Buona Mmusica BWA Buona Mmusica Buona Mmusica Buona Mmusica Buona Mmusica
Filiberto Putzu :. Home :.  COMUNE di PIACENZA  :.  Rimpasto 2004  :. PIACENZA : CASUS BELLI IN CONSIGLIO COMUNALE.
sottocategorie di COMUNE di PIACENZA
 :. Comune di Piacenza
 :. Consiglio Comunale
 :. Sindaco
 :. Rimpasto 2004
 :. Programma
 :. Bilancio
 :. Tasse e balzelli




sabato
11
luglio
2020
San Benedetto, abate patrono d'Europa



PIACENZA : CASUS BELLI IN CONSIGLIO COMUNALE.

Per aggirare lo scoglio del quorum il centrosinistra convoca subito i subentranti. La minoranza insorge e non partecipa ai lavori.
Anche se si è combattuta a distanza, è stata guerra, come previsto, ieri in Comune.
Per la verità solo una battaglia.
Vinta dalla maggioranza, viene da dire, visto che il consiglio comunale si è tenuto e l'ordine del giorno è stato esaurito.
E tuttavia non finisce qui: l'opposizione spara ad alzo zero contro la procedura adottata dall'amministrazione per neutralizzare lo scoglio del numero legale , presenterà ricorso e la battaglia decisiva, si giocherà nelle aule dei tribunali.
A quel punto si vedrà davvero chi ha vinto.
La Casa delle Libertà (Cdl) i suoi bellicosi propositi li ha declamati fuori dalla sala consiliare.
Non c'è entrata all'inizio, quando si è guardata bene dal portare alla maggioranza soccorso numerico in fatto di quorum; è rimasta fuori anche dopo, a lavori iniziati, a significare il proprio totale dissenso da una seduta giudicata illegittima.
La prospettiva accarezzata è di vedere accolto il preannunciato ricorso al Tar, ma soprattutto di fare così cadere l'intera amministrazione.
La maggioranza, da parte sua, ostenta sicurezza.
Giudica a prova di ricorso la strada scelta per uscire dall'impasse della mancanza del numero legale determinatasi in consiglio lunedì scorso.
E, forte dei pareri giuridici acquisiti, ha svolto la seduta procedendo alla sostituzione dei 4 consiglieri dimissionari (con i primi dei non eletti delle loro liste di provenienza), reintegrando così il plenum dell'assemblea fatto di 41 seggi.
La mancanza dei tre consiglieri nominati assessori (Ernesto Carini, Alberto Squeri e Paolo Dosi), in aggiunta a quella di Giacomo Vaciago dimessosi la settimana scorsa, aveva fatto scendere la maggioranza a 20 unità, sotto il quorum di 21 necessario per la validità delle sedute.
Senza poter contare sulla presenza in aula di Antonio Levoni (gruppo misto), in rotta di collisione coi suoi ex colleghi di coalizione e col sindaco Roberto Reggi in particolare, né su quella dell'opposizione, determinata nel cercare di mettere alle strette gli avversari, il centrosinistra ha pensato a questa soluzione per uscire dalla buca.
Un consiglio comunale in seconda convocazione, quello di ieri appunto, con però già insediati fin dall'inizio tre dei quattro da far subentrare, e per la precisione i sostituti dei neo assessori - Giuseppe Grilli, Pierangelo Romersi, Claudio Ferrari - tenendo distinta la posizione di Emanuele Pasquali, chiamato a rimpiazzare Vaciago.
Per cui all'appello di inizio seduta hanno risposto in 23 e i lavori hanno preso il via.
È stato il presidente del consiglio Benedetto Ricciardi a spiegare le ragioni che hanno ispirato questa procedura.
Lo ha fatto leggendo un lungo parere giuridico fornito dal segretario generale dell'ente, Enrico Gadola, in risposta ai quesiti rivoltigli dallo stesso Ricciardi.
La sostanza è che si è optato per l'automatismo della surroga, considerato che l'attribuzione del seggio di un consigliere dimissionario avviene per legge con il meccanismo della chiamata del primo dei non eletti.
Ed è stato il ministero dell'Interno, in un suo parere dell'ottobre del 2001, a indicare che i subentranti vanno insediati e considerati fin da subito nel numero legale.
Non c'è bisogno, in sostanza, di attendere che l'assemblea voti il relativo atto di surroga e questo «in armonia con il principio della prioritaria ricostituzione del plenum del consiglio, prima di deliberare su qualsiasi argomento».
Perciò ieri i tre nuovi consiglieri hanno votato insieme agli altri le rispettive delibere di surroga, in coda alle quali c'era quella anche di Pasquali che ha così potuto unirsi ai colleghi in aula.
Ma non è tutto.
Nel suo parere Gadola ha concluso che, comunque, per la validità delle sedute in seconda convocazione (previste dallo statuto comunale), sarebbero bastati addirittura 4 soli consiglieri.
Per spiegarlo è partito dall'art. 38 del Testo Unico (T.U.) n. 267/2000 che affida al regolamento comunale l'indicazione del numero di consiglieri necessario per la validità delle sedute.
Ma il nostro regolamento non distingue tra prime e seconde convocazioni, limitandosi a parlare della «metà dei suoi componenti» occorrente per la «validità della seduta».
Pacifico, dunque, il quorum di 21 per le prime convocazioni, ma l'uso del singolare (seduta) «non implica» che valga anche per le adunanze-bis, afferma il segretario.
«Solo un'espressa formulazione» in tal senso «della norma regolamentare avrebbe potuto portare a una conclusione di parificazione» dei due tipi di seduta.
Nel colpevole silenzio del regolamento, a parere di Gadola si applica il T.U. 148/1915 (richiamato dal T.U. 267/2000) che per le convocazioni-bis dei consigli comunali prescrive un quorum di 4 componenti.
E, udita la doviziosa relazione tecnica, la maggioranza ha proceduto spedita fino all'esaurimento dell'ordine del giorno.


