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Profughi a Piacenza, sistema d'accoglienza in crisi

Un confronto tra prefetto e sindaci del territorio per discutere, ancora una volta, della gestione dei profughi nel Piacentino.
Un’emergenza che ormai dura da anni, ma che sta vivendo negli ultimi mesi una china pericolosa, dato che i pagamenti delle strutture da parte dello Stato stanno riscontrando rallentamenti e mancanze, oltre al fatto che alcuni comuni dicono di ospitare numeri esagerati di richiedenti asilo.

Al momento sono 930 i profughi presenti in provincia.
Un numero che è destinato ad aumentare nelle prossime settimane
, con l'arrivo di nuovi migranti su tutto il territorio nazionale.


All’incontro di questa mattina in Provincia con il prefetto Anna Palombi erano presenti una trentina di sindaci e rappresentanti dei 48 comuni del territorio, oltre al presidente dell’ente di via Garibaldi Francesco Rolleri.
Palombi ha chiesto ai sindaci di dare una mano: sarebbero in arrivo nel Piacentino altri trenta profughi nelle prossime ore e attualmente non c’è la possibilità di ospitarli tutti, quando ancora sedici comuni non ospitano nemmeno un richiedente asilo.

Il prefetto Anna Palombi ha chiesto ancora una volta una ripartizione maggiormente distribuita su tutti i comuni: a partire dal capoluogo ci sono diversi centri che ospitano quantità importanti, rispetto a paesi a oggi non ancora toccati dal sistema di accoglienza.

Il prefetto ha descritto la situazione con queste parole:
"Volevo scusarmi con i sindaci a cui ho imposto la presenza di profughi, ma mi sono trovata in difficoltà. Abbiamo fatto tre bandi con diverse dimostrazioni di interesse da parte delle associazioni.
Ho potuto avvisare solo un giorno prima o due giorni prima dell'arrivo di queste persone, perché effettivamente c'è avversione alla presenza di queste persone, ma io purtroppo io sono obbligata ad andare a prendere questi profughi a Bologna.
E se non lo faccio, li mandano direttamente sul territorio. Adesso abbiamo bisogno di 30 posti, e non sappiamo dove metterli. E lo stesso sarà la prossima settimana, sulla base il numero di sbarchi in questi giorni.Ci sono Comuni che hanno un numero di profughi ben maggiore rispetto alla ripartizione prevista, e altri molti meno.
Io mi auguro che sia possibile trovare una soluzione, senza adottarne di estreme. Fino ad adesso non ho dovuto ricorrere a misure estreme. Al momento il numero maggiore di persone ospitate e nel capoluogo, in strutture che non sempre garantiscono una accoglienza integrata.
Ricordo che questa accoglienza ha un termine: molti, non appena ottengono il diritto di asilo, si trasferiscono in altri Paesi: Francia, Inghilterra ecc... Se noi accogliamo queste persone, secondo i parametri previsto in base alla popolazione dei residenti, riusciamo a far fronte alla situazione senza problemi. Basta avere a disposizione ostelli, appartamenti sfitti, la gestione sarà poi affidata a cooperative e associazioni che si occuperanno della gestione.
Adesso come adesso, io sono obbligata a inviare i profughi dove c'è la disponibilità dei gestori. Quindi è vero che Corte Brugnatella dovrebbe ospitare 2 profughi, e invece ne ha 25, e lo stesso è a Coli, Borgonovo invece dovrebbe ospitarne 25 e non 14, come accade adesso. Se io ne avessi avuto la disponibilità, avrei deciso diversamente. Non voglio di certo obbligare un Comune ad ospitare un profugo in più rispetto ad altri, ma se c'è collaborazione, c'è ripartizione. Altrimenti sarò obbligata a prevedere tende per l'accoglienza".

Durante il vertice alcuni sindaci di centrodestra – come Tagliaferri (San Giorgio), Tanzi (Sarmato), Battaglia (Caorso) – hanno espresso perplessità.


Gli amministratori di Forza Italia: «Siamo eletti per tutelare la comunità, non per far fronte all’incapacità del Governo di gestire i flussi»

«Preoccupante – sostiene a margine dell’incontro il segretario provinciale di Forza Italia Jonathan Papamarenghi, sindaco di Lugagnano - il quadro delineato durante la riunione convocata dal Presidente Rolleri e dal Prefetto di Piacenza secondo il quale siamo di fronte a nuovi arrivi da scaricare ancora sulle spalle di un territorio piacentino già fortemente segnato.
Gli amministratori di Forza Italia, lo ribadiamo, sono contrari a questo sistema di finta accoglienza in cui i nostri paesi devono pagare l'incapacità del Governo nella gestione dei flussi migratori. Riteniamo perciò assurda la proposta avanzata oggi dal Vicepresidente Calza che vorrebbe sottoscrivere un documento in cui invitare le istituzioni nazionali a prevedere l'obligatorietà di qualche piccola mansione lavorativa per i nuovi profughi: la rivolga al suo Partito, quello Democratico che ha creato questa situazione insostenibile, tale proposta siccome noi amministratori di Forza Italia siamo convinti che la nostra Provincia ed i Piacentini abbiano già dato fin troppo. Non firmeremo nessun documento in cui diamo aperture a nuovi arrivi in cambio di inutili contentini. Dimostri piuttosto un minimo di serietà chi gestisce questa vergognosa invasione, che privilegia solo il sistema delle cooperative, iniziando a far lavorare -gratuitamente e non con gli altri costi a carico della comunità dichiarati- chi è già in Italia a spese dei contribuenti.
Significativa è stata anche l'assenza, strategica, dell'amministrazione Dosi: perché non c'erano a sposare la scandalosa proposta del compagno di partito e collega nell'amministrazione provinciale Patrizia calza? I Piacentini hanno dimostrato, anche al referendum costituzionale, che col gioco delle tre carte il PD non convince più nessuno. Ormai quindi l'unico ragionamento che possiamo e vogliamo fare con la gestione buonista a parole e speculativa nei fatti del Partito Democratico, che fino ad oggi ha governato, sarà la ferma opposizione: Piacenza ed i piacentini hanno già dato e si opporranno ad ogni nuova iniziativa antidemocraticamente calata dall'alto. I sindaci e gli amministratori di Forza Italia sono stati eletti dai loro concittadini per tutelare le proprie comunità e non per prendersi carico dei problemi migratori malgestiti dal Governo».

estrattoda www.piacenzasera.it e www.ilpiacenza.it


pubblicazione: 07/12/2016
aggiornamento: 28/06/2017

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