Buona Mmusica BWA Buona Mmusica Buona Mmusica Buona Mmusica Buona Mmusica
Filiberto Putzu :. Home :.  ITALIA Politica  :.  Scelta Civica con Monti per l'Italia  :. Monti: cambierò il nostro Paese
sottocategorie di ITALIA Politica
 :. Politica nazionale
 :. Federalismo - Riforma elettorale.
 :. Sistema elettorale
 :. Debito pubblico - Legge finanziaria.
 :. Casa delle Libertà
 :. Partito della Libertà
 :. Uniti nell'Ulivo- L'Unione
 :. Partito Democratico
 :. Ppe
 :. Pensiero liberale
 :. Verso le Elezioni 2008
 :. PdL
 :. Verso la Terza Repubblica
 :. Scelta Civica con Monti per l'Italia




domenica
25
ottobre
2020
San Gaudenzio



Monti: cambierò il nostro Paese

INTERVISTA DI LIBERTA'

A due settimane dal voto, quando la situazione politica si fa più calda, abbiamo posto alcune domande al presidente del Consiglio, Mario Monti, candidato premier dello schieramento di centro "Scelta Civica"

Presidente Monti, decidendo di "salire in politica", lei ha abbandonato il ruolo di tecnico super partes per indossare i panni del politico impegnato in una difficile campagna elettorale fatta di aspre polemiche e colpi bassi.
Non sarebbe stato meglio per l'Italia conservare una autorità morale come la sua, in "riserva per la Repubblica", piuttosto che vedere in campo l'ennesimo partito personale sia pure chiamato "Scelta Civica"?
«Scelta Civica non è un partito personale, E' un movimento che mette insieme le migliori risorse della società civile con l'obiettivo di cambiare nel profondo il nostro paese. È un impegno che abbiamo preso perché temiamo il ritorno della vecchia politica che finirebbe per dissipare i grandi sacrifici che gli italiani hanno compiuto per salvare l'Italia. Adesso, dopo aver messo in sicurezza i conti pubblici, possiamo e dobbiamo alimentare un piano per la crescita economica e civile e la creazione di nuova occupazione, che migliori il benessere e la qualità della vita degli italiani. Non so se io sono un'"autorità morale" come lei dice, ma devo dirle che è proprio la mia coscienza ad aver ritenuto moralmente giusto operare con serietà per il bene dell'Italia piuttosto che rimanere "in riserva", posizione che pure era più gratificante per me».

Eppure le stime dei sondaggi danno la sua coalizione tra il 15% e il 20% dei consensi e la sua lista intorno all'8-9%.
Lo reputerebbe un risultato soddisfacente?
E con questi numeri quale ruolo potrà giocare la sua coalizione nella formazione del nuovo governo?

«I sondaggi li guardo sì, ogni tanto, guarderò anche quelli dei prossimi giorni finché ci saranno.
Poi il vero sondaggio sarà quello del 24 e 25 febbraio.
Scelta Civica è una forza nuova nel panorama politico italiano, stiamo insieme da neanche un mese ed è una base di partenza nella quale mi auguro possano confluire i riformisti seri che esistono sia a destra che a sinistra, superando gli steccati di un bipolarismo conflittuale che fino ad oggi è stata la causa principale dei mali italiani, a partire dalle tante promesse mai mantenute sulle riforme strutturali di cui il nostro paese ha tremendamente bisogno».

Bersani dice di puntare a conquistare la maggioranza dei seggi nei due rami del Parlamento ma si comporterà come se avesse solo il 49%.
Insomma si dice pronto a collaborare con tutti gli antiberlusconiani, e innanzitutto mano tesa verso di lei. Ve la stringerete la mano dopo le elezioni formando insieme l'eventuale nuovo governo?
O annuncerete un patto addirittura prima del voto?

«Ho sempre detto che eventuali alleanze di maggioranza o di governo vanno discusse dopo il voto. Quello che posso riaffermare è che "Scelta Civica" nasce per superare certi protagonismi della politica e soprattutto per mettere insieme i riformisti che esistono in questo Paese.
Di certo non appoggeremo nessun governo che non sia incisivamente europeo, che sia populista e demagogico o che non si impegni credibilmente ad andare avanti su riforme strutturali radicali.
Ad esempio sulle riforme del lavoro della giustizia, che sono importanti per l'economia e la società italiana e anche per ridare credibilità all'Italia verso i partner e gli investitori internazionali».

E con Vendola? Governa una regione meridionale come la Puglia e finora non ha sfigurato.
«Stimo il presidente Vendola. Ma non condivido molte delle sue idee, soprattutto per quanto riguarda il mercato del lavoro, che noi vogliamo più flessibile sia in entrata che in uscita, affinché porti a più occupazione soprattutto per i giovani, e il ruolo della spesa pubblica».

