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mercoledì
21
ottobre
2020
Sant'Orsola e compagne martiri



Nasce la Cosa Rossa

Presenti i quattro segretari, Mussi, Diliberto, Pecoraro Scanio e Giordano

ROMA - Si va all'Assemblea generale della Sinistra e degli ecologisti.
Si va, in questo fine settimana pre-natalizio, freddo soprattutto per i morti sul lavoro a Torino, a fare la Cosa Rossa, il nuovo partito della sinistra sotto un altro simbolo un po' rosso e un po' arcobaleno.

Ma per la militante simpatizzante livornese che alle 14 sale le scale mobili della Fiera di Roma è bene mettere le cose in chiaro: sulle spalle si porta una grande bandiera dei Comunisti italiani, con la falce e il martello grossi così.
Signora, a lei non piace il nuovo simbolo colorato?
"Non è vero - sorride - solo che io là dentro ci vado portandomi dietro le mie cose, i miei simboli, la mia storia. Ci vado portando qualcosa di me".
Ecco, chiarissimo: mi mescolo ma pianto la mia bandiera.

La signora non poteva fare un servizio migliore ai soci fondatori del nuovo soggetto politico "unitario ma plurale", ai segretari e coordinatori dei quattro partiti, Franco Giordano (Rc), Oliviero Diliberto (Pdci), Alfonso Pecoraro Scanio (Verdi), Fabio Mussi (Sinistra democratica).

Con un gesto, e la scelta che ci sta dietro, ha spiegato tutto: La Sinistra-L'Arcobaleno, o come si chiamerà alla fine, potrà aggiungere ma non togliere nulla alle individualità che la animano.

E sarà "il terzo soggetto politico in Italia", tra oppure oltre il Pd e il Pdl come fa notare Giordano.

Paolo Ferrero (Rc), ministro che si mescola volentieri tra le persone, sintetizza così:
"Oggi teniamo a battesimo una federazione politica a cui si aggiungono simboli e persone ma che non cancella nessuno. Cominciamo un unico discorso plurale dove a volte si può essere d'accordo e altre volte no". Qualcosa di molto simile alle convergenze parallele. Magari, sorride, "in un contesto politico in cui le maggioranze sono certe e non legate a due voti".

Ci sono almeno cinquemila persone nel padiglione 10 della nuova Fiera di Roma per dare vita all'Assemblea costituente di "La Sinistra-L'Arcobaleno".
Non hanno l'aria di essere solo i vecchi tesserati.
Ci sono giovani mescolati ad anziani, rappresentanti di movimenti e associazioni, chi sente il bisogno e crede in una "una sinistra politica in grado di conservare la memoria del passato e tenere lo sguardo rivolto al futuro".

Assemblea allegra, in ordine sparso - La definizione migliore la dà Valentino Parlato, direttore-fondatore de ll Manifesto: "C'è aria di champagne di buona marca", frizzante, delicato, suggestivo.
Pecoraro Scanio è sorridente: "Assembla arcobaleno".
Spariti la falce e il martello, spariscono anche i vecchi, tradizionali riti delle classiche riunioni-congresso. Persone in ordine sparso che entrano e escono dalle otto sale dove sono in corso affollati workshop su lavoro, diritti, disarmo, ambiente, legalità, migranti e cittadinanza, democrazia-partecipazione, conoscenza-innovazione.
Ministri e segretari che partecipano seduti tra gli altri e in mezzo agli altri, che parlano con simpatizzanti e curiosi.

"La Sinistra-L'Arcobaleno? Meglio La volpe e l'uva": lo show di Andrea Rivera - Anche l'avvio dei lavori, dopo il minuto di silenzio per i morti di Torino, è anomalo: l'esilarante mezz'ora di Andrea Rivera vestito con un perfetto maglione arcobaleno.
Un po' di leggerezza prima di passare ai lavori degli workshop che occuperanno tutto il pomeriggio fino a sera.
Il comico se la prende con simbolo e nome ("mi viene in mente Il gigante e la bambina di Ron e allora forse si poteva pensare a La volpe e l'uva, più colto"), dedica una riflessione ai "lavoratori sommersi" e fa l'esempio di quel precario della nota catena di supermercati a cui dedica lo slogan "Esselunga e diritti corti".
Ricorda che ormai in Italia ci sono "quattro sindacati, Cgil, Cisl, Uil e Cei" e a Veltroni "impegnato nell'organizzazione del festival di Ariccia" dedica un'amara filastrocca che è un collage di titoli da film del tipo "Cadaveri eccellenti? Macchè, quelli di ThyssenKrupp" oppure "In nome del Papa Re, la messa è finita". Nella strimpellata alla chitarra ne ha per tutti, per "Diliberto che è il nostro Mastella" ma "se provassi a dar noia a Berlusconi anche a sinistra romperebbero i c......i". Finito lo show un po' dispiaciuta la sala grande si svuota e si divide nei vari workshop. Viene in mente Roberto Benigni in "Berlinguer ti voglio bene" quando nella Casa del popolo dice: "Cari compagni e compagne, la ricreazione è finita adesso passiamo al culturale".


