i cui dirigenti che arrivano da Milano, Verona, Parma devono accorgersi che qui si vive bene.
E poi bisogna attrarre la residenza medio- alta. Non m'interessa se fanno i pendolari, ma le famiglie devono vivere qua. Enogastronomia e turismo sono sulle vallate. Noi vogliamo concentrarci sulla città, ecco perché mi oppongo alla realizzazione di un ponte decentrato: perché la gente deve passare prima all'interno della città e poi andare in val Trebbia.

Sul fronte economico, invece, ha delle proposte da mettere in campo?
Il commercio in centro langue. Bisogna dare incentivi economici a chi apre un negozio in centro. I negozietti qui in piazza attirano gente perché sono solo qua e non in periferia. Io devo dare benefit a queste persone in cambio dell'obbligatorietà, per alcune tipologie di esercizi, di tenere aperto fino a mezzanotte. Io non ti faccio pagare il plateatico, ti abbasso la pressione fiscale, faccio anche un giornalino da mandare alle famiglie con la tua pubblicità che pago io, ti organizzo eventi a costo mio ma tu mi tieni aperto il negozio di vestiti fino alle 22 e il bar fino a mezzanotte. Non voglio più che mio figlio vada a Lodi o Cremona, deve stare qua. Il centro storico è importante ma non facciamo passare il messaggio che noi del centrodestra curiamo solo il centro e non la periferia, che è importantissima e ha altre valenze che bisogna mettere sul piatto con positività. La città è un mosaico, ripartiamo dai singoli quartieri da mettere a sistema tra loro. Ripensare ai quartieri per creare nuovi quartieri e allargare la città.

Partecipazione, organizzazione, sviluppo della città: non è che si sta scaldando i muscoli per correre da sindaco nel 2012 ?
C'è bisogno di un sogno da portare avanti, un'ambizione, anche a livello di opposizione consiliare, dove non abbiamo fatto granché in questi anni, dovremmo dare di più. Reggi, questo sogno, non ce l'ha, il vicesindaco Cacciatore, se dovesse succedere a Reggi, è troppo pragmatico. Per il prossimo sindaco, dobbiamo trovare qualcuno che ce l'ha, questo sogno.
Nonostante l'autocandidatura, Polledri è perdente a Piacenza, perché la città è ancora legata alla Resistenza e la Lega è troppo estrema in alcune sue posizioni.
Gli altri candidati sindaco potrebbero essere Paparo, che è giovane, o Putzu. Un industriale che si mette a disposizione? La vedo molto difficile, darebbe di matto dopo due giorni.
Corriere Padano del 28 gennaio 2010


pubblicazione: 28/01/2010
aggiornamento: 29/01/2010

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