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La nuova Finanziaria

Finanziaria, manovra da 22,5 miliardi di euro.

Finanziaria da 22,5 miliardi di euro.

Il ministro Siniscalco incontra giovedì a Palazzo Chigi i rappresentanti dei vari partiti della maggioranza. In mattinata si è visto con il ministro delle Riforme Roberto Calderoli (Lega nord) e il vice presidente del Consiglio Giulio Tremonti (Fi), nel pomeriggio è previsto un incontro con il ministro delle Politiche agricole Gianni Alemanno (An), il quale intende chiedere un bonus fiscale alle famiglie contro il caro petrolio.

IRAP: TAGLI PER 2 MILIARDI -
La manovra finanziaria sarà di 22,5 miliardi di euro: 11,5 miliardi di correzione netta per l'obiettivo di deficit/pil indicato per il 2006 al 3,8%, e il resto per lo sviluppo.
Confermato il taglio dell'Irap per 2 miliardi.
La parte relativa allo sviluppo riguarderebbe l'Irap, la realizzazione degli obiettivi dell'Agenda di Lisbona per 3 miliardi, e il resto sarebbe liberato dall'eliminazione del tetto del 2% alla spesa per investimenti.

TAGLI AGLI ENTI LOCALI -
Le risorse sarebbero ottenute, secondo le indicazioni fornite da Siniscalco, attraverso tagli agli enti locali e ai ministeri, la lotta all'evasione e la manutenzione della base imponibile, mentre risultano al momento esclusi un aumento dell'imposta sulle rendite finanziarie (oggi al 12,5%) e tagli agli stipendi dei parlamentari.

15 settembre 2005, www.corriere.it



SANITA', E' SUBITO SCONTRO -
Secondo indiscrezioni sulla bozza erano previsti tagli per 2,5 miliardi di euro sulla sanità.
Immediata la smentita di An, che per voce del viceministro all' Economia, Giuseppe Vegas, ha fatto sapere che «per quanto riguarda la spesa sanitaria la bozza di Finanziaria prevede un aumento netto del finanziamento pubblico di tre miliardi di euro».
Un «no» netto viene anche da Andrea Ronchi, portavoce del partito.
«Riguardo alle voci di eventuali tagli alla sanità contenuti nella prossima Finanziaria - aggiunge - sottolineiamo che sono prive di fondamento»

IRAP: TAGLI PER 2 MILIARDI -
Dei 21,31 miliardi della manovra finanziaria, 11,5 miliardi sono di correzione netta per l'obiettivo di deficit/pil indicato per il 2006 al 3,8%.
Confermato il taglio dell'Irap per 2 miliardi, per lo sviluppo sono destinati 4,6 miliardi, alle famiglie meno abbienti 200 milioni di euro derivanti dai dividendi Eni-Enel.
Altri 3 miliardi per il fondo piano investimenti e occupazione.
Non è escluso che il pacchetto famiglia possa essere ulteriormente ritoccato facendo lievitare ulteriormente la manovra.

TAGLI AGLI ENTI LOCALI -
Le risorse sarebbero ottenute, secondo le indicazioni fornite da Siniscalco, attraverso tagli a comuni, province e regioni, (3 miliardi), ai ministeri ed enti (6 miliardi), mentre risultano al momento esclusi un aumento dell'imposta sulle rendite finanziarie (oggi al 12,5%) e tagli agli stipendi dei parlamentari.

EVASIONE: CONTROLLI «ESPLORATIVI» -
È previsto un pacchetto per la lotta all' evasione con l'arrivo di una nuova tipologia di controlli chiamati «esplorativi», ma anche la rinegoziazione dei contratti di affitto di locali pubblici, l'istituzione di nuovi casinò e nuove norme per la tassazione dei proventi illeciti. Verrà introdotto il nuovo delitto di omesso versamento Iva: potrebbe scattare l'arresto per chi non versa somme sopra i 50 mila euro e comunque il governo incasserà 150 milioni solo da questa imposta. Previsti sanzioni per commercianti e piccoli imprenditori che non compilano i questionari. Tra le misure per la lotta all'evasione viene citata anche la «tassazione dei proventi illeciti», che era già stata introdotta in passato ma non avevano trovato attuazione, e avevano l'obiettivo di tassare anche gli incassi legati alla prostituzione.

BONUS BENZINA -
Un bonus benzina «ancora non quantificato» sarà varato dall'esecutivo entro fine anno o in Finanziaria o via decreto.
Lo ha confermato il ministro per le politiche agricole, Gianni Alemanno.
«Ci sarà un bonus fiscale sul dividendo Eni, forse sarà fatto per decreto prima e sarà finalizzato alle famiglie a minor reddito».
«Questo intervento è già presente - ha detto Alemanno - nella prima ipotesi di Finanziaria»
16 settembre 2005, www.corriere.it


TRIBUTI COMUNALI E RISCHIO TICKET.
SPUNTA LA TASSA SULLA PROSTITUZIONE.

di ROBERTO PETRINI, Repubblica del 16 settembre 2005

Rischia di cambiare in peggio la vita degli italiani con i 37 articoli della nuova Finanziaria.
Si affaccia l'ipotesi di ticket regionali sui ricoveri e sui farmaci, dietro l'angolo ci attendono tasse di scopo comunali che i municipi avranno la possibilità di imporre per compensare i tagli.
A fronte di questi nuovi sacrifici i nostri concittadini, almeno quelli delle fasce più povere, avranno un bonus contro il caro-benzina e il caro-riscaldamento, forse di 100 euro.

