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Psc, "tetto" di 5 mila alloggi

Nei prossimi quindic anni

Il messaggio lanciato dall'assessore Silvio Bisotti (Rigenerazione Urbana) sul Piano strutturale comunale, più semplicemente "Psc" è presto tetto: «Vogliamo una città equilibrata e moderna».

I dettagli di questa proiezione si conosceranno meglio domani, quando a Palazzo Mercanti inizierà il lungo dibattito dedicato al documento fra le forze politiche che siedono in consiglio comunale.
E sarà Bisotti a introdurre il Psc.
Per allenarlo alla critica, gli abbiamo posto alcune domande spinose.

Ci sono ancora 860 alloggi che si possono costruire a Piacenza in base al vecchio piano regolatore e si parla di 4 mila appartamenti invenduti. Nuove espansioni abitative sono realistiche in questo quadro?
«Le ipotesi di dimensionamento del Psc per i prossimi 15-20 anni mette un limite di 5 mila nuovi alloggi. C'è chi dice, penso a critiche di M5S, che questo dato sia esorbitante. Ma noi diciamo che si tratta di un pre-giudizio, la previsione nel Psc non è matematica è solo un esercizio teorico perché lo sviluppo effettivo lo decideranno di volta in volta i Poc, i Piani operativi comunali, misurandolo alle esigenze. Nessuno dice che quello sviluppo quantitativo avverrà e che si realizzerà in quella misura».
Residenza a parte, c'è chi sostiene che nel Psc come si è andato costruendo in questi anni, manchi un'idea di città.
«Questo strumento non va confuso con il vecchio piano regolatore, qui diamo linee di indirizzo dopo aver valutato le peculiarità di questo territorio, le sue vocazioni antiche e attuali che hanno condizionato la storia della città da un punto di vista urbanistico, edilizio, sociale, le caserme e conventi, le chiese, i grandi spazi mai adeguatamente recuperati, la strategicità di Piacenza come snodo geografico e ferroviario.
Il Psc esprime tutte le potenzialità del territorio.
Vogliamo recuperare questa orginalità, non diventare una succursale di Milano, né un polo produttivo per il manifatturiero a tutto campo, dobbiamo mantenere una nostra originalità che si gioca sulla qualità dell'edificato e su quanto il territorio può offrire».
Vale ancora il tema di mettere un freno al consumo di suolo?
«Sì, i grandi poli di potenziale sviluppo sono le aree militari e demaniali, ciò per evitare anche di occupare nuovo suolo in particolare agricolo. Con il Psc mettiamo dei paletti rispetto a quanto non deve avvenire in questa città».
Cosa non deve avvenire?
«Tutto quello che è avvenuto negli ultimi trenta o quarant'anni, uno sviluppo irrazionale, sia urbanistico che edilizio, di residenzialità, immobili vuoti, appartamenti vuoti in numero più consistente».
Patrizia Soffientini
Libertà09/03/2014


Aree ad imprese di alto valore. Bastione Borghetto al Comune

Restiamo sul Piano strutturale, ma cambiamo direzione al nostro cannocchiale.
Sul fronte produttivo le maglie del Psc sono piuttosto strette e la conferma arriva dalle parole di Bisotti.
Come guardate all'eventuale domanda di nuovi insediamenti destinati alle imprese?
«Diciamo che esiste una potenzialità di sviluppo produttivo che vorremmo gestire con il contagocce e che promana dal Ptcp provinciale. Il polo individuato è tra Le Mose e Roncaglia, però sarà utilizzabile solo a condizione di un altissimo livello qualitativo degli insediamenti, cioè non ancora della logistica o del produttivo di basso livello. Se venisse un grande marchio che porta ricerca e innovazione, qualità, posti di lavoro allora si può considerare di mettere a disposizione le aree. Oppure si possono recuperare edifici dismessi, dove ci sono capannoni vuoti, tutto il resto lo dobbiamo giocare nel riqualificare, rigenerare, riusando la città così com'è.
La filosofia di fondo del Psc sul "non consumo di suolo" non dice nulla di nuovo, a Bologna si decide circa la legge regionale che promana dalla direttiva di Lisbona, vale a dire che entro il 2050 si deve arrivare in Europa al consumo zero di suolo. Certo, oggi c'è il tema dei diritti acquisiti».
Aree militari. Il Comune non ha voluto sbilanciarsi troppo nell'indicare funzioni. C'è chi parla di poco coraggio.
«Non è così. Abbiamo dettato tre priorità, l'acquisizione della ex Pertite da destinare a verde pubblico, il complesso della Caserma Nicolai da destinare a finalità pubbliche e di servizio alla città, il Vallo farnesiano e l'Ospedale Militare che forse sarà dato in uso alla Croce Rossa.
Il Vallo potrebbe arrivare per primo. Le aree sono la grande occasione in tema di rigenerazione urbana ed edilizia, equivalgono al 4,5 per cento della superficie urbanizzata del Comune».
L'acquisizione di beni demaniali è sempre in stallo?
«C'è l'obiettivo di portare a casa entro un anno la proprietà di Bastione Borghetto a costo zero. Poi va reso agibile, vanno messi a posto gli impianti, il sistema elettrico, occorre mezzo milione di euro. Quindi si potrà darlo in gestione, prima il Demanio lo cedeva a pagamento o in affitto, ma questa situazione si è smontata».


In centro solo negozi di vicinato, in altre zone esercizi da 1.500 mq

Nel Rue, il regolamento urbanistico e edilizio, si avvertono alcune novità in materia di commercio.
«Abbiamo fatta nostra una normativa nazionale e regionale che va nell'ottica della liberalizzazione delle possibilità di insediamento - puntualizza l'assessore Silvio Bisotti - ma da noi applicata in termini molto equilibrati e prudenziali».
In buona sostanza è stato tutelato il centro storico.
In centro e nelle zone residenziali consolidate sono ammessi solo esercizi con una superficie non superiore a 250 metri quadrati, possono invece rimanere i negozi con superficie superiore ma già consolidati.
«E' anche una tutela delle botteghe storiche» chiarisce Bisotti.
Invece nei tessuti produttivi polifunzionali (con artigianato, residenza etc.) è consentito l'insediamento di piccole-medie strutture comprese tra i 251 e i 1.500 metri quadrati.
«Qui si potranno accorpare fino a 1.500 metri esercizi commerciali che fino ad ora erano solo a 400, ma tale accorpamento richiede che si possa usare solo il 50 per cento del lotto, se non si ha un lotto molto ampio l'accorpamento non è fattibile».
Si potrà mettere del commerciale anche in capannoni vuoti di aree produttive («Sotto l'attenta regia dell'amministrazione»).



pubblicazione: 09/03/2014
aggiornamento: 14/03/2014

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