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La Procura su palazzo ex Enel: è tutto ok

da LIBERTA' del 7 maggio 2010

Palazzo ex Enel di via Campo della Fiera, per la Procura è tutto ok.

Il pubblico ministero Antonio Colonna è stato chiaro:
«Nell'intera pratica urbanistica non sono stati rilevati elementi tali da giustificare violazioni al diritto penale; per questo - ha aggiunto - in accordo con il procuratore della Repubblica Lucio Bardi chiederò al giudice per le indagini preliminari Gianandrea Bussi l'archiviazione del caso».

La conferenza stampa di ieri, a cui erano presenti anche il tenente colonnello Gianluca Tortora e il maresciallo Pietro Riso della Guardia di Finanza, mette la parola fine dal punto di vista delle indagini ad una delle più intricate e complesse vicenda politico giudiziarie emerse in città negli ultimi anni.

Secondo i magistrati inquirenti gli approfonditi accertamenti eseguiti dopo l'esposto presentato dal consigliere comunale Giacomo Vaciago in cui si adombravano irregolarità sull'iter della pratica urbanistica, non hanno fatto emergere ipotesi di reato.

Il rappresentante del Gruppo Misto aveva duramente contestato la procedura, ipotizzando un comportamento irregolare da parte del Comune per la concessione della variante urbanistica che permetterà di realizzare appartamenti e uffici nell'edificio.
Era stato puntato il dito anche sulla crescita del valore dell'immobile nel corso dei passaggi di proprietà: da 5,4 a 9,4 milioni di euro.
«A noi pubblici ministeri - ha osservato Colonna - non spettano valutazioni politiche o amministrative, ci siamo chiesti se nella vicenda qualcuno aveva avuto dei vantaggi illeciti con il pagamento di denaro o se vi fossero stati abusi d'ufficio da parte di amministratori, funzionari o dipendenti pubblici. Quindi è stato fatto uno screening completo dell'intera documentazione acquisita in Comune e sono state sentite una ad una le persone che hanno avuto a che fare con l'edificio oggetto dell'inchiesta. Ad ulteriore garanzia - ha aggiunto - è stato nominato un tecnico del settore perché eseguisse una consulenza dal punto di vista urbanistico su tutta la vicenda. Una volta tirate le fila dell'intera inchiesta non abbiamo trovato tracce né di ipotesi di corruzione, né di eventuali abusi d'ufficio, per questo la nostra convinzione è che dal punto di vista penale la pratica sia stata corretta».
«Tutto questo - ha chiosato il procuratore Bardi - è stato fatto naturalmente anche a tutela di istituzioni e persone che sono finite nel mirino dell'esposto».

Ma c'è di più.
L'affare messo a segno dall'immobiliare proprietaria dell'edificio non sarebbe nemmeno tale, non sarebbe infatti risultato un grosso vantaggio per gli acquirenti.
Il pubblico ministero ha sottolineato come «considerando i parametri attuali dell'edilizia a Piacenza non si può dire che, dal punto di vista commerciale, l'investimento, effettuato in un periodo di boom, non possa eventualmente "pagare" l'effetto della crisi attuale in cui si dibatte anche il settore delle costruzioni.
Dal punto di vista del Comune - ha aggiunto - nel corso delle indagini è inoltre emerso che in diverse città italiane è prassi disporre il riutilizzo a fini residenziali di edifici adibiti in passato a sedi di aziende o industrie, se l'amministrazione poteva fare diversamente non spetta a noi deciderlo.
Così come eventuali problemi dal punto di vista della procedura potrebbero eventualmente essere fatti valere davanti al Tribunale amministrativo regionale, non alla procura».
Ora che cosa accadrà?
Il giudice per le indagini preliminari dovrà esaminare il corposo fascicolo e decidere se accogliere o meno la richiesta di archiviazione.
Fulvio Ferrari
LIBERTA' del 07/05/2010


