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Pendolari, la Provincia minaccia di fare causa a Trenitalia

«Ora basta, riteniamo grave e offensivo l'atteggiamento di Trenitalia» dice il presidente della Provincia, Massimo Trespidi.
La Provincia di Piacenza è pronta a intentare un'azione legale nei confronti di Trenitalia.

È la prima Provincia in Italia a ricorrere alla legge per sostenere una causa di questo tipo, un caso di esasperazione "piacentino", ma diventato nelle ultime settimane nazionale, dopo le foto diffuse dagli stessi lettori sui portali on line dei social network e inviate ai media della Capitale.

Foto di treni congelati, porte che non si aprono, vagoni invasi dalla neve, sedili inutilizzabili. E, soprattutto, quei tabelloni luminosi in stazione, dove risultavano soppressi, nel Belpaese, duemila convogli in due settimane causa ghiaccio. «Il 50% dei mezzi ha subito danni con la nevicata» ha detto l'assessore regionale Alfredo Peri.

COSTI E DISAGI, «I PIACENTINI SIANO RISARCITI» Gli uffici e la segreteria generale della Provincia stanno lavorando alla valutazione dell'azione giuridica. Al più presto, sarà contattato uno staff legale. Il paradosso c'è. Dal primo febbraio, infatti, è aumentato del 23 per cento il costo del biglietto nella tratta Milano - Piacenza. Ma, all'aumento, non è corrisposto un miglioramento del servizio. Anzi, l'elenco dei disagi è un "rosario" ancora lungo da sgranare. Il «continuo perdurare dei disagi ai pendolari va ben oltre il periodo di maltempo che, peraltro, in Emilia si è sentito assai meno che in Romagna - ribadisce il presidente Trespidi -. Stiamo studiando la possibilità di chiedere a Trenitalia un risarcimento ai cittadini piacentini che hanno subito danni e pesanti disagi. La situazione è insostenibile e le segnalazioni dei pendolari sono sempre più allarmanti. Verifichiamo in queste ore anche la possibilità di intervenire nell'azione collettiva che il Codacons ha annunciato in questi giorni contro la stessa Trenitalia».
L'ATTACCO ALLA REGIONE: «MULTA SE STESSA? » La Regione Emilia Romagna, intanto, non denuncerà Trenitalia, ma la "multerà". Un provvedimento già visto negli anni scorsi, quando la Regione aveva multato le Ferrovie per 12 milioni di euro. Dopo quattro incontri in sei mesi con l'assessore Peri, l'attacco del presidente Trespidi non risparmia la Regione, alla quale, nei giorni scorsi, il presidente della Provincia aveva scritto per richiedere l'ennesimo incontro urgente.
«La nostra iniziativa ha carattere surrogatorio rispetto alle iniziative della Regione - prosegue Trespidi -. In queste settimane, non ho visto una sufficiente presa di posizione da Bologna. Per questo, ho deciso di muovermi autonomamente. Si parla tanto di far diminuire traffico veicolare su gomma: bene, dov'è una seria politica dei trasporti pubblici? Una volta che avrò la certezza del diritto, chiederò a tutte le province di unirsi a questa nostra lotta».
«Dalla Regione, invece, solo multe - dice con amarezza il presidente dell'Associazione pendolari piacentini, Ettore Fittavolini -: non sappiamo l'ammontare delle sanzioni, né come andranno a finire. Il contratto di servizio è stato vinto da un consorzio di impresa composto da Trenitalia e Fer: la Regione è socia, quindi, di fatto, si "automulta"? ».
ERRANI: gli investimenti ci sono stati.
Giovedì, i vertici delle Ferrovie saranno in Regione per riferire sui "disservizi del trasporto ferroviario". L'iniziativa è partita dal presidente della commissione Trasporti della Regione, Damiano Zoffoli. Trenitalia, Rfi e Consorzio trasporti integrati è la società mista Trenitalia-Fer che ha sottoscritto con la Regione un contratto di servizio da 117 milioni annui al servizio, di centomila pendolari. Il problema «è anche strutturale e riguarda il materiale rotabile delle Fs, che è vecchio e ha in media 30-35 anni - ha detto il presidente della Regione, Vasco Errani -. Ma nessuno può dire che non abbiamo segnalato il problema per tempo: abbiamo investito 250 milioni in nuovo materiale rotabile».
Elisa Malacalza
LIBERTA' del 19/02/2012


