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Passano gli anni, non le canzoni per l'estate

Con l’arrivo della stagione estiva non c’è modo di sottrarsi all’arrivo delle canzoni per l’estate.

Più o meno ci sono passati tutti, ci sono cascati tutti.
Chi in modo ironico, chi in modo critico, chi completamente acritico, con il solo scopo di far ballare o cantare o vendere dischi.

Le canzoni per l’estate sono un lascito degli anni ’60 e devono la loro affermazione alla parallela affermazione dei juke box.
Erano gli anni in cui si scoprivano le vacanze di massa, proliferavano gli stabilimenti balneari, gli ombrelloni, i pattini: e in ogni “bagno” c’erano almeno un juke-box, un flipper e un calcio-balilla. Qualche volta anche “una rotonda sul mare” di cui approfittare per ballare strettamente avvinghiati.

Ma gli anni ’60 sono andati, i ’70 (di piombo) sono affondati, gli anni ’80 (da bere) sono evaporati, gli anni ’90 (il nuovo che avanza) sono stati gettati come tutti gli avanti, ma l’aprirsi del nuovo millennio non ha chiuso la strada alle canzoni estive, che hanno certamente mutato pelle nel corso degli anni, ma che non riescono ad abdicare al ruolo di “ultima frontiera per l’estate”.

Il fenomeno è tipicamente italiano, come ci spiega Enzo Gentile, autore lo scorso anno di un gustosissimo volume dedicato al fenomeno: “Legata a un granello di sabbia”.
“Peraltro - sostiene Gentile, critico musicale de La Repubblica - direi che la situazione si è ribaltata. Ossia, non c’è più una canzone per la stagione, ma una stagione per la canzone. Questo si vede soprattutto nei grandi concerti estivi. Ai tempi del juke-box non solo in Italia non c’erano i concerti di massa, ma non c’erano quasi neanche i concerti. Ci si ritrovava attorno al totem juke-box o al mangiadischi portato in spiaggia. Adesso questa funzione può essere svolta dai concerti: si va a Imola, come succederà per 40-50.000 persone o ai concerti di Liga negli stadi, o a un festival. Ce ne sono a decine, se non centinaia. In questo consiste la funzione aggregante odierna, e in qualche caso è anche a un livello assolutamente decoroso, tanto più considerando che molti di questi festival sono gratuiti. Quindi non c’è una canzone, ma è proprio la musica che assolve a questa funzione”.

Guardando in un’ottica storica non può sfuggire il fenomeno: un disco per l’estate deve rispondere a particolari caratteristiche, quasi una ricetta.
Deve parlare di sole, mare, amore, possibilmente ombrelloni, spiagge e onde.
Deve essere accompagnato da una musica allegra, possibilmente con ampio spazio per le percussioni o i bassi, quasi identificati come emblema di refrigerio musicale.

Ci sono cascati tutti dicevamo: da Mina con “Tintarella di luna” a Gianni Morandi con “Notte di Ferragosto” , da Domenico Modugno con “Notte di luna calante” a Gino Paoli con “Sapore di sale”, forse la canzone eponima di tutte le estati.

Ma, andando a frugare troviamo anche nomi più insospettabili: come Fabrizio De André e Francesco De Gregori, abbinati in “Canzone per l’estate” (un titolo, un programma, per quanto irridente), oppure Francesco Guccini che ha scritto “Giorno d’estate”, pensosa e piegata dall’afa padana, ma che è stato anche il dominatore di un’estate, assieme ai Nomadi con l’imprevedibile “Dio è morto” che certo non era un motivetto balneare.

Paolo Conte ha scritto “Azzurro” per Celentano sull’estate metropolitana, ma anche “Una giornata al mare” per l’Equipe ’84.

Sergio Endrigo ha scritto una raffinatissima “Era d’estate” e Bruno Martino la jazzata e pluri-riproposta “Estate” (tra gli altri dai La Crus e da Vinicio Capossela), mentre Califano ha scritto il testo di “E la chiamano estate”.

Imprevedibilmente anche Piero Ciampi, ma del tutto a suo modo, ha scritto la sua “canzone per l’estate”.
E’ “Sporca estate”:
“Figli, come mi mancate / Sporca estate / E tu che dici / che ho distrutto la tua vita, / capirai mai / che il tuo dolore / si è aggiunto al mio?”.