Due quesiti al ministero
Il centrodestra mobilita anche la prefettura e attacca: «Il Viminale ci dà piena ragione»

Sono due e non uno solo i quesiti che l'opposizione ha presentato in queste ore al ministero dell'Interno.
Il primo, di cui già aveva riferito il senatore di Forza Italia, Antonio Agogliati risale a giovedì e tocca l'aspetto del numero di consiglieri necessario per la validità della sedute consiliari in seconda convocazione, questione a cui il ministero ha risposto con un parere che dà conforto alle tesi della Casa delle Libertà secondo cui occorrono 21 presenze, come nelle prime convocazioni.
Ma ieri mattina, probabilmente che si era intuito che la maggioranza aveva in animo di far insediare immediatamente i quattro consiglieri subentranti, il ministero a tambur battente è stato interpellato anche su questo specifico aspetto.
La richiesta è arrivata da Luigi Salice (Fi), per conto, ha spiegato egli stesso, anche di Massimo Trespidi (Fi) e Tommaso Foti (An), ma è stata inoltrata alla prefettura.
Da quest'ultima, dunque, ha spiegato l'“azzurro”, il quesito è stato inoltrato Viminale, il cui parere, arrivato ieri sera, ancora una volta dà ragione, sostiene la Cdl, alla tesi dell'illegittimità della seduta:
«I consiglieri subentranti non possono essere ricompresi nel numero legale poiché «entrano in carica all'atto della proclamazione, ovvero, in caso di surrogazione, non appena adottata dal consiglio la relativa deliberazione».


«Faremo ricorso al Tar»
L'opposizione resta sull'Aventino: seduta illegittima.

Determinata a dare battaglia contro la procedura adottata dal centrosinistra per rendere possibile lo svolgimento del consiglio comunale, pronta all'impugnazione, tramite il ricorso al Tar, di tutte le delibere approvate ieri dall'assemblea.
L'opposizione, che ha disertato i lavori dell'aula, si è ritrovata a ranghi compatti, poco prima delle 18, nella conferenza stampa organizzata per comunicare le ragioni dello scontro e l'esito del parere giuridico richiesto nei giorni scorsi al ministero degli Interni.
Stipati nella saletta dei gruppi di minoranza, i rappresentanti del centrodestra hanno contestato la convocazione del consiglio sotto il profilo normativo e criticato dal punto di vista politico il comportamento della maggioranza.
«L'assemblea di oggi (ieri ndr) - ha esordito il capogruppo di Forza Italia Massimo Trespidi - è illegittima, perché in palese contrasto con le regole che ci siamo dati.
Sulla base delle indicazioni contenute nel parere pervenuto direttamente da Roma, le uniche fonti normative in grado di disciplinare le riunioni del consiglio sono il suo statuto e il regolamento: dopo l'entrata in vigore di questi due codici non c'è altro testo legislativo a cui affidarsi, nemmeno il decreto regio del 1915 (a cui aveva fatto riferimento in aula il presidente Benedetto Ricciardi, che consente l'abbassamento del quorum per le riunioni dell'assemblea in seconda convocazione come quella di ieri), decaduto dopo la promulgazione del nuovo testo unico sugli enti locali del 2000».
«Nel regolamento comunale - ha precisato - non vengono fatte distinzioni fra sedute di prima e seconda convocazione, pertanto il numero legale resta sempre pari alla metà dei componenti il collegio, ovvero 21».
«La responsabilità di questa situazione - ha concluso - va ascritta alla maggioranza, che non è stata in grado di gestire il passaggio politico del rimpasto e soprattutto le dimissioni di Giacomo Vaciago».

