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Polo militare, schiarita da Roma.

Martino assicura: niente tagli, ma investimenti e sviluppo

Garanzie occupazionali e di sviluppo, interesse per l'ipotesi di spostamento, individuazione di un interlocutore di riferimento tra le alte sfere dell'Esercito.
Incoraggianti le risposte arrivate ieri dal ministro della Difesa Antonio Martino.
A Roma ha ricevuto (insieme al suo capo di gabinetto, generale La Rosa) una delegazione piacentina che gli ha sottoposto i nodi del polo militare relativi al futuro occupazionale e produttivo, quelli che stanno sul tavolo locale di concertazione a cui siedono sindacati, istituzioni e politici.
Martino ha rasserenato un quadro che negli ultimi tempi al tavolo si era fatto piuttosto fosco, ha «sgombrato definitivamente il campo dalle previsioni funeste per il Polo di Mantenimento che con periodica frequenza vengono diffuse», per usare le parole dell'onorevole Tommaso Foti, presente all'incontro insieme con il sindaco Roberto Reggi, accompagnato dall'assessore al demanio Francesco Cacciatore e dal direttore generale Massimo Gambardella.
C'era anche il presidente della Banca di Piacenza Corrado Sforza Fogliani, «la cui autorevole intermediazione», osserva una nota del Comune, «ha favorito la possibilità di ottenere in tempi rapidi l'incontro» al ministero.
Accorpamenti e investimenti.
Da Martino, dunque, «risposte positive circa il mantenimento degli attuali livelli occupazionali», si fa presente nel comunicato di palazzo Mercanti: è stata indicata «la necessità di un accorpamento organizzativo» tra il Polo di Mantenimento Pesante Nord (ex Arsenale), lo stabilimento Macra e il Laboratorio del Genio Pontieri, «con forti investimenti in ambito tecnologico e prospettive concrete di sviluppo dal punto di vista industriale».
Dal centro storico a Le Mose
E se ciò significasse dare vita a un'«aggregazione di comparti in un'area esterna rispetto al centro storico cittadino, individuando la collocazione più idonea nella zona del polo logistico piacentino (Le Mose, ndr), dotato delle necessarie infrastrutture informatiche e ferroviarie», beh non sarebbe male.
Il Comune ci punta da tempo, e ora riferisce dell'«interesse del ministro per tale opportunità», anche se Foti in un suo comunicato fa notare come l'incontro abbia «confermato la competenza dello Stato Maggiore dell'Esercito a decidere in proposito».
Un interlocutore all'esercito.
Ma il principale risultato operativo della riunione di ieri è stata l'individuazione di un pezzo grosso della difesa, il generale Giorgio Ruggeri, Ispettore logistico dell'Esercito, come «interlocutore di riferimento per il tavolo di concertazione piacentino».
Già ieri il sindaco e gli altri hanno potuto incontrare Ruggeri insieme al generale di Corpo d'armata Palleschi, «entrambi sono stati invitati a una delle prossime riunioni» del tavolo sul polo militare, «previa la disamina, da parte loro, dei documenti relativi alle aree in questione, per formulare risposte operative riguardanti la futura delocalizzazione degli stabilimenti».
Nessun taglio in organico.
«Piena soddisfazione» da parte di Reggi per le «positive garanzie per il futuro degli stabilimenti militari piacentini e, soprattutto, per i lavoratori del settore» emerse dalla trasferta romana. «Incontro utile e produttivo», l'ha definito a sua volta Foti: Martino «ha confermato che non vi è alcuna ipotesi di ridimensionamento o riduzione del personale in servizio».
Boiardi assente, Foti polemico.
In un'intervista Foti ha anche polemizzato che l'assenza a Roma del presidente della Provincia Gian Luigi Boiardi nonostante lunedì scorso in consiglio avesse dato notizia della sua partecipazione.
Ma la cosa ha una giustificazione, hanno spiegato da via Garibaldi: «Si pensava di essere convocati all'incontro soprattutto perché si sarebbe parlato di polo della protezione civile, ma si è trattato di un equivoco e l'invito alla Provincia non è arrivato».


pubblicazione: 07/10/2005
aggiornamento: 08/10/2005

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