Volendo esagerare anche Claudio Lolli ha scritto sull’estate, con “Agosto”, ma sinceramente il testo non ha molto a che fare col clima estivo:
“Agosto. Si muore di caldo / e di sudore. / Si muore ancora di guerra / non certo d'amore, / si muore di bombe, si muore di stragi / più o meno di stato, / si muore, si crolla, si esplode, / si piange, si urla. / Un treno è saltato”.

Altro clima in qualche classico dell’epoca come “Abbronzatissima” o “Con le pinne, il fucile e gli occhiali” o “Sei diventata nera” tutte del “vacanziero” per eccellenza Edoardo Vianello.

Poi abbiamo avuto “Luglio” di Riccardo del Turco, “Cuando calienta el sol” dei Marcellos Ferial o, in tempi successivi, “Vamos a la playa” e “L’estate sta finendo” dei Righeira e con loro, autori di un pop d’avanguardia a una spanna dal kitsch, anche Giuni Russo con “Un’estate al mare” e, perché no?, mastro Battiato con “Summer on a solitary beach” e la sua discepola Alice con “Il vento caldo dell’estate”.

Come dimenticare poi il Bobby Solo del trittico “Siesta”, “Una granita di limone” e “Domenica d’agosto”?

Solo ricordando Fabio Concato con “Guido piano” e “Fiore di maggio” o la “Kalimba de luna” di un Tony Esposito che, abbandonata l’avanguardia napoletana, si è lanciato in vendite milionarie, trascinando con sé, qualche anno dopo, il suo collega percussionista Tullio De Piscopo che ci ha “tormentato” benevolmente per più di una stagione col suo “Andamento lento”.

Poi ancora “Senti l’estate che torna” delle Orme o “Un’estate italiana” dell’inedito duo Gianna Nannini ed Edoardo Bennato, dedicata a quattro mondiali di calcio fa.

E vogliamo tacere forse dell’altro tormentone “Tutti al mare (a mostrar le chiappe chiare)” di Gabriella Ferri?
No, non vogliamo, non ci permetteremmo mai!

Per il 2006, osservando i fondi della nostra tazza di chinotto non riusciamo a vedere bene come le foglie si stiano disponendo in fondo, ma non possiamo esimerci dal segnalare che anche nel mondo della musica “d’autore” o della musica “altra” non manchino “i dischi per l’estate”, se addirittura “Le brigate Lolli” (www.bielle.org ) , il sito dedicato alla musica d’autore, ha deciso di rimettere in piedi il concorso di “Un disco per l’estate”, aperto a tutti i lettori.
Qualche nome?
Ma certo, non si rifiuta mai l’occasione di “rincretinirsi” piacevolmente con qualche tormentone estivo! Gli Arpioni con Malacabeza, Stefano Tessadri con “Malaguena Salerosa”, i Caffè Sport Orchestra col “Mambo della missionaria snob”, i Luf con “Paternoster poc incioster”, i Sulutumana con “Il tuo culo”, i Capone Bungt Bangt con “Come il sole”, Simone Cristicchi con “Ombrelloni”, Lu Colombo con “Gina”, i Jean Fabry con “Rotoballe”, gli Yo Yo Mondi con “La danza del pesce spada”, Federico Sirianni con “Liberaci dal mare” e Max Manfredi con “Danza composta” o, infine, Rita Botto con “Stranizza d’amuri” e “Lu pisci spada”.

Ce n’è per tutti gusti e ce ne sarà ancora.
Come trascurare infatti il reggae degli Smoke e della loro “Ciao amore” o i Sud Sound System con “Sciamu a ballare” o ancora l’”Inno verdano” di Caparezza?

Ascoltate, scegliete, ballate e cantate, tanto è estate.
All’impegno e alla canzone d’autore torneremo a settembre.
Giorgio Maimone, Il Sole24Ore


Senti l'estate che torna, 1968, Le Orme

Su spegni quel fuoco ti prego,
L'inverno è un ricordo lontano,
Stasera non sento più freddo
Stammi vicina dammi la mano
Stasera ti vedo diversa
I tuoi occhi hanno un altro colore
In strada c'è aria di festa
Ora la gente, pensa all'amore
Senti l'estate che torna,
Senti con tutti suoi sogni
Senti l'estate che torna
Tra noi

Il vento del nord se ne è andato
E lascia nell'aria un sapore
Di cose lasciate al passato
Senza rimpianto
Senza dolore
Senti l'estate che torna,
Senti con tutti suoi sogni
Senti l'estate che torna
Tra noi


pubblicazione: 04/07/2006

Legata a un granello di sabbia 10193
Legata a un granello di sabbia

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