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Pendolari, se il nuovo sistema non funziona va rivisto subito.

Lettera di Roberto Reggi

In questi giorni Libertà ha pubblicato lettere ed interventi di lettori e dirigenti dell'Associzione Pendolari di Piacenza.
Il sindaco Reggi risponde pubblicamente a tutti sul nuovo sistema ferroviario che entretrà in vigore il prossimo 11 dicembre.


Pendolari, se il nuovo sistema non funziona va rivisto subito
di ROBERTO REGGI, Sindaco di Piacenza

«Egregio Signore, Gentile Signora,
riscontro con la presente nota circolare la sua e-mail inviata ai consiglieri regionali, a me inoltrata per conoscenza, con la quale manifesta il suo aperto dissenso rispetto al nuovo sistema ferroviario sulla tratta Ancona-Milano che entrerà in vigore l'11 dicembre 2005.
Da quando sono diventato sindaco di Piacenza ho ritenuto doveroso svolgere un continuo lavoro per cercare di migliorare le condizioni dei pendolari che utilizzano il treno per raggiungere i luoghi di lavoro o studio, o perlomeno di attenuarne i disagi, sia a livello locale sia nei rapporti con i vertici FS, necessariamente intermediati dalla Regione.
Relativamente alla difficile situazione attuale, come avrà appreso dalla stampa locale, la mia opposizione è stata costante perché, anche raccogliendo le sollecitazioni venute dall'Associazione Pendolari, il nuovo sistema ferroviario non sì è rivelato adeguato alle esigenze dei pendolari della nostra città, in particolare quelli che si dirigono a Milano.
Anche grazie alla pressione esercitata dalle amministrazioni piacentine si sono prodotti miglioramenti rispetto alla proposta di partenza ma, pure in presenza di un aumento dell'offerta di treni e dell'agevolazione tariffaria per i viaggiatori abituali, permangono comunque "buchi" che costringeranno un certo numero di pendolari a riorganizzare i loro spostamenti.
Ho dichiarato, e lo confermo, tutte le mie perplessità e la preoccupazione rispetto alla funzionalità del nuovo sistema ferroviario rispetto al quale tuttavia non posso pregiudizialmente affermare che non funzionerà, in considerazione del fatto che non ci troviamo davanti ad una mera modifica di orari, bensì a una diversa organizzazione del trasporto ferroviario.
Vista l'imminente entrata in vigore del nuovo orario che coinvolge l'Italia settentrionale e che, almeno sulla carta, dà risposte positive a buona parte del territorio regionale, la strada da seguire è obbligata ma anche doverosa: bisogna monitorare il sistema da subito e presidiare il periodo di sperimentazione (di sei mesi) per poter pretendere, se le cose non andranno, che si torni al punto di partenza e si faccia come noi avevamo detto da subito: utilizzare le 14 nuove tracce conservando la base dell'orario attuale e correggendo, senza stravolgimenti, i peggioramenti introdotti da Trenitalia nel corso degli ultimi anni.
Per questo abbiamo chiesto, ed ottenuto, che il comitato di monitoraggio abbia sede a Piacenza.
Esso dovrà riguardare il funzionamento del sistema integrato, ossia tutte le tipologie dei treni passeggeri in circolazione, compresi gli IC. Sotto la lente dovrà essere posto il corretto funzionamento del servizio (senza comparazioni con la situazione precedente) con riguardo al rispetto di due parametri essenziali: puntualità e disponibilità di posti a sedere.
Abbiamo avuto assicurazione dalla Regione che se il sistema non dovesse rispondere a quanto promesso non sarà neppure necessario aspettare il termine della sperimentazione per rivedere l'intero impianto.
Nel caso, viceversa, il sistema dovesse funzionare bene, si potrebbe prevedere la soluzione, anche in un secondo tempo, di alcune sofferenze che, oggi intuibili nella voce di chi protesta, domani emergeranno in modo più preciso.
Se tutto questo non dovesse corrispondere al vero, assicuro da subito la mia disponibilità a porre in essere tutte le forme di protesta che si rendessero necessarie, comprese quelle più radicali.
In questa difficile situazione, per il rispetto che porto a chi si impegna a titolo volontario per il bene comune, ribadisco l'invito alle associazioni dei pendolari a partecipare al comitato di monitoraggio, il che non pregiudica in nessun modo la possibilità da parte dei rappresentanti dei viaggiatori di porre in essere contemporaneamente le azioni di protesta che saranno ritenute opportune.
Partecipare al tavolo di monitoraggio non vuol dire accettare il sistema e questo vale anche per le amministrazioni locali piacentine.
Le associazioni dei pendolari potranno accedervi in ogni momento, allorquando lo ritenessero opportuno.
Due parole sull'azione legale di cui si è letto sulla stampa locale in termini ancora generici.
Il Comune di Piacenza rammenta che sin dal novembre del 2004, e successivamente nel marzo e nell'aprile 2005, aveva comunicato all'Associazione Pendolari Piacenza la propria disponibilità ad assumere il patrocinio dell'azione legale promossa da uno o più pendolari nei confronti di Trenitalia per i danni subiti a causa dei continui disservizi del trasporto ferroviario (inadempimento contrattuale e responsabilità extracontrattuale).
Il Comune, non essendo parte contrattuale, potrebbe intervenire nel giudizio a sostegno delle ragioni dei proponenti.
Si è ancora in attesa di risposta da parte dell'Associazione Pendolari.
La disponibilità già manifestata è ancora tale e l'iniziativa giudiziaria potrà essere intrapresa in qualsiasi momento, fermi restando i presupposti di partenza: un'azione simbolica per ottenere un risarcimento altrettanto simbolico per danni provocati da disservizi reali (che purtroppo non mancano), purché già subiti e non presunti, per aprire magari la strada ad iniziative simili finalizzate a creare i presupposti di un effettivo cambiamento di rotta.
8 dicembre 2005


pubblicazione: 08/12/2005
aggiornamento: 14/12/2005

Ho fatto tanto per i pendolari. 8613
Ho fatto tanto per i pendolari.

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