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La fontana gigante di piazzale Torino.

Piacentini scettici: «Nasconde la visuale di via Taverna»

Non c'è pace per le rotonde cittadine che, più sono discusse, più sembra facciano gola. L'installazione più criticata, prima del bastione-fontana tra via Taverna e viale Malta, era l'insieme di blocchi di cemento tra via Campagna e via XXI Aprile.
Chi la chiama formaggera, chi il catafalco, la strana fontana è al secondo posto nella top-ten.
In discesa (ormai sembra digerito) il cono con zampilli d'acqua in via Colombo.
Nuova entrata il disco d'acciaio sormontato da aste in lavorazione all'incrocio tra via XXIV Maggio, via XXI Aprile, via Taverna e via Emilia Pavese.
Alla Besurica c'è l'omaggio alla Piacenza agricola: un aratro idea di uno studente del Raineri Marcora. Tunnel verde alla Farnesiana ed un cavallo illustre ancora da collocare: quello di Giorgio Groppi, regalo alla città di Piacenza di Confindustria e dello stesso maestro.
Si deve ancora decidere: le richieste degli artisti al Comune per posizionare le loro opere sulle rotonde sarebbero diverse.


Dalle fontane alle piante secolari, dai pergolati alle sculture simboliche e post moderne, sulle rotonde è oramai un florilegio di opere pubbliche, pagate quindi dei cittadini. Ma costoro, i diretti interessati, che ne pensano?
Il caso che fa più discutere in questi giorni è quello del manufatto color ruggine, di quattro metri di altezza, innalzato nella rotonda tra via Taverna e viale Malta.

«Aspettate e vedrete, sarà una cosa bellissima» fa sapere un operaio intento ai lavori.
Quella specie di totem color ruggine, in realtà, secondo il progettista, l'architetto Graziano Sacchelli, funzionario del Comune di Piacenza, diventerà una fontana con giochi d'acqua e di luce.

La gente, però, è scettica.
A cominciare da Stefano Saturnini, edicolante. «L'impatto non è dei più belli - dice dal suo punto di osservazione privilegiato, il parcheggio di Barriera Torino - e chiude tutta la prospettiva di via Taverna».
Per Saturnini sfortunata è stata anche la chiusura della terza corsia all'incrocio con via XXIV Maggio e via XXI Aprile per chi proviene da via Taverna.
«Prima chi svoltava a destra poteva evitare il semaforo - continua - oggi è costretto ad entrare nella rotonda. I problemi si hanno con le ambulanze. Basta che ci siano un paio di pullman ed un camion e l'ingorgo è assicurato».

Non è spaventato tanto dal manufatto quanto dal sistema viabilistico di Barriera Torino Luigi Casaroli. In bicicletta lo si vede transitare sul passaggio pedonale e poi attraverso il parcheggio.
«In macchina evito accuratamente questo incrocio - dice - e quando vengo dalla Besurica passo a Barriera Genova».

«Pensavo che fosse qualche cosa per affiggere i manifesti» confessa Gaetano Discerbo che abita all'Infrangibile e per di qua ci passa spesso. «Può darsi che con l'acqua e le luci la situazione migliori - prosegue - anche se è un dato di fatto che così si chiude la visuale di via Taverna».

«Occorre aspettare la fine dei lavori - è possibilista Fiona Reese - per adesso non si capisce molto. Dico solo che è un po' troppo grande».

«Speriamo che il nuovo assetto di Barriera Torino mi porti fortuna - si affida alle nuove rotonde Pasquale Russo, ristoratore della zona - fino ad ora, dal punto di vista commerciale, come esercente, sono stato penalizzato».

Iolanda Massarini, quando si affaccia alla finestra, esce sul balcone, chiude la porta di casa si trova faccia a faccia con la nuova maxi fontana.
«Posso dirlo? È un obbrobrio - sbotta la signora - ed a pensarla così sono in tanti qui intorno». «Dal punto di vista della sicurezza poi - osserva - oscura del tutto la visuale».

«Questo monumento non mi dice proprio nulla - sentenzia Davide Poggi, addetto al volantinaggio - il Comune con questi soldi farebbe meglio pensare alle strade ad ai marciapiedi».

Possibilista è Stefano Severgnini, commerciante con il negozio che si affaccia su Barriera Torino. «Ha un certo impatto visivo - osserva - ma bisogna attendere la fine dei lavori, con l'acqua e con le luci potrebbe essere una cosa nuova».

L'oggetto della discussione imperversa in questa settimana nelle ore di punta del bar di Antonio Ambrosini: «Proprio questa mattina parlavo con due tecnici del Comune che mi rivelavano le loro perplessità: il manufatto oscura la visuale di via Taverna».
«Anch'io sono d'accordo - continua -, quei pannelli d'acciaio sono troppo alti, aspettiamo però il termine dei lavori per vedere come viene fuori».
Federico Frighi


«Quello di Barriera Torino è un progetto interno ai nostri uffici ed è dell'architetto Graziano Sacchelli. Attualmente siamo solo al 50 per cento della sua realizzazione, per cui mi sembra prematura ogni discussione».
L'assessore ai lavori pubblici, Ignazio Brambati, taglia corto così sulle prime perplessità che stanno nascendo intorno alla prima delle due realizzazioni di Barriera Torino.
Anche il telefono dell'architetto Sacchelli (con il quale ieri non è stato possibile parlare) è rovente e tutte le chiamate sono state girate sulla segretaria.
«Il manufatto - ricorda l'assessore Brambati - ripete il tratto murario della città e in particolare le porte che si aprivano su via Taverna».
Nessun commento sulle misure ritenute da alcuni troppo ingombranti.
«L'opera non è ancora finita» ribadisce l'assessore.
Assieme all'architetto Sacchelli hanno collaborato gli architetti Luca Rocca ed Elena Bottazzi.
L'opera all'interno della rotonda tra viale Malta e via Taverna, del diametro di 13 metri, sarà realizzata con gli stessi materiali della più grande fontana progettata nella rotonda all'incrocio tra via Taverna, via XXIV Maggio e via XVI Aprile.
Le due lamiere in acciaio richiamano anche nel colore la prosecuzione del bastione farnesiano. Anche in questo caso giochi d'acqua e di luce contribuiranno a rendere la rotonda più bella.
Il Comune ha anche pensato a una trentina di piante per aumentare la presenza di verde ora particolarmente scarsa.
L'intero progetto è destinato a rivoluzionare la viabilità di una zona in cui, secondo le stime dell'ufficio traffico, transitano ogni giorno almeno 30mila veicoli.
Un fiume di auto che, soprattutto negli orari di punta, trovava nel vecchio semaforo la causa di lunghe code, oltre ad un pericoloso assembramento di veicoli in mezzo a via Taverna nel tentativo di attraversarla, provenienti da viale Malta.


pubblicazione: 27/10/2006
aggiornamento: 28/10/2006

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 :.  AMBIENTE Piacenza
 :..  Urbanistica



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