Inoltre potranno contare sull'intenzione del governo di lottare contro gli sprechi: 70 milioni di euro saranno risparmiati nel 2006 su incarichi di consulenza e spese di rappresentanza e 30 sul parco delle celebri auto blu.
Per il cittadino torna anche l'obbligo di assicurare la propria casa contro le calamità naturali.

Il pacchetto sanità: nuovi ticket?
Sarà il più duro da digerire.
Nero su bianco il risparmio per il governo è di 2,5 miliardi di euro.
Si interverrà naturalmente tagliando i trasferimenti del Fondo sanitario nazionale che per il 2006 sono stimati in 95,5 miliardi di euro.
Il governo, invece di dare 5,5 miliardi in più, ne darà soltanto 3 rispetto ai 90 di oggi (di qui la dichiarazione del sottosegretario Vegas di ieri: "Avremo un aumento netto del finanziamento della sanità di 3 miliardi").
In realtà rispetto alle esigenze, cifrate nel bilancio legislazione vigente contenuto nel Dpef 2006-2009, il taglio sarà per l'appunto di 2-2,5 miliardi.
Sempre secondo Vegas, per evitare che il taglio si rifletta in una riduzione delle prestazioni sanitarie, per 1 miliardo si risparmierà sull'acquisto dei farmaci (compito affidato all'agenzia del farmaco) e per il resto le Regioni dovranno cavarsela da sole, dunque con ticket o altro.

Il pacchetto enti locali: arrivano le tasse di scopo.
Si tratta di 3 miliardi che verranno rinegoziati all'interno del nuovo Patto di stabilità interno.
In cambio il governo aprirà la possibilità ai Comuni di introdurre tasse di scopo, cioè imposte volte ad una specifica necessità, come la costruzione di una infrastruttura o la gestione di un nuovo servizio.
Stretta sulla tassazione dei Boc, i bond comunali.
Blocco ai contratti a termine statali.
Il pacchetto deve dare 1,1 miliardi: si parla di nuovo blocco del turn over allargato anche ai moltissimi contratti a termine di cui vive oggi la pubblica amministrazione.

Lotta all'evasione.
E' uno dei cardini della manovra: sui tratterà di una stretta sui controlli, sulla disciplina del contenzioso, la raccolta dei tributi sarà affidata alla Riscossione spa e tolta ai singoli istituti di crediti.
Lotta all'evasione Iva internazionale e all'evasione dei dazi doganali.
Il tutto per 4,3 miliardi.
Prevista l'estinzione dei debiti contratti prima del 2000 di persone fisiche e società verso lo Stato.

Torna la polizza anticatastrofi.
Fortemente voluta da Berlusconi e mai approvata nelle ultime Finanziarie torna la polizza obbligatoria per gli appartamenti contro le catastrofi naturali.

La regola del 2 per cento, "Gordon Brown".
Sarà più stringente in alcuni settori ma non colpirà le spese per gli investimenti (di conseguenza saranno liberati 1,5 miliardi di euro).
Scure sui consumi intermedi (dalla cancelleria ai computer) che dovranno scendere del 30 per cento. Tagli alle leggi in essere e a quelle pluriennali: ne faranno le spese per i Paesi in via di sviluppo.
In tutto 6,1 miliardi.
Riduzione del 10 per cento delle indennità ai parlamentari.

Il taglio dell'Irap.
Ormai scontato e atteso da tempo, sarà di 2 miliardi per il 2006 , di 7,5 miliardi nel 2007 (saldo e nuovo anticipo) e a regime, nel 2008 costerà 5 miliardi.
Resta tuttavia da stabilire il meccanismo: se si agirà dunque con un taglio generalizzato o con interventi mirati.

Il bonus per le famiglie bisognose.
Dovrebbe essere di circa 100 euro e interessare circa 2 milioni di famiglie povere.
Sarà varato per decreto e sarà finanziato per 200 milioni con i dividendi dell'Eni e dell'Enel.
La Cgil è contraria e parla di "elemosina".

I nuovi investimenti.
Gli interventi per lo sviluppo sono un totale di 4,6 miliardi.
Tra le voci più importanti di questo capitolo rientrano l'esclusione degli investimenti dalla regola del 2% (costo 1,5 miliardi), 500 milioni per il fondo occupazione, 1 miliardo di eccedenza di spesa, 520 milioni per i contratti del pubblico impiego 2004-2005.

(16 settembre 2005)


pubblicazione: 15/09/2005
aggiornamento: 24/09/2005

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