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Sant'Andrea apostolo



Putzu passa nel gruppo di Forza Italia.

Un bello scossone destinato a mutare almeno in parte gli equilibri all'interno della Casa delle Libertà piacentina.
Lo scontro frontale tra Forza Italia e il Centro Popolare Europeo di Dario Squeri, intorno alla questione della “doppia appartenenza”, continua a suscitare reazioni politiche e inizia a produrre alcuni atti concreti che ridisegnano la fisionomia dello schieramento di centrodestra.
Il primo di questi è l'approdo in Forza Italia del consigliere comunale Filiberto Putzu, finora capogruppo a Palazzo Mercanti per la formazione civica “Piacenza Nostra”, da alcuni mesi associata all'Udc.
La scelta verrà ufficializzata stamattina con una conferenza stampa nella sede degli azzurri: il diretto interessato preferisce non anticipare le ragioni dell'opzione, ammettendo soltanto di «aver preso la decisione sull'onda degli ultimi avvenimenti».
Putzu era stato eletto nel 2002 sotto le insegne della lista civica “Piacenza Nostra-Insieme per Guidotti”, mentre alle provinciali dell'anno scorso aveva accettato la candidatura di un'altra formazione civica, “Oltre i partiti” schierata da Carlo Mazza.
Il passaggio a Forza Italia (che a Palazzo Mercanti passa dunque da 8 a 9 consiglieri) sancisce la sparizione del gruppo “Piacenza Nostra-Udc” che non può sopravvivere con l'unico componente rimasto, Emilio Gorgni.
Quest'ultimo sarà costretto a confluire nel gruppo misto, a fare compagnia a Carlo Mazza e Antonio Levoni.
Presto però potrebbero esserci altre modifiche della geografia dell'emiciclo comunale: dipende da come verrà valutata dai vertici nazionali di Forza Italia la posizione degli azzurri aderenti al Cpe (Carlo Mazzoni e Sandro Ballerini).


LA DICHIARAZIONE DI FILIBERTO PUTZU,
10/02/2005

In questi ultimi tempi ho riflettuto sulla situazione politica nazionale e locale.

A livello nazionale la particolare situazione congiunturale, il forte debito pubblico realizzato da tutti i governi che si sono via via succeduti, l’avvento dell’euro che ha dimezzato il potere d’acquisto hanno creato un clima di incertezza e di pessimismo subito sfruttato dall’opposizione per attaccare il governo in carica guidato dal leader di Forza Italia Silvio Berlusconi.
Da parte della coalizione di centro-sinistra è in atto una strategia dell’accusa a tutto campo e della “contrapposizione estrema”, vale a dire dell’attacco indiscriminato su ogni argomento (purtroppo spesso con molta demagogia, lettura spesso falsata della verità e quasi mai con proposte alternative), con demonizzazione del leader avversario.

Questo “gioco al massacro del nemico” , ha contribuito ad avviare una discussione sull’opportunità di creare un terzo polo centrista e moderato.
Personalmente non ritengo che questa sia il rimedio di cui il paese ha bisogno, essendo l’elettorato moderato già presente e ben rappresentato negli opposti schieramenti già esistenti.
Forza Italia ad esempio non mi sembra un partito di estremisti, ma di moderati…
Inoltre negli Stati Uniti e nei maggiori paesi Europei nessuno ricorre ad un terzo soggetto politico, dividendo il proprio elettorato in 2 soli differenti schieramenti.
Non a caso in Europa si ipotizza la creazione di 2 grandi coalizioni, il Partito Popolare Europeo da una parte ed il Partito Socialista dall’altra.
Quello di cui ha bisogno il paese è lavorare per il risanamento del debito ed il rilancio economico, in linea con quello che è già stato fatto da altri paesi come la Gran Bretagna, per il raggiungimento di una società moderna, produttiva, equa e solidale ma non solo assistenzialista.
Progetto difficile poiché destabilizzante un sistema consolidato e forte che vede 1/3 dei contribuenti italiani denunciare al fisco 15 milioni delle vecchie lire di reddito all’anno, 3 milioni e mezzo di stipendiati nel pubblico impiego, ed un consenso elettorale di molti partiti basato sul clientelismo mano a mano sviluppatosi.
In questo tentativo è impegnato il governo Berlusconi.