L'ex ministro Tremonti ha dichiarato che comunque vadano le elezioni il prossimo governo dovrà mettere mano subito a una manovra da 12-14 miliardi per tenere sotto controllo i conti pubblici.
Lei può confermare?
E realisticamente che spazi ci saranno nel 2013 per politiche di riduzione della pressione fiscale sul lavoro, sulle imprese e sulla casa?

«Non sarà necessaria nessuna manovra aggiuntiva. Non c'è polvere sotto il tappeto.
I conti pubblici sono in ordine. È chiaro che se il quadro post elettorale desse segnali di instabilità o di pericolo per il risorgere di posizioni anti-europee, e se il differenziale dei tassi cominciasse a risalire in modo marcato -uno scenario nel quale Tremonti e Berlusconi hanno portato l'Italia disastrosamente -, nessuno può prevedere oggi quali potrebbero essere le conseguenze per gli equilibri della finanza pubblica. È presto per dirlo.
Per quanto riguarda la riduzione della pressione fiscale sul lavoro, sulle imprese e sulla casa, "Scelta Civica" sostiene che è possibile procedere in modo graduale al fine di rilanciare la crescita, ridare ossigeno all'economia e alleggerire il peso sui cittadini.
Quindi non promesse illusorie, ma un piano d'intervento che renda progressiva e più equa l'IMU sulla prima casa, una riduzione dal 44% al 39% della pressione fiscale durante l'arco della legislatura e dal 2014 la progressiva riduzione dell'Irap per le aziende.
Tutte cose che sarebbe stato impossibile fare nell'anno di governo dell'emergenza»

Intanto Berlusconi vuole restituire in contanti l'IMU già pagata sulla prima casa.
«Mi consentirà di non rispondere nel merito: un merito che non lo merita».

L'altro tema che sta a cuore agli italiani è il lavoro. Come creare nuova occupazione innanzitutto per i giovani?
«Proponiamo un nuovo rapporto di lavoro a tempo indeterminato, con più basso costo previdenziale e fiscale e più flessibilità con un grado di stabilità inizialmente basso, che cresce con l'anzianità di servizio. Per rafforzare l'occupazione giovanile proponiamo la detassazione per le imprese che assumono giovani al di sotto dei 30 anni. Ma non solo. Altro tema fondamentale è l'occupazione e il livello della partecipazione delle donne al mercato del lavoro. E' una priorità per noi dare uno scossone alla condizione della donna che consideriamo ormai insostenibile. Cominciamo con la detassazione del reddito da lavoro femminile (misura da introdurre nel corso della legislatura), l'estensione del congedo parentale per gli uomini e il rapido miglioramento della disponibilità di servizi di cura per l'infanzia e per le persone anziane».

La riforma Fornero del lavoro, varata dal suo governo a metà del 2012, è già vecchia?
«No. Naturalmente, ci sono sempre degli aggiustamenti che, con il tempo, possono apparire utili e necessari. Se, con una buona affermazione di "Scelta Civica", in Parlamento ci saranno più riformatori, sarà possibile agire ancora, per avere un mercato del lavoro che funzioni meglio, mentre le posizioni massimaliste di alcune forze sindacali, che hanno trovato molto ascolto nel PD, hanno frenato la riforma Fornero rispetto alla formulazione iniziale».

Scandalo Monte Paschi di Siena? C'è stato un difetto di vigilanza?
E, se davvero c'è stato, a quale livello?
«La magistratura farà chiarezza sulla vicenda del Monte dei Paschi.
Il sistema bancario italiano è solido e ha resistito meglio alla crisi finanziaria e economica di altri paesi come gli Stati Uniti, l'Irlanda o la Spagna.
Aggiungo che la vigilanza della Banca d'Italia gode di ottima reputazione internazionale. E' certo, d'altra parte, che le commistioni tra banche e politica sono sempre possibili, così come vanno evitate commistioni collusive all'interno stesso del mondo finanziario.
Nel decreto Salva Italia, ad esempio, abbiamo vietato le presenze incrociate nei consigli di amministrazione di banche e compagnie di assicurazioni concorrenti.
Sono anche questi intrecci di persone a generare i conflitti di interesse, le distorsioni al mercato e i danni al sistema finanziario ed economico».

Quando finirà la crisi? L'uscita dal tunnel si allontana trimestre dopo trimestre.
Si sente di impegnarsi indicando agli elettori una data verificabile?

«Secondo le proiezioni delle organizzazioni internazionali, il punto di svolta dovrebbe collocarsi nella parte finale di quest'anno. Se proseguiremo sulla strada delle riforme senza abbandonare la disciplina di bilancio che ha rimesso in carreggiata il Paese, potremo presto godere dei frutti delle politiche impostate in questo ultimo anno. Secondo la recente valutazione del Fondo Monetario Internazionale sull'impatto delle riforme avviate in Italia, il Pil crescerà di un 5,75% in più nei prossimi cinque anni, e del 10,5% in più nel lungo periodo se tali riforme saranno perseguite.
Proprio questo è il programma di "Scelta Civica".
E la sua credibilità è nelle cose, viste le prove concrete che abbiamo dato in questo difficile anno di governo».