Parole dure nei confronti del presidente dell'assemblea Ricciardi, sono state spese da Carlo Mazza (Gruppo misto). «Ha trovato un espediente - ha sostenuto - senza precedenti per aggirare il problema del quorum, si è prestato a un gioco che fa venir meno il suo ruolo super partes. Ora non ci resta che perseguire la strada del ricorso».
Intenzione esplicitata anche da Paolo Mancioppi (Lega Nord), che ha annunciato la volontà di «impugnare gli atti della seduta odierna, dopo aver esaminato per bene i verbali». «Gli errori di superficialità e di arroganza di questa maggioranza - ha dichiarato - vanno pagati».
Luigi Salice (Forza Italia) ha rimarcato come il centrodestra non abbia concorso in nessun modo a causare l'impasse: «Mi chiedo perché la soluzione regolamentare messa in atto oggi - ha specificato - non sia stata adottata lunedì scorso, invece di sospendere la seduta».
La stessa osservazione formulata da Tommaso Foti (An), il quale ha addebitato al centrosinistra di aver voluto «forzare la mano, senza compiere alcun passo politico verso l'opposizione».
«La mancanza del 21esimo consigliere - ha affermato - è un pasticcio tutto interno alla maggioranza, come anche il venir meno del numero legale. Mi chiedo perché non sia stata scelta la strada di una convocazione ordinaria dell'assemblea, e non è stato chiesto all'opposizione di dare il suo contributo per risolvere la paralisi istituzionale».
«La sentenza del Tar potrà dirimere - ha concluso - la questione e chiarire un passo regolamentare controverso».








pubblicazione: 02/10/2004
aggiornamento: 13/11/2004

Categoria
 :.  COMUNE di PIACENZA
 :..  Rimpasto 2004



visite totali: 1.750
visite oggi: 1
visite ieri: 0
media visite giorno: 0,30
[c]




 
Schede più visitate in Rimpasto 2004

  1. Giorgio Cisini
  2. La Cdl non desiste dalla linea dura.
  3. La paternale di Carlo Berra
  4. RIMPASTO in giunta, la rivoluzione di Reggi
  5. Ricorso della Cdl, Antelmi è il legale che difende al Tar l'amministrazione.
  6. Il rebus-consiglio in mano ai legali.
  7. RIMPASTO ? Comune, il sindaco apre la verifica.
  8. Il rimpasto scuote la maggioranza.
  9. I Ds di traverso sul RIMPASTO proposto da Reggi
  10. Consiglio, via d'uscita dall'impasse ?
  11. Il RIMPASTO di Reggi.
  12. Parla l'ex-sindaco ed ex-assessore Stefano Pareti.
  13. Le reazioni al Reggi-bis
  14. ARRIVA IL REGGI-BIS ? Azzerate le deleghe agli Assessori.
  15. REGGI-BIS
  16. Ballerini : E' dovere della minoranza vigilare sulla maggioranza.
  17. NASCE IL REGGI-BIS
  18. Piacenza : il rimpasto senza ingredienti.
  19. Ricorso bocciato dal Consiglio di Stato.
  20. Ricorso sul Consiglio : primo round per Reggi.
  21. Reggi riscrive la giunta daccapo.
  22. PERICOLO PER LA CITTA'.
  23. Consiglio contestato, la Cdl presenta il suo ricorso.
  24. SURROGHE : IL PARERE DEL MINISTERO
  25. PIACENZA : CASUS BELLI IN CONSIGLIO COMUNALE.
  26. Piacenza : il rimpasto venuto male.

esecuzione in 0,078 sec.