A Piacenza la situazione politica vede molte assonanze con quella nazionale.
In una realtà come quella della nostra città dove ci si conosce un po’ tutti e dove gli obiettivi di governo dovrebbero essere secondo logica quelli di avvantaggiare i piacentini sul piano dei servizi, delle minori tasse, della vivibilità e dello sviluppo economico della città, la contrapposizione tra i 2 schieramenti ha raggiunto livelli intollerabili in conseguenza della chiusura completa al dialogo dell’amministrazione guidata da Roberto Reggi.
Non è possibile alcun tentativo di convergenza e collaborazione sui progetti a favore della città.
L’atteggiamento di chi governa non consente dialogo e proposizione.
Lo stile di chi governa la città è personalistico e presuntuoso, non sempre limpido e con scarso spirito di servizio, variamente connotato da tratti talora catto-comunisti e talora talvolta goffamente radical-chic.
Si assiste inoltre ad una pericolosa flessione anche a livello istituzionale da parte dei cosiddetti “ruoli di garanzia” del Comune di Piacenza (direttore generale, segretario generale e presidente del consiglio) che sembrano talora essere travolti e coinvolti dallo “stile Reggi”.
Risulta inoltre pressoché impossibile portare avanti legittime istanze, anche da parte della cosiddetta “società civile”.
I cittadini coagulati in gruppi di opinione e le categorie economiche hanno obiettivi complementari a quelli dei partiti, con l’unico scopo di apportare miglioramenti alla città.
In questo senso sono nate a Piacenza le liste civiche Piacenza Nostra e Oltre i partiti.

Le ultime elezioni comunali e quelle piu’ recenti provinciali hanno confermato che la realtà piacentina è divisa esattamente in 2, con leggera predominanza a tutt’oggi per il centro-sinistra.
Proprio questa dicotomia imporrebbe una ricerca del dialogo e del consenso il piu’ ampiamente espresso.

Da pochi mesi si è proposto sulla scena politica piacentina il Centro Popolare Europeo.
L’ ispiratore è l’ex presidente della Provincia Dario Squeri : di matrice DC, dopo aver partecipato a pieno titolo alla Margherita di Rutelli, ed aver governato per 9 anni la Provincia di Piacenza con la coalizione dell’Ulivo, ha recentemente dichiarato dubbi sulle sue scelte precedenti ed elaborato un “movimento” che dovrebbe rientrare nell’orbita della Casa delle Libertà o comunque confluire nel futuro Partito popolare Europeo.
I reali obiettivi di questo gruppo politico, al di là delle dichiarazioni ufficiali e della stima che nutro nei confronti di molti degli aderenti al Cpe, non mi risultano esattamente chiari.

Per molti, ed anche per me, è arrivato il momento delle decisioni, delle scelte di campo, del coraggio, della chiarezza, della coerenza.
E’ necessario anche ribadire il proprio impegno.

Per questo motivo con ampio anticipo rispetto alle prossime consultazioni elettorali Regionali del 2005, Nazionali del 2006 ed amministrative Comunali del 2007 ho deciso di aderire al partito di maggioranza italiano e di Governo, Forza Italia.
Si tratta di una decisione convinta, e forse anche un pò coraggiosa considerato il clima di questo particolare momento a livello nazionale e locale.

Ringrazio in particolare il sen.Agogliati, il segretario Maschi, il capogruppo in consiglio comunale Trespidi e Andrea Pollastri che in tempi differenti e non sospetti mi hanno proposto l’adesione a Forza Italia.
Ho raggiunto ora questa decisione, e prometto un forte impegno politico proseguendo sulla strada già tracciata in questi 2 anni e ½ di attività in Consiglio Comunale.
Ai mie precedenti elettori, sostenitori e amici che hanno creduto nella persona ed a quelli di Forza Italia che spero mi gratificheranno del loro consenso, prometto un’azione politica caratterizzata da impegno, decisione, coerenza, correttezza, a favore della città di Piacenza .
Grazie.
Filiberto Putzu


pubblicazione: 10/02/2005
aggiornamento: 21/04/2005

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