Ritardi sul lavoro e sessioni d'esame mancate.
Il presidente Fittavolini: «Due settimane di inferno e il Comune di Piacenza non ha detto una parola»


Sul blog dei pendolari piacentini c´è di tutto: storie di chi prende il treno delle cinque per ...
Sono venti le sentenze del Giudice di Pace vinte dai pendolari piacentini in un solo anno. Venti su ventisei. Adesso il cerchio si allarga, con l'annunciata azione legale della Provincia.
«Plaudo all'iniziativa: le istituzioni devono garantire ai cittadini il diritto alla mobilità sostenibile» dice il presidente dell'Associazione pendolari piacentini, Ettore Fittavolini. Il quale si toglie un sassolino dalla scarpa. «Quello che mi dà fastidio - dice - è il silenzio del Comune di Piacenza sui nostri quindici giorni d'inferno. Nessuna fascia tricolore è mai scesa con noi sui binari, per protesta. Lavoro a Milano dall'82, in questi trent'anni ho visto peggiorare drasticamente il servizio. Abbiamo tutto il materiale per poter denunciare alla Procura della Repubblica Trenitalia, per violenza privata e interruzione del pubblico servizio».
Sul blog dei pendolari piacentini, ma anche sui social network, si trova davvero di tutto. C'è chi, a causa del ritardo del treno, non ha potuto dare l'ultimo esame prima della tesi, supplicando subito dopo il professore perché consentisse un appello successivo, evitando così di saltare un'intera sessione di laurea. C'è chi non conta più i ritardi sul lavoro, chi prende il treno delle cinque per avere la garanzia di essere al lavoro alle otto. C'è chi, quando arriva la prima neve, adotta la "legge" numero due del pendolare (la prima è che si prende sempre il primo treno che passa, aspettare quello giusto può rivelarsi rischioso): starsene a casa, evitare l'odissea del treno in caso di maltempo. Alcuni treni, sono "scomparsi": in particolare, il 2274 (7:54 da Piacenza a Milano centrale) «è stato visto l'ultima volta sabato 11 febbraio, sul binario 18 di Milano centrale con 21 minuti di ritardo» si legge sul blog dell'associazione piacentina. Anche il 2062 da Torino Porta Nuova per Bologna Centrale sembrava scomparso da 22 giorni, dopo la neve.
Saltando di treno in treno, di ritardo in ritardo, c'è chi si addormenta stremato sul treno. «Ieri sera - scriveva una blogger pochi giorni fa - ho preso il regionale 20435 Greco Pirelli-Piacenza, tra Lodi e Piacenza mi sono addormentata per stanchezza e al risveglio non ho più trovato il portafogli». E, ancora. «Il treno 2272, regionale proveniente da Parma per Milano delle ore 6,48 si è presentato in vergognosa composizione con sole sette carrozze, con la bellezza di 15 porte 15 non funzionanti. Un treno del genere, come confermato dal capotreno, non doveva nemmeno partire, in quanto in assenza delle più basilari norme di sicurezza. Siamo in attesa di ricevere dai nostri legali le conferme che ci permetteranno di sottoporre un esposto denuncia all'Autorità Giudiziaria».
Giovedì sera, l'Associazione, nella sua sede a fianco della stazione, nelle stanze a fianco del capannone biciclette, rinnoverà le sue cariche. E discuterà delle azioni legali. Tutti i cittadini pendolari sono invitati.
malac.
19/02/2012


pubblicazione: 19/02/2012

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 :.  ECONOMIA Piacenza
 :..  Pendolarismo



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