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Psc, la Piacenza del futuro rinasce dal centro storico

«Sostenibilità ma anche capacità di generare sviluppo»

Il percorso partecipato sul Piano Strutturale del Comune di Piacenza, che detta le linee urbanistiche dei prossimi decenni, è iniziato.
I primi contributi sono già arrivati, tuttavia per moltissimi non è ancora chiara la struttura di questo strumento.

Abbiamo chiesto all'assessore Silvio Bisotti (Pianificazione, Rigenerazione Urbana) quali sono i punti chiave del Psc.
«Il Psc - spiega l'assessore Bisotti - si fonda su alcuni punti chiave che costituiscono, nell'ottica della pianificazione urbana, i pilastri su cui si costruirà il volto futuro di Piacenza».
Innanzitutto, esclude che vi siano ulteriori ampliamenti della città - anche in termini di espansione residenziale - oltre il perimetro della Tangenziale, ponendo un freno al consumo di terreno agricolo.
«Un obiettivo - rimarca l'assessore - che si intreccia con la valorizzazione del sistema dei parchi e delle aree di interesse naturalistico, nonché alla promozione di uno sviluppo sostenibile ed equilibrato, da conseguire sia favorendo l'uso delle fonti rinnovabili, sia incentivando misure finalizzate al risparmio energetico e alla bio-architettura».

Il Piano Strutturale Comunale rilancia come priorità la tutela e la valorizzazione del centro storico, sottolineando come sia necessario assicurare la permanenza, nel cuore della città, delle funzioni e dei servizi.
Nel contempo si indicano la via Francigena e il Parco delle Mura come elementi su cui puntare.

Inevitabilmente, la trasformazione passerà anche attraverso il recupero delle aree militari dismesse e la valorizzazione degli immobili di proprietà demaniale trasferibili nella disponibilità di Palazzo Mercanti o da immettere sul mercato.
«Due punti nodali del Psc - commenta Silvio Bisotti - accanto ai quali viene inserito il tema più vasto e generale della riqualificazione delle aree urbane, con particolare riferimento alla zona della stazione ferroviaria, al lungo Po e al patrimonio edilizio che si può definire più obsoleto».

Se la sostenibilità appare un fattore imprescindibile nel processo di rigenerazione della città, altrettanta considerazione viene data al territorio come motore di sviluppo, a partire dalla posizione geografica strategica di Piacenza: sia per la collocazione lungo il corso del fiume Po sia come snodo di quell'asse viabilistico e ferroviario che, da Lisbona a Kiev, l'Unione Europea ha denominato "Corridoio 5".

Sulla stessa linea, il Psc evidenzia l'importanza di un potenziamento del nostro sistema ferroviario, sia come infrastruttura che sotto il profilo logistico.

La concezione dell'urbanistica come strumento principe per garantire e migliorare la qualità della vita, emerge anche dal dichiarato intento di favorire la coesione sociale, sia attraverso la promozione delle politiche per la casa, sia incentivando la creazione di spazi di relazione.

«Il Psc - commenta Bisotti - concilia la competitività del territorio con l'attenzione all'ecosistema. Il tema dello stop al consumo di suolo non rappresenta certo una novità e non è appannaggio esclusivo del Piano, ma è oggetto di un ben più vasto dibattito. Siamo consapevoli - aggiunge l'assessore - che a ciò deve affiancarsi un'opera concreta di riuso, recupero e rigenerazione urbana».

da LIBERTA' del 24/06/2013


Si sono svolti già diversi confronti e si possono presentare alcuni esiti sulle bozze di Psc e Rue, il regolamento unico in materia edilizia.
«Il Psc dev'essere un documento condiviso, che i piacentini hanno diritto di conoscere e sul quale devono poter esprimere le proprie valutazioni, anche se la materia risulta oggettivamente complessa»: l'assessore Bisotti è categorico, nel presentare il percorso partecipato partito il mese scorso, ribadendo che «sia il Piano Strutturale, sia il Rue sono ancora in bozza e, pertanto, passibili di modifiche proprio a partire da quanto emerso nel confronto avviato».
Diversi i punti focali su cui si è sviluppato il dibattito, per ciascuno dei quali l'assessore alla Pianificazione Urbana segnala i dati più rilevanti.

Incentivi
«Il Psc prevede all'interno dei suoi strumenti operativi - Rue e Poc - forme di premialità riferita agli interventi di riqualificazione che garantiscano il rispetto di determinati requisiti energetici e ambientali: dagli aumenti volumetrici per legge (pensabili ad esempio con lo sviluppo "in verticale", purchè correlati ad aree libere e alberate in prossimità dell'edificio), agli sgravi sugli oneri di urbanizzazione».