Verifica, non crisi - Nel padiglione 10 non si respira un clima di regolamento dei conti. Si parla di verifica ma non di crisi.
"Questo governo ha fatto molte cose ma su altre ha deluso, ecco perché s'impone la verifica" dice il coordinatore di Sinistra democratica il ministro Fabio Mussi.
Il pacchetto sicurezza e la promessa del ministro Chiti di sfilare l'emendamento sull'omofobia non agita le acque: "Quel testo sarà blindato così com'è alla Camera, non tornerà al Senato" è sicuro Gennaro Migliore, capogruppo alla camera di Rifondazione.
Quindi il riferimento all'omofobia, "così come previsto dalle norme europee e dal trattato di Amsterdam" resterà.
Anzi il ministro Ferrero è stupito dell'ultimatum di Mastella: "A febbraio lui e Pollastrini hanno presentato un pdl analogo che di fatto ripristina la legge Mancino, cioè l'inasprimento delle norme antirazziste". Ancora più chiaro il ministro verde Alfonso Pecoraro Scanio:
"Oggi qui c'è un clima arcobaleno e una sinistra forte e di governo". E Mastella, in fondo, "non è la prima volta che minaccia la crisi". Piuttosto lui e Di Pietro "farebbero bene a lavorare per rafforzare il governo e dare risposte ai veri problemi: giovani, casa, ambiente e lavoro".

La sicurezza sui posti di lavoro - Il tema che corre di capannello in capannello è semmai un altro: la sicurezza sui posti di lavoro. Piace la dichiarazione di Prodi e il riferimento alle imprese "responsabili" e questo è un tema che qui unisce molto e fa guardare avanti. Assai di più delle legge elettorale su cui invece le posizioni restano a dir poco variegate. "Proporzionale con sbarramento al 5% senza premio di lista" suggerisce e mette le mani avanti Mussi. "Noi non siamo d'accordo, vogliamo che le alleanze siano indicate prima, mica si può tornare indietro dopo quindici anni" precisa il ministro dell'Ambiente. Ferrero chiede "nuove leggi". Pecoraro "punizioni esemplari". Cose da fare e non solo critiche.

La dichiarazione d'intenti - L'atto di nascita, il concepimento ufficiale, sarà domani, verso le 13 quando dopo gli interventi dei quattro segretari sarà letta la "Dichiarazione d'intenti". Quattro pagine che contengono la carta d'identità del nuovo soggetto. Si legge all'inizio "Noi uomini e donne che abbiamo partecipato all'Assemblea siamo impegnati nella fondazione del nuovo soggetto della sinistra: una sinistra unita, plurale e federata". I principi fondanti sono "uguaglianza, giustizia, libertà; pace, dialogo di civiltà; valore del lavoro, dell'ambiente, del sapere; laicità dello Stato; critica dei modelli patriarcali e maschilisti". Della serie, "un altro mondo è possibile" teorizzato in quattro pagine che però, sottolinea Mussi "ha già la forza di 150 parlamentari, la terza forza politica in Italia".

Il nuovo soggetto: un cammino che inizia -
L'architetto-regista di questa operazione e di quello che succederà poi si chiama Walter De Cesaris, coordinatore della segreteria di Rifondazione, un signore in felpa, cappuccio e scarpe da ginnastica.
"Deve essere chiaro - precisa - che oggi comincia un percorso.
La carta fondativa, infatti, è una carta d'intenti, cioè una proposta che da domani sarà messa in un circuito partecipativo dal basso".
Tutti, in assemblee, riunioni, nei partiti, nelle associazioni, potranno dire la loro e proporre. Il work in progress finisce a febbraio (23-24) in un fine settimana in cui faremo "le primarie del programma". La sfida è "andare oltre i vecchi partiti" e accogliere il più possibile "la spinta partecipativa" che arriva dalle persone.
Restano le domande di sempre.
Quale simbolo?
"Speriamo uno solo, l'esordio forse già alle prossime amministrative in Friuli". Quali sedi? "Dobbiamo cercare dei luoghi unitari dove dare la possibilità ai nuovi di partecipare con la stessa titolarità degli altri". Nel frattempo i quattro partiti potrebbero procedere a individuare "un solo portavoce, magari a rotazione, come il capogruppo". Intanto, pochi passi più in là, Diliberto precisa che non vuole il simbolo unico e sottolinea la federazione mentre Mussi e Pecoraro dicono sì, al simbolo e magari anche al partito. Uniti nel pluralismo, appunto.

Critiche e scissioni - Il grande assente è Pietro Ingrao, polemico perché non voleva una federazione ma "un vero partito".
La speranza è che venga comunque domani, con Bertinotti che non parlerà. "Ha già parlato abbastanza" sorride una deputata di Rifondazione.
L'Assemblea si apre, nel senso che è il primo foglio che ti ritrovi in mano, con una scissione: la corrente di Rifondazione "La Sinistra critica" lascia via del Policlinico.
Salvatore Cannavò si è dimesso oggi dal gruppo parlamentare alla Camera.
Nasce la Costituente Anticapitalista.


(da Repubblica, 8 dicembre 2007)


pubblicazione: 09/12/2007

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