LUIGI VICINANZA
LIBERTA' del 10/02/2013


Abbiamo posto al presidente Monti alcune domande "piacentine", preparate dalla redazione di Libertà.
Presidente Monti, il leader della coalizione di centro-sinistra.

Bersani è di Bettola, in Valnure. Lei da bambino ha frequentato i nonni materni piacentini durante le vacanze estive alla cascina Mussina di Montale. E' vero che lei vorrebbe sfidare Bersani a Bettola in un confronto diretto?
«Si, è vero. Mi farebbe molto piacere intervenire ad una manifestazione a Bettola e confrontarmi con Bersani sui programmi e sulle riforme da mettere in atto nell'immediato futuro. Purtroppo le agende di campagna elettorale non lo consentono, ma ho un ricordo particolare di Piacenza e di quelle estati serene».

Piacenza, pur essendo in Emilia, è a mezzora di macchina da Milano. Ogni giorno 12 mila pendolari piacentini vanno a lavorare a Milano. Piacenza ha delle eccellenze nel campo agro-alimentare (vini, salumi, pomodoro...). Piacenza vuole giocare un ruolo importante in Expo 2015.
Come sarà l'Expo 2015 e che ruolo possono giocare territori come quello di Piacenza?

«Il territorio piacentino è famoso, e molto frequentato dai milanesi, per le sue colline, i suoi castelli e i prodotti enogastronomici (molti dei quali DOP).
In occasione di EXPO 2015, tenendo conto del tema oggetto dell'expo, Piacenza potrebbe ospitare una fiera riservata ai prodotti DOP italiani.
Il tutto nel contesto naturale su accennato.
Tenendo conto che la distanza da Milano è equivalente all'attraversamento in metro della metropoli, basterebbero investimenti contenuti per coniugare la valorizzazione del territorio con l'arricchimento dell'offerta di EXPO.
Un'opportunità facilmente ripetibili in altre aree pregiate e contigue al cuore dell'EXPO».

Piacenza - storicamente definita "città delle caserme e delle chiese" - ha nel proprio centro storico e nella prima periferia enormi aree militari parzialmente o totalmente dismesse dalle quali potrebbe dipendere lo sviluppo urbanistico ed economico della città.
L'ex-distretto militare, il grande ex-ospedale militare, l'arsenale dell'esercito, l'ex-deposito munizioni della Pertite con una splendida area verde che i piacentini attraverso un referendum hanno chiesto venga destinata a parco pubblico ed altri spazi ancora (soprattutto vecchie caserme).
Quali garanzie può dare, se tornerà presidente del Consiglio, che queste strutture di proprietà in parte del Ministero della Difesa ed in parte del Demanio saranno "restituite" alla città?

«Indubbiamente perseguiremo l'obiettivo di "restituire alla citta" queste aree.
Riteniamo però sia indispensabile prioritariamente definirne la ricollocazione funzionale all'interno di un programma territoriale di sviluppo e rivitalizzazione della città.
Poiché molte di queste aree sono nel centro storico, focalizzare l'attenzione su di esse deve tradursi nella riqualificazione generalizzata del centro cittadino nel suo complesso».

domande a cura
di PAOLA ROMANINI e GIORGIO LAMBRI
da LIBERTA' del 10 febbraio 2013


pubblicazione: 10/02/2013
aggiornamento: 16/03/2013

 18243

Categoria
 :.  ITALIA Politica
 :..  Scelta Civica con Monti per l'Italia



visite totali: 2.492
visite oggi: 2
visite ieri: 0
media visite giorno: 0,88
[c]




 
Schede più visitate in Scelta Civica con Monti per l'Italia

  1. Monti: cambierò il nostro Paese
  2. "Sarò capo coalizione, na non mi candido"
  3. Ciò che il Centro non ha capito.
  4. "O il governo fa le riforme o non ci interessa più farne parte. "
  5. Casini : "Con Monti ho fatto la scelta sbagliata"
  6. Monti: «Io, la sfida del Centro e la vera leadership senza demagogie»
  7. Il piano dei centristi per rompere il silenzio: 5 anni di larghe intese
  8. Monti presenta il simbolo "Scelta civica".
  9. Il premier Monti apre a Bergamo la campagna elettorale.
  10. Monti: «No a larghe intese con somma zero»
  11. Monti: prima di me Governo di cialtroni
  12. Monti : «Questa idea da domani diventa una struttura destinata a durare»
  13. La maggioranza si divide, Monti lascia Lista Civica ?

esecuzione in 0,078 sec.