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Le reazioni al Reggi-bis

REGGI RINGRAZIA GLI USCENTI
Non un provvedimento punitivo per nessuno, ma la volontà di rilanciare la squadra rinnovando uomini e compiti alla luce sia dell'esperienza maturata in questi primi due anni di mandato sia delle evenienze sopraggiunte.
Così il sindaco Roberto Reggi, nella conferenza stampa convocata nel primo pomeriggio di ieri, ha spiegato il rimpasto di giunta che si apprestava a operare (in serata era prevista la formalizzazione degli atti di nomina degli assessori).
E non a caso è partito dal ringraziamento a tutti i componenti della squadra precedente (« Hanno lavorato per due anni senza risparmio facendoci realizzare gran parte del programma») e in particolare a quelli non confermati.
Dovevano essere solo due, secondo le sue intenzioni: Pietro Tansini (Italia dei valori), dopo che in luglio è entrato nell'esecutivo della Provincia, e Marco Elefanti (Piacentini con Reggi), destinato a diventare vicepresidente della costituenda Newco, la nuova società multiutility frutto della fusione tra Agac Reggio, Amps Parma e Tesa Piacenza.
Ma poi si è aggiunto Stefano Pareti (Sdi) che «non ha accettato la proposta che gli ho fatto inizialmente», ha annotato il sindaco.
E per lui specialmente Reggi ha speso parole di riconoscenza («Un ringraziamento affettuoso») dicendosi «sicuro (me ne ha dato la disponibilità) che resterà con noi a portare avanti iniziative in particolare nel settore che più predilige, ossia la cultura».
Quanto alla decisione di procedere al rimpasto, il sindaco l'ha spiegata considerando come, partendo dalla «necessità di rinnovare» i due assessori (Tansini ed Elefanti) in trasferimento (in Provincia il primo, a Newco il secondo), abbia «colto l'opportunità di accelerare» il pedale del rinnovamento «di qualità», con l'obiettivo di procedere il più speditamente possibile «verso il completamento del programma».
I nuovi assessori.
Tre persone che insieme garantiscono «grande esperienza politico-amministrativa» come Ernesto Carini (Ds), già vicepresidente della Provincia, «legami significativi con il mondo del commercio e dell'imprenditoria», come Alberto Squeri (Margherita), commercialista e imprenditore nel settore del pomodoro, «solide relazioni con la società civile e nel settore delle politiche sociali», come Paolo Dosi (Margherita), titolare della libreria/editrice Berti.
È in questi termini che il sindaco Reggi ha parlato dei suoi tre nuovi assessori con particolare riferimento alle deleghe che hanno avuto assegnate.
«Persone molto in gamba per portare chi saggezza, chi ulteriore dinamismo, chi equilibrio»