Sono durati circa tre mesi gli approfondimenti del Nucleo di polizia tributaria della guardia di finanza relativamente al fascicolo aperto dalla Procura sulla compravendita e la variazione urbanistica del palazzo ex Enel di via Campo della fiera.
A condurle il comandante, tenente colonnello Gianluca Tortora, e il maresciallo Pietro Riso (comandante della sezione Tutela entrate) assieme a diversi collaboratori.
«La delega ci è stata data dalla Procura a febbraio - hanno spiegato - e noi ci siamo subito attivati per ricostruire tutti i passaggi della vicenda con particolare attenzione sui passaggi di proprietà che hanno interessato l'immobile. Siamo quindi andati in Comune per acquisire tutti i documenti relativi alla pratica e per parlare con il dirigente responsabile del settore. Già in questa fase abbiamo trovato alcuni elementi interessanti: la società proprietaria del palazzo, infatti, si era vista respingere due volte la richiesta di variante, solo la terza, peraltro discussa preventivamente con i tecnici comunali, è stata approvata. Tutto è documentato ufficialmente e ci è parso assolutamente lineare».
L'attenzione si è quindi spostata sul valore dell'edificio, uno dei punti salienti dell'esposto dell'ex sindaco Giacomo Vaciago, sentito a sua volta dai finanzieri:
«Nel 2003 - proseguono i militari - la società Dalmazia del gruppo Enel decise vendere in blocco numerosi beni e li fece stimare dalla società Scenari immobiliari. Il palazzo in questione fu valutato 5,4 milioni di euro, ma non fu ceduto subito. La dismissione avvenne all'inizio 2007, in pieno boom immobiliare, quando la Demofonte acquisto per 130milioni di euro 429 immobili da Dalmazia.
La stessa Demofonte fornì alla banca che finanziò la transazione, la tedesca Aareal bank, un piano di realizzo futuro, quantificando in 8,2 milioni di euro l'incasso sperato per la struttura piacentina».
Demofonte pochi mesi dopo trovò l'accordo con l'immobiliare Campo della fiera per la cessione del palazzo, che venne pagato 9,4 milioni di euro: era il giugno 2007, il passaggio definitivo avvenne nel settembre successivo.
«Per avere una esatta dimensione dei valori oggetto delle compravendite - hanno aggiunto i finanzieri - abbiamo chiesto una perizia all'architetto Andrea Barbieri, esperto del settore che ha avuto le funzioni di consulente per la Procura. Secondo le sue analisi, molto serie e approfondite, le cifre sono in linea con i valori di mercato di allora, che ovviamente sono più elevati di quelli attuali in cui c'è contrazione a causa della crisi».
Nessun passaggio, quindi, è stato caratterizzato da esborsi economici sproporzionati, nemmeno in vista di possibili speculazioni future legate al cambio di destinazione d'uso.
«Per quanto ci riguarda - hanno concluso il colonnello Tortora e il maresciallo Riso - non abbiamo rilevato alcun passaggio penalmente rilevante, così come abbiamo scritto nel rapporto inviato alla Procura. Non è nostra competenza, invece, approfondire eventuali visi procedurali, che sono di esclusivo carattere amministrativo».
Michele Rancati


Vaciago non molla: «Mi opporrò all'archiviazione»
Cacciatore: «Il Comune si è mosso con correttezza»


(mir) L'ex sindaco Giacomo Vaciago proporrà opposizione all'eventuale archiviazione del giudice per le indagini preliminari del fascicolo aperto per approfondire la vicenda legata al palazzo ex Enel di via Campo della Fiera.
«L'esposto che ho presentato, in cui si criticava l'operato dell'amministrazione - spiega il professore, attuale consigliere del gruppo misto - è stato integrato da una seconda parte in cui richiamava un'altra pratica, quella di via Venturini: sono due pezzi della stessa "partita", a oggi hanno aperto solo la prima busta, che però non può essere giudicata pienamente senza leggere anche il contenuto della seconda». Il ragionamento di Vaciago è semplice:
«Ci sono state due pratiche uguali, palazzo ex Enel e via Venturini, con esiti diversi: se mi dicono che la prima è ok, significa che la seconda non va bene. Si mettano d'accordo, perchè la contraddizione è palese. Io comunque farò opposizione all'eventuale archiviazione, ritengo parziale la risposta che la Procura ha dato senza analizzare anche la seconda parte del mio esposto».

Sull'altro fronte, si registra la soddisfazione del vicesindaco Francesco Cacciatore, che era stato anche oggetto di una mozione di sfiducia (poi bocciata) da parte dello stesso Vaciago.
«La notizia non può che farmi piacere - commenta - soprattutto perchè la Procura, che si era mossa di sua iniziativa, dopo tutte le indagini del caso ha ritenuto di chiedere l'archiviazione: ciò significa che non ha ritenuto alcun profilo di illiceità nella vicenda e rappresenta la conferma eloquente di quanto io e l'amministrazione abbiamo sempre sostenuto, ossia che anche in questo caso il Comune si è mosso con correttezza amministrativa e nell'interesse pubblico».
Non manca una frecciata a coloro che nel centrodestra avevano appoggiato la mozione dell'ex sindaco: «Devo constatare con dispiacere - prosegue il Cacciatore - che su questa vicenda, per motivi che fatico ancora oggi a comprendere, qualcuno ha voluto montare un gran polverone a cui ha voluto dare enfasi anche sui quotidiani nazionali, gettando discredito sull'amministrazione e facendo apparire in cattiva luce intera città di Piacenza (riferimento ad alcune interviste di Vaciago, ndr). Ma mi spiace anche constatare che una parte seppure marginale del consiglio comunale ha voluto seguire, sulla base di opinioni alquanto curiose, chi proponeva la mozione di sfiducia, mentre sarebbe stato opportuno essere più prudenti, visto che i fatti di oggi confermano la gratuità illazioni sostenute».
Querelerà il professore per le pesanti accuse dei mesi scorsi?
"Io sono una persone mite - risponde il vicesindaco - ma è evidente che tutta la vicenda non mi ha fatto piacere: oggi godo di questa richiesta di archiviazione, poi vedremo.
Invito altri a fare qualche riflessione".




pubblicazione: 07/05/2010
aggiornamento: 12/05/2010

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