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LA MANOVRA ECONOMICA

Il tetto del 2% alla crescita della spesa del 2005 morde anche gli investimenti pubblici nelle infrastrutture e il Mezzogiorno.
La Finanziaria approvata ieri dal Consiglio dei ministri fissa infatti un nuovo limite ai pagamenti di cassa per gli interventi a sostegno delle aree depresse, gli incentivi alle imprese e i fondi per la progettazione delle opere strategiche, che nel 2005 non potranno superare i 7,9 miliardi di euro. Così, l' anno prossimo, le somme effettivamente spendibili per le aree depresse scendono da 7 a 6,5 miliardi di euro, mentre i pagamenti per gli incentivi alle imprese dovranno limitarsi a 2,7 miliardi e quelli per la progettazione delle grandi opere della Legge Obiettivo si fermeranno ad appena 450 milioni. Il limite riguarda i pagamenti per cassa e non gli stanziamenti del Fondo Aree depresse, di cui ieri il Cipe ha definito il riparto. Assegnando 6,4 miliardi alle infrastrutture e 3,6 agli incentivi, sui 12,2 disponibili (sono stati accantonati 2,2 miliardi) che per l' 85% dovranno essere destinati al Mezzogiorno. Il freno alle uscite di cassa è invece frutto della regola del 2% imposta dal ministro dell' Economia, Domenico Siniscalco, e sulla quale è costruita l' intera Finanziaria da 24 miliardi appena varata. Il tetto si applicherà alla spesa corrente e a quella in conto capitale, con le uniche eccezioni delle spese per la previdenza, le prestazioni sociali, il funzionamento di Camera, Senato, Csm e Consulta, la difesa, la spesa per gli interessi, i pagamenti alla Ue, gli «impegni internazionali» (confermati per il 2005 1,2 miliardi per le missioni internazionali di pace).
La regola del 2% garantirà circa 10 miliardi di minori spese, tra il blocco del turn over nella pubblica amministrazione, limiti ai prelievi degli enti sul conto corrente di tesoreria, ma soprattutto incidendo sui trasferimenti agli enti locali.
Alle spese dei Comuni è imposto un tetto del 4,8% sul 2003, alle Regioni del 2% sul 2004, mentre il Fondo Sanitario Nazionale di competenza regionale è stato portato da 81 a 88,2 miliardi di euro, con il tetto alla spesa farmaceutica confermato nel 13%.
A fronte del tetto, per garantire i servizi, Regioni e Comuni torneranno ad avere una parziale autonomia fiscale. Fermi restando i tetti massimi, le Regioni potranno così sbloccare le addizionali per finanziare eventuali maggiori costi della sanità.
Mentre i Comuni potranno accedere a nuove tasse soltanto per finanziare investimenti in deroga al tetto.
Sul fronte dei risparmi, qualcosa arriverà anche dalla stretta sulle invalidità civili. La manovra conta poi su 7 miliardi di una tantum, cioè nuove cartolarizzazioni immobiliari, vendita e riaffitto di immobili a uso governativo. Prevista, tra l' altro, la possibilità di cedere all' Anas tratti di strade da sottoporre a pedaggio (in un piano di qualche mese fa si parlava del Raccordo anulare di Roma, della Roma-Fiumicino, della Orte-Ravenna-Venezia).
Nel conto della Finanziaria ci sono poi 7 miliardi di nuove entrate, in gran parte garantite dalla revisione degli studi di settore accompagnata da un nuovo concordato. In arrivo anche nuove misure contro l' evasione Iva e maggiori controlli sui redditi derivanti dagli affitti (con il rischio di pagare arretrati di quattro anni). Le agenzie immobiliari, pena la sospensione della licenza,dovranno comunicare i dati relativi ai contratti d' affitto. E dal prossimo aprile le società che forniscono luce, gas acqua e telefono dovranno comunicare all' Agenzia per le entrate, per i nuovi contratti, i dati catastali degli immobili forniti dal servizio. Previste anche tasse più alte per le cooperative, una stretta penale (due anni di carcere) per i sostituti di imposta che non versano i tributi, fino a un aggravio dell' aliquota di base sulla lavorazione dei tabacchi (500 milioni), con la possibilità di introdurre un «prezzo minimo» di vendita per le sigarette.
Anche quest' anno nella Finanziaria compare una miriade di piccole misure accessorie come la possibilità di affittare a privati beni immobili da restaurare, quella per il Demanio di vendere aree urbanizzate ai Comuni, o quote di «comproprietà immobiliare» ai privati. Arrivano poi 50 milioni per l' ospedale Bambin Gesù di Roma, 15 per il Museo della Shoah di Ferrara, 10 a favore degli asili nido aziendali.