CALCIATI SCONTENTA
Travagliato il parto del rimpasto.
Lo si era capito bene in questi giorni di serrate trattative tra il sindaco e le forze politiche della maggioranza.
Ma travagliato rischia di esserlo anche il dopo-rimpasto.
Nella coalizione si registra più di un mal di pancia.
Il più forte è forse quello di Giovanna Calciati (Ds) che risulta non avere proprio gradito lo spostamento di deleghe che la riguarda. Aveva infanzia, formazione, diritto allo studio. La prima le resta, le altre due no (passano all'entrante Dosi) e il fatto che si aggiudichi turismo e teatro non sarebbe servito a far rientrare lo scontento.
Per questo ieri si parlava di una Calciati indisponibile a rivestire l'incarico.
L'interessata si è trincerata dietro un invalicabile no comment, ma in effetti risultava non essersi recata in Comune, in serata, per la rituale firma di accettazione dell'incarico, unica dei dieci assessori.
Un caso, dunque, per il sindaco Roberto Reggi che avrebbe avuto il suo bel daffare ieri sera in un colloquio a tu per tu con l'“assessora” per ridurla a più miti propositi. Se il tentativo è andato a buon fine si saprà solo oggi quando l'iter procedurale avviato prevede la stesura dell'atto di nomina degli assessori da parte del sindaco con indicate le deleghe di ognuno.
Ma anche in casa dei Piacentini con Reggi c'è agitazione.
Ieri Alessandro Miglioli si è dimesso da capogruppo.
Un gesto ascrivibile a un normale e già programmato avvicendamento interno alla lista civica, ha minimizzato in un'intervista la consigliera Paola Votto (candidata, secondo molti, alla leadership del gruppo).
Che peraltro non ha fatto mistero di un giudizio sul rimpasto che i Piacentini tengono ancora in sospeso, a dimostrazione che non tutto è filato liscio: «Abbiamo riflettuto a fondo prima di dare la nostra disponibilità a perdere un assessore (Marco Elefanti, ndr), è in corso nel nostro gruppo una verifica sul complessivo assetto della giunta».
Posizione ufficiali, dunque, rinviate ai prossimi giorni dopo il confronto interno.
Mentre piuttosto esplicito nel manifestare il suo dissenso rispetto alla nuova giunta è stato l'ormai ex assessore Pietro Tansini, che sempre si era detto disponibile a lasciare la carica in Comune a conduzione di essere rimpiazzato da un esponente del suo stesso partito, l'Italia dei valori (Idv).
Così non è stato e Tansini non la digerisce.
«Avevo proposto dei nomi per la mia sostituzione, ma non risultano graditi perché sono esponenti del tribunale e c'è da chiedersi perché si ha paura del tribunale. La realtà è che ci considerano protagonisti solo quando servono i voti», ha dichiarato ieri in un'intervista: «Prendiamo atto che siamo stati di fatto espulsi dal Comune e ne daremo conto al congresso regionale e poi al nazionale» in agenda per il 2 ottobre.
E se il sindaco in conferenza stampa ha detto di considerare «comunque sempre parte della maggioranza» anche i partiti rimasti esclusi dalla giunta, Tansini gli fa presente che per sentirsi parte di una coalizione «bisogna avere visibilità» e perciò «in Comune non possiamo dire che apparteniamo alla coalizione che ci vede alleati in Provincia, e anche in futuro non potremo dire di esserci se ci utilizzano a loro discrezione».


RIFONDAZIONE PROTESTA(«Sbilanciamento al centro») poi si ammorbidisce.
Mainardi: «Ribaditi gli impegni su Ici, Prg, Newco e voto agli immigrati»

Il segretario Nando Mainardi non ha fatto mistero delle contrarietà del suo partito sull'esito del rimpasto. Ha parlato di «elementi negativi» riferendosi a una «maggiore politicizzazione al centro» della giunta con l'ingresso «organico» di due esponenti della Margherita.
E tra domenica e ieri si è sfiorata la rottura tra sindaco e Rifondazione, con quest'ultima che ha minacciato di restare fuori dalla giunta in attesa di vedere ribaditi con ordini del giorno approvati in consiglio comunale i punti programmatici che al partito stanno al cuore.
A rasserenare il clima un documento bilaterale sottoscritto ieri mattina dal titolo: «Impegni di programma Reggi-Prc», indicati come prioritari e «compatibili con le linee programmatiche complessive approvate».
Si va dalla riduzione dell'Ici sulla prima casa nel bilancio 2005 al «mantenimento della spesa sociale», dall'«adeguamento del Prg alla legge regionale 20 entro il 2004» al vincolo tramite variante delle «aree libere del centro storico», dall'avvio entro il 2004 delle procedure per estendere agli immigrati il diritto di voto per Comune e Circoscrizioni alla natura «totalmente pubblica» delle costituenda farmacia-polo e infine, relativamente a Newco, alla preferenza per «l'individuazione di un partner industriale», che significa non dare affatto per scontata la quotazione in Borsa.
E, dunque, non a caso in conferenza stampa il sindaco ha fatto riferimento alla «messa a fuoco» del programma compiuta all'interno della verifica toccando, se non tutti, una gran parte dei punti contenuti nel documento condiviso col Prc. E così alla fine Mainardi ha potuto commentare: «È importante, significa che la barra politica non si sposta e noi siamo qui per garantire questa coerenza».


DALL'OPPOSIZIONE BORDATE SUL RESTYLING
Opposizione alla carica ieri pomeriggio in consiglio comunale contro il rimpasto di giunta. La prima convocazione dell'assemblea di Palazzo Mercanti dopo la pausa estiva non poteva che essere monopolizzata dal dibattito sul nuovo assetto dell'esecutivo, annunciato dal primo cittadino alle 16, un'ora prima dell'avvio ufficiale della seduta.
I banchi riservati agli assessori ancora in attesa di nomina sono rimasti tutti vuoti: presenti in aula solo il sindaco Roberto Reggi e la sua vice Anna Maria Fellegara.
I tre nuovi designati nella squadra di governo, Ernesto Carini (Ds), Paolo Dosi e Alberto Squeri (Margherita), invece, si sono accomodati ad occupare, per l'ultima volta, il loro scranno di consiglieri.
La polemica alimentata dai diversi interventi degli esponenti di centrodestra si è sviluppata su due binari: le contestazioni di merito sul rimpasto, definito come «un'operazione di potere», e quelle di metodo, a mettere in discussione la legittimità della procedura adottata dal sindaco, in particolare l'atto di revoca delle deleghe di sabato scorso.