Rigenerazione urbana
«Piacenza conta circa un milione di mq di aree militari potenzialmente dismissibili, ovviamente a titolo oneroso, ma ancora di proprietà e in uso al Ministero della Difesa. Particolare interesse ha suscitato l'ipotesi di insediare nuovi servizi nella Caserma Nicolai, ma più in generale è stato osservato come, in questo processo di acquisizione di nuovi spazi, l'aspetto occupazionale debba restare prevalente. Si é discusso ancora della Pertite e della sua naturale destinazione a verde pubblico. Destinazione peraltro evidenziata anche per l'attuale area verde all'interno dell'Arsenale, in quanto più centrale e fruibile rispetto alla stessa Pertite. Il Psc, in sintesi, individua alcune soluzioni, ma il Comune potrà fare una valutazione complessiva una volta acquisiti i Piani di razionalizzazione ministeriali, dando comunque la priorità alla destinazione a verde pubblico della Pertite e alla Caserma Nicolai come sede di servizi ai cittadini».

Case
«Con riferimento all'edilizia abitativa - aggiunge l'assessore Bisotti - teniamo presente l'obiettivo di immettere sul mercato alloggi di taglia più piccola, adeguati alle dimensioni ridotte del nucleo familiare medio».

Rete ecologica
«Le aree verdi pubbliche e private, i viali alberati e gli orti urbani hanno una fondamentale funzione di compensazione ambientale. Il Psc prevede azioni di tutela dei corridoi fluviali e la destinazione di aree a terreno boschivo, mediante nuove piantumazioni. Dovremo comunque uniformarci, per questi aspetti, alle linee guida appena licenziate dalla Provincia».

Edilizia residenziale sociale
«Il Psc prevede l'obbligo di realizzare una quota di questa tipologia nei nuovi insediamenti. Inoltre avanza la proposta di convertire parte del patrimonio invenduto a edilizia residenziale sociale, rendendo necessario un confronto con i costruttori e con Acer. Si vuol anche promuovere una reale inclusione sociale».

Effettive esigenze abitative
«Alcuni partecipanti hanno espresso dubbi sull'effettiva necessità dei circa 5000 nuovi alloggi previsti nei prossimi 15-20 anni, cui se ne aggiungono ben 7000 ad oggi non occupati.
In realtà il numero degli alloggi liberi e immediatamente "occupabili" è stimato in circa 4.500.
Il Psc contiene alcune valutazioni di merito, demandando tuttavia al Poc, come strumento negoziale tra Comune e privati, l'effettiva attuazione. In ogni caso, occorre considerare che la popolazione di Piacenza sulla base dell'andamento pregresso avrà un incremento».

Fronte produttivo a Roncaglia
«Sul fronte produttivo - sottolinea Bisotti - è importante la previsione di un Polo di sviluppo territoriale di tipo produttivo tra Borghetto e Roncaglia: l'eventuale sua attuazione sarà rigorosamente legata all'effettiva richiesta di insediamenti con particolare valenza qualitativa e occupazionale e dovrà avere caratteristiche di area produttiva ecologicamente attrezzata, a nostro parere un innovativo esempio di eccellenza che consente economie di scala e condivisione di servizi».

Le infrastrutture
«In questo momento la viabilità locale non è messa in discussione dal Psc. Progetti come il passante a Nord-Ovest sono esterni al territorio e rientrano nel contesto delle città-snodo, sulla base di uno studio finanziato dal Ministero delle Infrastrutture.
Per quanto riguarda, invece, l'importanza di un collegamento veloce con Milano, l'Amministrazione non può che confermare il proprio impegno nel portare avanti il dialogo con gli altri soggetti competenti».

Le aree verdi
«I 16 mq di verde attrezzato di quartiere, per ogni abitante, previsti dalla vecchia legge regionale 47/48, sono rispettati: a Piacenza ne abbiamo 18 pro capite, calcolando solo gli spazi pienamente accessibili e fruibili».

Commercio
«E' stata apprezzata l'idea di una liberalizzazione che abolisca, ad esempio, la distinzione tra alimentare e non alimentare. Più controversa è stata giudicata la proposta di consentire l'insediamento di attività commerciali fino a 1500 mq, laddove la norma in vigore ammette un massimo di 400 mq.
Si tratta, in conformità alle direttive regionali recepite dal Ptcp, di una nuova classificazione, che prevede esclusivamente due tipologie di esercizi: medio-piccoli da 251 a 1500 mq, medio-grandi da 1501 a 2500 mq.
In merito al divieto di insediare nuove strutture medio-piccole di vendita in centro storico, dove il limite è confermato solo agli esercizi di vicinato (fino a 250mq) e alle botteghe storiche, si è osservato che ciò potrebbe disincentivare l'interesse di grandi catene che, come avvenuto in altre città, hanno contribuito alla rivitalizzazione.
Il Comune di Piacenza potrà considerare proposte di variante per l'insediamento di medie strutture di vendita, non in centro storico, purchè si dimostri la compatibilità con la viabilità».

Distributori di carburante
«Si è auspicato che in futuro vengano autorizzati con adeguata attenzione, soprattutto per il loro impatto visivo. Secondo le indicazioni regionali, l'insediamento di nuovi distributori potrà avvenire esclusivamente con preventiva programmazione, demandata al Poc».


da Libertà del 24/06/2013


pubblicazione: 24/06/2013
aggiornamento: 02/04/2014

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