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Vaciago: distribuisce quello che c'è con metodi poco trasparenti, talvolta forzando la legge
Nuovo durissimo affondo dell'ex sindaco Giacomo Vaciago contro l'amministrazione guidata dal sindaco Roberto Reggi. Questa volta l'attacco frontale, simile a quelli già lanciati dai banchi dell'aula consiliare di Palazzo Mercanti, arriva direttamente dalle pagine del Corriere della sera.
"Piacenza è una città che ha smesso di crescere - afferma il professore, consigliere comunale del gruppo Misto, nell'articolo pubblicato ieri a pagina 18 dal quotidiano milanese - e la giunta, anche se di sinistra, procede a distribuire quello che c'è, ma con metodi poco trasparenti, talvolta forzando la legge. E' una specie di berlusconismo di provincia e di sinistra, se non c'è il recupero forte di legalità Bersani e Berlusconi rischiano di diventare la stessa cosa". Parole molto forti, che il noto economista ha rilasciato come corredo di un più ampio servizio dedicato alle recenti inchieste giudiziarie che sul nostro territorio hanno coinvolto autorevoli esponenti di Cisl e Cgil. "Il sindacato - aggiunge il consigliere ex Pd - è in crisi di ruolo perchè il mondo del lavoro è cambiato. E allora o ti adegui oppure il tuo vecchio modello marcisce. Vedo che anche i giovani sindacalisti si muovono come sacerdoti di un rito antico, tutti presi nella gestione di quel che rimane del loro potere. E questo è un problema italiano, non solo di Piacenza". Un quadro a tinte fosche, che Vaciago ammorbidisce tessendo le potenzialità della nostra città: "Ha grandi risorse e capacità sorprendenti. Un esempio: il maestro Muti ha avviato qui, in gemellaggio con Ravenna, l'orchestra giovanile Cherubini, un vivaio per nuovi talenti". Un finale ottimista che comunque non cancella la ferma presa di posizione contro l'attuale amministrazione e la maggioranza di centrosinistra, con cui l'economista ha avuto problemi fin dall'inizio del mandato, il secondo consecutivo per il sindaco Roberto Reggi. A settembre 2007 il professore non gradì l'elezione di Guglielmo Zucconi (civica di maggioranza) alla guida della Commissione 4, per cui era in corsa: "La votazione non l'ho capita - affermò - e per me non è stata regolare, perciò ho scritto al presidente del consiglio comunale e alla Procura in attesa di sapere se ho ragione o meno. Nel frattempo mi sospendo dal consiglio e se verrà accertato che in quest'aula avvengono cose indegne mi dimetterò perché sarà meglio non starci più». Il caso rientrò a fatica, ma poche settimane dopo arrivò una nuova polemica sulla composizione della commissione speciale per le aree militari: altri scontri verbali, seguiti il 2 dicembre successivo dall'uscita dal gruppo dell'Ulivo (poi Pd) per approdare nel misto e dall'autosospensione da consigliere per tre mesi. Ma è stato il 2009 l'anno che ha sancito il definitivo distacco con l'attuale amministrazione. Prima il caso Cibic: Vaciago fu uno dei primi ad adombrare qualche sospetto sul regolare svolgimento del concorso per la progettazione del Palazzo unico degli uffici comunali, una volta annullata la procedura si scagliò duramente contro la giunta per la gestione della vicenda. Addirittura più pesante la polemica innescata per la variante urbanistica del palazzo ex Enel di Campo della fiera, che ha portato alla presentazione di una mozione di sfiducia contro il vicesindaco Francesco Cacciatore per una pratica che secondo l'ex sindaco presenta forti lacune, irregolarità e qualche forzatura normativa. "Io ho il dovere - ha aggiunto ieri Vaciago - come consigliere comunale di chiedere conto all'amministrazione di ciò che mi pare non vada bene: l'ho fatto il 4 maggio su palazzo uffici e il 26 ottobre sulla pratica ex Enel. Per ora in replica ho avuto solo bugie e insulti, quando si decidono a rispondere alle mie domande, perplessità e critiche? ". Michele Rancati
da Quotidiano LIBERTA' del 27/01/2010
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