NUOVE TECNOLOGIE
Confermati, anche se rimodulati negli importi, gli incentivi per la diffusione della banda larga e della televisione digitale terrestre. Dal 2005 il governo concederà un contributo di 50 euro per l' attivazione di connessioni internet in banda larga, che sale a 75 euro (il contributo offerto nel 2004) se l' accesso alla rete ricade nelle zone svantaggiate del Paese. L' acquisto o il noleggio del decoder per la televisione digitale terrestre, che quest' anno godeva di un bonus di 150 euro, sarà incentivato con un contributo di 120 euro. Lo stanziamento del ministero delle Comunicazioni, 140 miliardi, resta invariato. I nuovi limiti permetterebbero così di soddisfare una platea più ampia di soggetti. Confermati dalla Finanziaria anche i bonus per l' acquisto dei pc per i sedicenni, ma anche per gli insegnanti e tutti gli altri dipendenti pubblici.

SANITA'
Il Fondo sanitario nazionale aumenta da 81 a 88 miliardi, ben oltre il 2% fissato per la spesa pubblica, con l' impegno delle Regioni a finanziare eventuali sfondamenti con nuove tasse. Il via libera al Fondo è però subordinato all' accordo tra Stato e Regioni sull' istituzione della tessera sanitaria in tutto il territorio nazionale e sul piano di razionalizzazione dell' offerta ospedaliera.
Il tetto della spesa farmaceutica resta fissato al 13% della spesa sanitaria complessiva. Oggi, tra l' altro, si riunisce per la prima volta il Consiglio dell' Agenzia nazionale sui farmaci, delegata a adottare misure di contenimento della spesa ponendo parte dello sforamento a carico delle imprese farmaceutiche.
La Finanziaria prevede poi un aumento del 10% delle multe per chi non rispetta il divieto di fumare, i cui proventi saranno utilizzati per finanziare il potenziamento degli organi ispettivi e programmi specifici per la prevenzione.

WELFARE
Minacciata da tempo, arriva la stretta sulle invalidità civili.
Dal 2005 tutta la loro gestione sarà di competenza Inps. La bozza della Finanziaria prevede infatti che l' istituto subentrerà al ministero dell' Economia nell' esercizio delle funzioni in materia di invalidità civile, cecità civile, sordomutismo, handicap e disabilità che ancora erano di competenza del dicastero di via XX Settembre. Il trasferimento di competenze dovrà essere operativo entro sei mesi dall' entrata in vigore della legge di bilancio. In seguito a tale norma ci sarà un trasferimento di personale: saranno dunque ridotte le dotazioni organiche del ministero dell' Economia e le relative risorse saranno trasferite all' Inps. L' Istituto, oggi, gestisce solo il pagamento degli assegni, mentre le commissioni mediche di valutazione delle invalidità, un tempo dei Comuni, erano da poco state trasferite all' Economia.

L' ISTRUZIONE
Libri scaricabili da Internet, possibilità di lasciare i testi a scuola, volumi realizzati a fascicoli per rendere più leggeri gli zainetti e contenere i costi per le famiglie.

Sono alcune delle disposizioni previste dalla bozza della Finanziaria.
Perplessi gli editori e i dirigenti scolastici. Vediamo la principale novità: libri online da introdurre sperimentalmente nel prossimo anno scolastico, dopo una convenzione con le case editrici. I vantaggi: personal, palmari, portatili possono contenere tutti i testi a costo ridotto perché non c' è la spesa della carta e della produzione fisica del volume. Si pagano soli i diritti e l' editing elettronico. La convenzione con gli editori dovrebbe essere stipulata dopo la Finanziaria. Si può stampare, a casa e in classe, solo la sezione che serve. Svantaggi: bisogna possedere un computer e una stampante. Resta irrisolto il problema della riproduzione illegale, una volta ottenuto l' accesso al file. Per Roberto Gulli, dell' Associazione italiana editori «le imprese che producono testi scolastici non sono state consultate». Per l' editore mancano garanzie sul diritto d' autore mentre il risparmio è discutibile: «200 pagine stampate a casa in modo decente costano 50 euro». Antonino Petrolino, del direttivo dell' Associazione nazionale presidi: «Scaricare e stampare le pagine da studiare a scuola comporterebbe tempi e costi tali da rendere improbabile il risparmio». «E' un primo passo. L' obiettivo è mettere tutte le famiglie in condizione di possedere un pc - spiega Antonio Palmieri, dipartimento innovazione di Fi -. Diminuiranno peso e spesa. Sarà il mercato a decidere». I libri di testo dovranno essere realizzati in fascicoli o in sezioni tematiche «di costo contenuto e con possibilità di successivi aggiornamenti». «Il testo in fascicoli costa di più - continua Gulli -. Li abbiamo pubblicati con un esito di scelta assolutamente modesto da parte dei docenti». I dirigenti scolastici dovranno organizzarsi in modo che i ragazzi possano lasciare i testi a scuola. Petrolino: «D' accordo, ma occorrono spazi e arredi. C' è un costo che non può esser scaricato sulle scuole». Fabio Turani, presidente commissione scuola Anci: «Troviamo dei criteri per concretizzare nel modo migliore questa proposta, affinché non ci sia un aggravio di spesa per i Comuni». G. Ben.

