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Montale, divampa la protesta

Commercianti sul piede di guerra

"Dal 7 luglio viviamo una situazione insostenibile. Abbiamo subito una forte diminuzione dei clienti ed un conseguente calo degli affari. E la colpa è della nuova tangenziale".

Sale forte la protesta del Comitato dei commercianti di Montale, cha dal giorno dell'inaugurazione del rinnovato assetto viabilistico del paese (7 luglio appunto) hanno lamentato un costante disagio non solo nello scorrimento del traffico, ma soprattutto nel rendimento delle attività commerciali della frazione. In particolare la tangenzialina, che ha di fatto deviato il flusso dei veicoli dal paese mediante la chiusura della via Emilia, ha penalizzato gli esercizi della zona che vivono sul passaggio continuo della clientela ed ora si trovano tutti in una condizione di difficoltà, costretti a ridurre il personale o addirittura a chiudere.

Pepe Nero, Casa Bianca, bar Dolce Sosta, pizzeria La Siesta e tanti altri, sembra proprio che il nuovo assetto abbia danneggiato tutti i negozi nei pressi della via Emilia.
Appunto per far sentire la propria voce di dissenso i titolari hanno aderito al neo Comitato, che ha già raccolto 229 firme con una petizione per modificare nell'immediato la viabilità e riaprire l'ingresso da Pontenure.

Ieri mattina il comitato si è riunito in sala Cattivelli in Municipio per illustrare le diverse problematiche e le richieste che verranno rivolte all'Amministrazione da parte dei commercianti. "Non chiediamo la chiusura della tangenziale - ha detto il portavoce Maurizio Nani - ma semplicemente una viabilità che tenga conto anche delle esigenze dei commercianti di Montale. E non stiamo parlando di poche persone, ma di ben 160 onesti lavoratori che stanno rischiando grosso, sia i titolari storici che hanno paura di perdere il loro esercizio sia i giovani che non potranno più avere un impiego".

Le testimonianze dei diretti interessati hanno in seguito illustrato la gravità della situazione. Michela Grandolfi, del negozio di calzature, ha raccontato "che dal 7 luglio in poi la differenza è stata netta, prima la gente passava in auto e noi ci guadagnavamo, ora siamo ridotti a zero clienti e zero guadagni. Ed il timore più grande è che si debba chiudere".

Nemmeno Gianni Bardelli nasconde una seria preoccupazione: "Io ho un esercizio dietro al centro commerciale, in tanti anni non ho mai chiesto nulla a nessuno, ma ora non so cosa fare. Le macchine non arrivano più anche a causa di una segnaletica poco chiara, la gente non sa più come arrivare da me. Di questo passo non so se riuscirò a mantenermi per cui ho già deciso di chiudere".

Le cose non vanno meglio al Pepe Nero, che ha già dovuto licenziare due persone a causa dei cattivi affari, né alla Siesta che per ora rimane con i propri clienti fissi, né alla Casa Bianca, a rischio chiusura. Si attendono ora risposte concrete da parte dell'assessore Carbone, che si è già detto disposto a riaprire il tratto di via interessato.

A sostenere gli esercenti nella loro battaglia ci sarà sicuramente l'Unione Commercianti, presente ieri con il direttore Giovanni Struzzola. "Noi siamo stati i primi a sollevare questo problema con Carbone - ha affermato - spero che il Comune ci pensi entro tempi brevi perché qui c'è in gioco la vita di tantissimi imprenditori e dipendenti, nonché la tipicità della realtà economica di Montale".
Gabriele Faravelli
LIBERTA' 06/08/2011


pubblicazione: 06/08/2011

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