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Nuova conca del Po, primo traguardo

Completato dall'Enel il progetto per la navigazione del fiume

Il progetto della nuova conca di navigazione del Po è già stato sostanzialmente completato dall'Enel, che in questi giorni ha consegnato all'Agenzia Regionale Navigazione Interna (Arni) i documenti progettuali stesi dal suo staff idraulico di Milano. L'ente elettrico si trova investito di questa responsabilità in quanto gestore dello sbarramento della centrale idroelettrica di Isola Serafini, che divide il Grande fiume in due tronconi uniti dalla “conca” che ha il compito di garantire la continuità dei percorsi navigabili.
Alla complessa pianificazione mancano a questo punto le due ultime appendici. Una, relativa alla messa in sicurezza della “conca vecchia” (il canale attualmente esistente, che da anni, per il continuo abbassamento del letto del fiume non è più in grado di garantire la navigabilità nei periodi di magra) sarà affidata alla progettazione Enel. L'altra, a cura della Provincia, punta a tracciare le definitive linee progettuali di un'opera che, almeno sulla carta, riveste una notevole importanza ambientale, perché si propone di ovviare a uno dei guasti ecologici più seri provocati dalla presenza dello sbarramento nei 40 anni della sua esistenza: si tratta della realizzazione di un impianto di risalita per pesci con un sistema di vasche a gradoni, che faciliti la riproduzione delle specie ittiche autoctone del Po (come lo storione), prossime all'estinzione anche perché le vecchie “lanche di riproduzione” sono state in gran parte cancellate dalla diga e dai nuovi sistemi di difesa spondale.
«Possiamo dire che siamo arrivati alla fine della progettazione: le due parti che mancano dovrebbero essere consegnate fra un mese» dice l'ingegner Ivano Galvani, direttore dell'Arni. Tre mesi di ritardo rispetto ai piani stabiliti, secondo i quali l'iter progettuale della nuova conca avrebbe dovuto concludersi entro il 31 dicembre 2003. Un ritardo che avrebbe le sue giustificazioni anche nel fitto dialogo che, con Arni a fare da intermediaria, ha avuto luogo per anni tra il Comune di Monticelli e la Provincia di Piacenza da una parte e l'Enel dall'altra: gli enti locali piacentini hanno posto una serie di “paletti” e condizioni, per la tutela sia dell'ambiente che delle proprietà terriere rivierasche, che Enel avrebbe puntualmente accolto. Ma questi tre mesi non dovrebbero pregiudicare le scadenze previste per l'obiettivo finale: la conca numero due (che si troverà a Sud di quella attuale, a circa 500 metri dal ponte per Castelnuovo Bocca d'Adda) e i relativi prolungamenti dei canali di connessione chiamati “mandracchi” dovrebbero vedere la luce entro quattro anni.
Se questi tempi saranno rispettati, vorrà dire che entro il 2008 il Po sarà tornato navigabile per tutto l'anno dal Basso Pavese fino al Delta: e navigabile non solo da piccole imbarcazioni, ma anche da navi di notevoli dimensioni. «In base al progetto - spiega infatti Galvani - e al netto delle centinaia di metri dei mandracchi che la uniranno i due tronconi del fiume, la conca vera e propria sarà lunga 110 metri, larga 12,50 e profonda 4,50 perché dovrà essere in grado di contenere i natanti che la classificazione europea considera di 5ª classe e che hanno dimensioni massime di 105 metri in lunghezza, 11,50 in larghezza, 2,80 di pescaggio».
Si capisce perché questa infrastruttura sia attesa con particolare ansia, specie in vista della nascita del polo logistico di Monticelli: un Po effettivamente navigabile, unitamente alla prossimità al casello autostradale di Caorso e alla possibilità di usare la tratta ferroviaria Piacenza-Cremona come scalo merci, offre ai trasporti possibilità interessanti.
Oliviero Marchesi


pubblicazione: 20/02/2004
aggiornamento: 25/11/2004

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