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lunedì
6
luglio
2020
Santa Maria Goretti



Piacenza : il rimpasto senza ingredienti.

Reggi al veleno. Le risposte dell'opposizione.

Dopo la burrascosa seduta di venerdì, parla il sindaco:
«Opposizione antidemocratica».
Lo sfogo di Reggi: vogliono sabotare il consiglio.


«Impedire l'ingresso nell'assemblea di Palazzo Mercanti dei consiglieri chiamati a subentrare a quelli dimissionari è un comportamento antidemocratico, che mira a precludere il ritorno del nostro massimo organo istituzionale nel pieno delle sue funzioni.
E' questa l'azione che sta conducendo l'opposizione, e i piacentini devono saperlo, al di là di tutti i messaggi fuorvianti lanciati dalle file del centrodestra».
E' uno sfogo politico quello del sindaco Roberto Reggi, all'indomani della seduta del consiglio comunale che ha visto andare in scena la “guerra delle surroghe”.
Venerdì la minoranza aveva deciso di salire sull'Aventino, preannunciando la battaglia legale contro la procedura adottata dal centrosinistra per sostituire i tre consiglieri divenuti assessori, più il dimissionario Giacomo Vaciago, e far riprendere in aula i lavori sospesi lunedì scorso.
Ora a passare all'attacco è il primo cittadino, che accusa la Casa delle Libertà di ricercare lo scontro per ostacolare l'attività amministrativa della giunta, e soprattutto di mettere in discussione i fondamenti della democrazia.
«La sostanza di quanto sta accadendo - sottolinea Reggi - è molto semplice: i consiglieri dell'opposizione non vogliono accettare che quattro loro colleghi possano legittimamente prendere posto negli scranni a loro assegnati dagli elettori. E' un atteggiamento che in qualsiasi altro comune nessuno si sognerebbe di utilizzare; mettendosi di traverso vengono meno al preciso dovere di essere garanti del funzionamento dell'assemblea».
«Quelle viste - rincara il sindaco - non sono altro che manfrine antidemocratiche, perché se gli esponenti del centrodestra avessero voluto realmente far cadere l'amministrazione, venerdì disponevano di un'occasione unica: dimettersi in blocco entro le 16 e 59, prima dell'inizio della seduta consiliare. Non lo hanno fatto, dimostrando di tenere alla sedia che occupano molto di più del sottoscritto: i loro elettori lo devono sapere».
Reggi sostiene pertanto che le volontà bellicose manifestate dal centrodestra, anche sul piano giudiziario con l'annunciato ricorso al Tar, abbiano l'obiettivo di intralciare l'azione di governo.
«I loro atti - afferma - non fanno altro che acuire all'estremo la conflittualità fra maggioranza e opposizione, per rallentare il lavoro amministrativo.
Attaccandosi a regolamenti e statuti, hanno ripudiato il loro dovere istituzionale di consentire l'esercizio dell'attività comunale e la democrazia: le conseguenze rischiano di essere un danno per tutta la città, a partire dal ritardo nell'applicazione delle delibere, comprese quelle indispensabili».
«Il secondo tentativo in corso - aggiunge il sindaco - è quello di mettere in ombra la brillante operazione politica del rimpasto, che ha risaldato il nostro programma e la coalizione, mantenendo al contempo immutato a 10 il numero degli assessori: voglio ricordare che il rimpasto effettuato dalla giunta precedente, per mettere d'accordo tutto il centrodestra, portò da 10 a 14 i componenti dell'esecutivo, con un impatto notevole sulle casse comunali».
Sui possibili sviluppi legali della vicenda, il sindaco si dice tranquillo.
«Sono sereno e qualora fosse intentato un ricorso - spiega - mi rimetterò alle decisioni del tribunale: nel caso avessi torto, non avrò alcun problema ad andarmene e a tornare al mio lavoro».
Una battuta da Reggi viene riservata anche ad Antonio Levoni, che venerdì ha fatto mancare il suo voto alla maggioranza.
«Gli parlerò - conclude - come parlo con tutti, ma sarà lui a dovermi fornire dei chiarimenti per la sua assenza».


Le repliche dell'opposizione.
«Il Viminale ci ha dato ragione».