Ha battuto soprattutto su questo tasto Carlo Mazza (gruppo misto), che ha accusato Reggi di non aver addotto giustificazioni sufficienti per motivare il congelamento dei suoi assessori. «Per togliere le deleghe - ha sostenuto - servivano ragioni di natura amministrativa, quelle politiche non bastano. Il provvedimento pertanto è impugnabile e illegittimo. Quello a cui abbiamo assistito è soltanto un esercizio di potere».

Il capogruppo di Forza Italia Massimo Trespidi ha ravvisato nella vicenda-rimpasto un indebolimento della figura del sindaco. «E' stata un'operazione - ha detto - che segna il ritorno della supremazia dei partiti sul primo cittadino, dimostratosi incapace di mantenere la propria autonomia di scelta».
Ha poi criticato l'esclusione di Stefano Pareti e di Pietro Tansini, «in grado di portare ben più voti - ha fatto notare - di altri assessori confermati, che alle elezioni racimolarono ben pochi suffragi».
«Ma chi esce peggio - ha concluso - sono i Piacentini con Reggi: sottraendo loro un assessorato, il sindaco ha ucciso la sua creatura».

Secondo Emilio Gorgni (Piacenza Nostra-Udc) «il riassetto è stato dettato solo da ragioni partitiche» e al pari di altri consiglieri di minoranza, ha manifestato rammarico per l'abbandono di Pareti.
Il suo collega di gruppo Filiberto Putzu ha imputato a Reggi di perseguire «la leadership della Margherita e il consenso personale».

Parole particolarmente dure sono state quelle spese da Andrea Paparo (Alleanza Nazionale), che ha sollecitato l'intera giunta a «fare armi e bagagli e andare a casa».
«L'unica vostra preoccupazione - ha affermato - è quella di acquisire potere e poltrone.
Mentre da Pareti è venuto un gesto di dignità, non altrettanto si può dire di Manuela Bruschini, che resta al suo posto nonostante venga privata della delega alle Politiche giovanili per essere relegata a far niente».
Dal canto suo, Tommaso Foti (Alleanza Nazionale), subito dopo l'annuncio in aula della composizione della nuova giunta da parte di Reggi, ha sollevato un'eccezione regolamentare sullo svolgimento dei lavori: chiedendo di proseguire la discussione sul rimpasto, senza attendere la convocazione ad hoc del consiglio sull'argomento, già fissata per lunedì prossimo.
Dopo un consulto dei capigruppo si è stabilito di lasciare invariato il programma della seduta.

Non sono mancati gli interventi di alcuni consiglieri di maggioranza: di particolare rilievo quello del capogruppo di Rifondazione Comunista Luigi Baggi, che ha voluto esplicitare le condizioni poste dal suo partito a Reggi per “digerire” l'operazione rimpasto. «Abbiamo affrontato - ha spiegato - questa fase difficile dell'amministrazione senza chiedere nulla in termini di deleghe. Cogliamo un rafforzamento del centro tale da spostare la barra politica della coalizione, mentre non è chiara la portata dell'innovazione arrecata dagli spostamenti di competenze. Dal lavoro dei prossimi mesi ci attendiamo indicazioni utili e il mantenimento degli impegni sulle questioni poste da Rifondazione». Il riferimento è al documento fatto sottoscrivere al primo cittadino, contenente alcuni punti programmatici specifici (vedi articolo nella pagina seguente). Sempre dal versante di centrosinistra, Edo Piazza (Piacentini con Reggi) ha chiesto alla nuova giunta «maggiore capacità di ascolto nei confronti dei consiglieri comunali» e espresso dispiacere per l'uscita di Pareti. Altrettanto ha fatto Antonio Levoni (gruppo misto) che ha rievocato la battaglia con l'esponente dello Sdi condotta all'opposizione della giunta Guidotti.



pubblicazione: 21/09/2004
aggiornamento: 22/09/2004

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