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mercoledì
21
ottobre
2020
Sant'Orsola e compagne martiri



La reazione di Berlusconi dopo la condanna nel processo Mediaset.

«Il governo dei tecnici ha introdotto misure che portano l'economia in una spirale recessiva».

Così Silvio Berlusconi in una conferenza stampa al vetriolo tra attacchi alla (presunta) magistratura politicizzata e all'esecutivo Monti accusato di attuare politiche recessive, spingendo oltre modo la pressione fiscale.
Ammettendo persino che sta considerando la possibilità di togliere la fiducia al governo Monti:
«Nei prossimi giorni decideremo con i vertici del mio partito se togliere la fiducia al governo o, vista la vicinanza con la fine della legislatura, se lasciargli finire il mandato. Dobbiamo mettere sui diversi piatti della bilancia, da un lato il fatto che le iniziative di governo ci portano a una spirale recessiva e dall'altro il fatto che con la sfiducia al governo si avrebbe una situazione interpretata in una certa maniera dal mondo della finanza», ha detto l'ex presidente del Consiglio.

«NON PARTECIPERO' ALLE PRIMARIE» - Nella conferenza stampa a Villa Gernetto il Cavaliere ha ribadito la necessità di «restare in campo» (smentendo il suo addio di due giorni fa, guarda il videomessaggio), pur confermando le primarie Pdl di dicembre per la scelta del candidato premier (ha chiarito che non vi parteciperà).
Sostanzialmente confermando l'impianto dell'intervista di sua figlia Marina Berlusconi al Corriere della Sera che aveva assicurato come non fosse un addio quello del papà.

OPERA DI MODERNIZZAZIONE - «Intendo dedicare la massima parte del mio tempo al mio paese e continuare nell'opera di modernizzazione e cambiamento con cui mi sono presentato agli italiani nel 1994», ha poi aggiunto.
Una sentenza «incredibile e intollerabile: io vengo presentato come individuo, nonostante la mia storia, dotato di una particolare capacità naturale a delinquere . Non credo di poter accettare una cosa del genere,
credo si sia passato il limite», ha aggiunto l'ex premier riferendosi alla decisione del Tribunale di Milano che lo ha condannato a 4 anni per fondi neri nel processo Mediaset.

IL PROGRAMMA POLITICO - «Abrogazione dell'Imu e impegno» a non mettere mai alcuna tassa sulla casa, che costituisce «il pilastro sicuro per ogni famiglia», è uno dei punti del programma politico che Berlusconi ha poi illustrato in conferenza stampa, chiarendo i connotati di questo ennesimo ritorno in campo.
«Non si deve mai più aumentare la pressione fiscale», aggiungendo che «c'è una estorsione fiscale che fa parte di un regime di polizia tributaria».
Berlusconi ha criticato senza metafore i metodi di riscossione tributaria.
«Si sta tutti male, gli italiani sono spaventati dalle tasse elevate, dai blitz della Guardia di finanza, da questo sistema violento di trattamento dei contribuenti. Hanno paura a spendere, non consumano quanto consumavano prima», ha detto il Cavaliere sottolineando come «si deve porre fine a questa situazione, e lo si fa cambiando totalmente la politica imposta all'Italia dalla Merkel».

«ASSASSINATA LA MIA CREDIBILITA'» - Nella conferenza stampa il Cavaliere ha anche attaccato «Merkel e Sarkozy che con i loro "sorrisetti" hanno assassinato la mia credibilità internazionale», con riferimento agli sguardi ironici che i due leader si scambiarono al termine del Consiglio europeo del 23 ottobre 2011 rispondendo ad una domanda sulla credibilità dell'Italia e dello stesso Berlusconi che allora ne presiedeva il governo.
E ha inferto una stoccata al presidente del Consiglio Mario Monti: «Il governo dei tecnici ebbe per nostro preciso invito il compito di cambiare la Costituzione. Ma nessuno di questi cambiamenti è stato presentato. Senza un cambiamento questo Paese non è governabile: si deve fare la riforma della Costituzione».

LA SENTENZA - «A Roma la Cassazione mi ha assolto con formula piena sulla stessa materia. Come mai non si è tenuto conto di questo? Forse il giudice Davossa è molto prevenuto contro di me. O forse in tutto questo si devono trovare delle spiegazioni di natura politica». Con queste parole Silvio Berlusconi aveva spiegato in mattinata in diretta telefonica al Tg5 il suo (apparente) dietrofront. Subito dopo la conclusione: «Delle conseguenze ci saranno. Mi sento obbligato a restare in campo per riformare il pianeta giustizia perché ad altri cittadini non capiti ciò che è capitato a me».

LA SENTENZA - Propensione a delinquere? «Questa è la parte più incredibile della motivazione» della sentenza («sistematica evasione fiscale», si legge nelle motivazioni).
E sottolinea: «Ho un'età non verdissima.
Credo di aver dimostrato di essere un bravo imprenditore, arrivato ad avere 56 mila collaboratori. Sono stato presidente del Consiglio per quasi 10 anni, sono l'unico protagonista della politica mondiale ad aver presieduto per tre volte il G8. Sono un ottimo padre di 5 figli e ottimo nonno di 6 nipoti».
«E sono uno dei primissimi contribuenti italiani - ha aggiunto -. E poi sono incensurato. Ed è una cosa incredibile rispetto a quanto detto dai giudici sulla naturale capacità a delinquere».

da www.corriere.it del 28/10/2012


pubblicazione: 28/10/2012

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