Dopo le parole, i fatti.
L'opposizione affila le armi e si prepara a dare seguito ai propositi di battaglia legale annunciati venerdì scorso, una volta disertata la seduta contestata del consiglio comunale.
«Faremo il ricorso al Tar - afferma il capogruppo di Forza Italia Massimo Trespidi - perché i pareri forniti dal ministero degli Interni ci fanno ritenere illegittima la riunione dell'assemblea di Palazzo Mercanti.
Con l'aggravante verificatasi proprio nel corso dei lavori, costituita dalla surroga dei consiglieri dimissionari non conforme alle norme statutarie».
«Di fatto - fa notare l'esponente azzurro - i nuovi entranti si sono “autosurrogati” e a dar sostegno alla validità di questa prassi è stato portato il precedente della prima seduta di questo consiglio comunale nell'estate del 2002 da me presieduta.
Ma in quell'occasione si era trattato di insediamento di nuovi consiglieri e non di sostituzione, per le quali il nostro regolamento prevede pratiche distinte».
La minoranza si confronterà a partire da domani per mettere a punto la forma del ricorso e modalità di presentazione.
«Di certo dovremo leggere attentamente - afferma Carlo Mazza (Gruppo misto) - i pareri del segretario generale letti in aula, con tutta la documentazione necessaria ci affideremo a un avvocato, scelto molto probabilmente fuori città».
Quanto al consiglio comunale, la prossima convocazione sarà stabilita domani dalla conferenza dei capigruppo: il centrodestra non ha ancora deciso quale strategia adottare.
«Sia chiaro - afferma Trespidi - che se la seduta di venerdì sarà giudicata illegittima, lo saranno anche tutte quelle successive: pertanto ogni delibera votata sarà sub iudice, e dal punto di vista patrimoniale, dovranno risponderne in solido i consiglieri che hanno concorso all'approvazione».
Dal canto suo l'onorevole Tommaso Foti (Alleanza Nazionale) addebita al centrosinistra l'incapacità di governare la città, e risponde alla presa di posizione di Sandro Miglioli (Piacentini con Reggi) sull'eventualità paradossale di bloccare la surroga dello stesso Foti, in vista del suo annunciato abbandono del consiglio comunale.
«Eccezziunale veramente - afferma - tale considerazione, perché porterebbe a bloccare il funzionamento dell'assemblea, come stabilisce dallo statuto».
Infine secondo Filiberto Putzu (Piacenza Nostra-Udc), la procedura adottata venerdì scorso a Palazzo Mercanti, che ha consentito l'ingresso ai nuovi consiglieri, è il frutto di «un'interpretazione “bizantina” o per meglio dire “borbonica” della legge, con riferimento al Testo Unico 148 addirittura del 1915: una normativa ovviamente superata dalla successiva legislazione nazionale e regolamentare locale».

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Commento di Filiberto Putzu :

Il sindaco Roberto Reggi mentre faceva il RIMPASTO, ha dimenticato alcuni INGREDIENTI fondamentali ed ha dimenticato la RICETTA inventandone una nuova.
La torta sembra essere venuta male.
Mancavano gli ingredienti necessari (i consiglieri dimessi o dissidenti), e la ricetta è stata cambiata (i regolamenti e le leggi sono stati utilizzati impropriamente).

Il sindaco accusa la minoranza di essere antidemocratica.
Come si può etichettare allora il suo atteggiamento nei confronti della dissidenza interna alla sua maggioranza ?
Reggi fa come al solito la paternale agli altri e dimentica Gelmini, Pareti e Levoni.

Il sindaco rimprovera alla minoranza di ostacolare l'attività amministrativa della Giunta.
Uno dei doveri fondamentali della minoranza è il CONTROLLO sull'attività amministrativa.
L'azione di governo è compito della maggioranza, e peraltro nei 2 anni di mandato trascorsi il sindaco Reggi ha dimostrato di non tener conto alcuno delle proposte dell'opposizione.
Roberto Reggi si è cacciato in questa situazione da solo, con un incauto atto amministrativo e in conseguenza di dissidi interni alla propria maggioranza.

Infine il sindaco dimostra di non conoscere neanche la leggeche invece dovrebbe conoscere a memoria.
La legge 267/2000 (Testo unico delle leggi sull'ordinamento degli enti locali) all'art. 141 (scioglimento del consiglio comunale) dispone che "il consiglio viene sciolto se si dimettono dalla carica la metà piu' uno dei membri assegnati".
La minoranza purtroppo non ha questa possibilità, essendo i Consiglieri dell'opposizione solo 16 (su 40 totali assegnati).


pubblicazione: 03/10/2004
aggiornamento: 13/11/2004

Aula del Consiglio Comunale semideserta. 4088
Aula del Consiglio Comunale semideserta.

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