TASSE
Per compensare i minori trasferimenti dallo Stato e mantenere i servizi ai cittadini, Regioni e Comuni potranno tornare a manovrare i tributi locali, congelati dalle Finanziarie degli ultimi tre anni.
Così, per far fronte a eventuali sfondamenti del tetto di spesa per la Sanità, le Regioni potranno nuovamente ricorrere alle addizionali, oppure a nuovi ticket.
Discorso un po' diverso per i Comuni, sui quali il tetto alla crescita della spesa (4,8% sul 2003) previsto dal nuovo Patto di stabilità interno morde di più, perché include le spese per gli investimenti.
Alle quali, in mancanza di risorse sufficienti, i Comuni potranno far fronte «con entrate derivanti da maggiorazioni di aliquote e delle tasse locali».
Per i Comuni che sforano i vincoli del Patto di stabilità scatta il blocco alle assunzioni e il divieto di accendere mutui ed emettere prestiti per finanziare gli investimenti.

AUTONOMI
La manovra del 2005 prevede un incasso di circa 7 miliardi dalla «manutenzione» della base imponibile fiscale. Le entrate, anche per sostituire i 7 miliardi una tantum incassati con il condono nel 2004, dovranno crescere nel 2005 del 3,5%. Per recuperare gettito, l' amministrazione fiscale punta soprattutto sull' adeguamento degli studi di settore per circa ottanta categorie di autonomi e professionisti. Gli aggiornamenti dovrebbero riguardare in primo luogo quei settori dove negli ultimi anni si sono registrati incrementi dei prezzi di beni e servizi superiori alla media. La revisione dei ricavi «congrui», prevista già dalla Finanziaria 2003 ma non attuata, sarà accompagnata da una nuova edizione del concordato volontario triennale e sarà «concertata» con le categorie interessate. Il concordato dovrebbe avvenire sulla base di una proposta dell' amministrazione fiscale e potrebbe riguardare gli esercizi di imposta 2004 e 2005.

ANTIFRODI
Tra le misure per recuperare gettito la nuova Finanziaria prevede accertamenti mirati sugli affitti immobiliari e misure specifiche contro le frodi sull' Iva. Per rendere più efficaci gli accertamenti sugli affitti i tecnici delle Finanze ipotizzano un sistema di controlli incrociati che farà conto anche sulle denunce antimafia alle Questure in caso di locazione degli immobili e sulle dichiarazioni sulla stipula di nuovi contratti cui saranno tenute le Agenzie immobiliari pena la perdita della licenza. È poi previsto l' obbligo di comunicare il codice fiscale per ogni tipo di pratica immobiliare, come la denuncia di lavori negli appartamenti. In arrivo controlli più serrati anche sull' Iva, con l' estensione agli acquirenti del rischio di sanzioni in caso di mancata fatturazione degli acquisti, nuove norme per impedire l' elusione dell' Iva con triangolazioni con l' estero. Nel mirino le importazioni parallele di auto e componenti per pc.

IL MATTONE
Casa, assicurazione obbligatoria per terremoti e frane Il governo ci riprova dopo la bocciatura dell' Antitrust

Con la Finanziaria 2005 rispunta l' obbligo di assicurare la casa contro le calamità naturali.
La polizza contro terremoti, alluvioni, frane e altri eventi dovrà essere necessariamente stipulata da chi decide di assicurare la propria casa contro il rischio di incendi. L' obbligo sarà immediato per le nuove polizze antincendio per essere poi esteso ai contratti assicurativi già in essere. Ma le disposizioni sono tali da imporre nella sostanza a tutti i proprietari di abitazioni la stipula di una polizza anti-calamità. Gli immobili non assicurati saranno infatti esclusi da qualsiasi intervento statale. In una prima fase verrà costituito un consorzio di co-riassicurazione fra le compagnie a cui lo Stato contribuirà con 50 milioni di euro. Oltre a concedere appositi incentivi fiscali. La Rc-casa contro le calamità era stata già introdotta nella scorsa Finanziaria con un emendamento durante il passaggio alla Camera della legge di bilancio per il 2004. Fra molte polemiche, quella norma aveva passato l' esame di Montecitorio e del Senato. Ma quando la Finanziaria era tornata alla Camera per la terza lettura, l' assicurazione obbligatoria contro le calamità era saltata. Alla bocciatura aveva certamente contribuito un parere negativo dell' Autorità garante della concorrenza e del mercato. Con una segnalazione inviata al governo, il presidente dell' Antitrust Giuseppe Tesauro aveva denunciato il rischio che l' introduzione del nuovo obbligo assicurativo avrebbe potuto «compromettere la concorrenza a danno dei consumatori». Il governo aveva inizialmente tenuto il punto, ma poi aveva desistito, preferendo rinviare una decisione molto controversa. Allora era ministro dell' Economia Giulio Tremonti. Adesso il suo successore Domenico Siniscalco, che l' anno scorso era direttore generale del ministero, torna alla carica.
Con una novità che riguarda anche gli agricoltori.
Il fondo di solidarietà per gli indennizzi all' agricoltura sarà infatti ridotto di 50 milioni: somma che invece servirà a incentivare la stipula di contratti assicurativi. Analoga cifra andrà a rimpinguare il fondo Ismea per le riassicurazioni dei rischi.


pubblicazione: 30/09/2004
aggiornamento: 07/10/2004

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