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martedì
30
novembre
2021
Sant'Andrea apostolo



L'uomo nuovo veste usato

di LUCA GRANDORI

Siete un po’ schizzinosi?
Inorridite all’idea di indossare una giacca che è stata di un altro, o, peggio ancora, di infilare i piedi in un paio di scarpe usate?
Bene, smettete di leggere questo articolo perché parla di una tendenza di costume basata proprio sugli abiti di seconda mano.
Da uomo.
Se invece i nuovi trend vi incuriosiscono, sappiate che le avanguardie dell’eleganza maschile stanno saccheggiando gli armadi dei padri e i bauli dei nonni: un po’ per snobismo, molto per la crisi economica, e moltissimo per la fine di una categoria sociale, quella dei modaioli, che si è trovata improvvisamente fuori dalla storia, proprio perché simbolo dell’età dello sperpero, crollata lo scorso autunno insieme a Wall Street.

Passaparola
Con uno straripante quanto spontaneo passaparola, migliaia di trenta-quarantenni, in Italia e in Europa, hanno improvvisamente sentito il bisogno di adeguarsi a questa nuova atmosfera fatta di understatement e sobrietà, infilandosi nei panni dello stile classico, quello che una parte della borghesia europea usa immutabile da circa cinquant’ anni.
E’ uno stile che è venuto anche da nuovi testimonials vincenti come Barack Obama, impeccabile nei suoi completi Brooks Brothers, ma anche da eventi politico-sociali come il ritorno alla raffinata grandeur della Francia minimal chic di Nicolas e Carla Sarkozy, e, soprattutto, dalla nausea per il look sbracato e trash sfoggiato dagli showman televisivi e dai protagonisti del gossip.
I nuovi punti di riferimento non sono più gli stazzonati-chic alla George Clooney e Brad Pitt, ma i tradizionalisti in doppiopetto alla Marco Tronchetti Provera.
E’ partita così la caccia alle giacche di tweed Harvey&Hudson, ai pantaloni Cordings in tessuto cavalry twill, alle cravatte Turnbull & Asser, alle scarpe Church’s, alle camicie di Truzzi.
Perché è bene precisare che il vintage che piace è quello dei grandi marchi, delle etichette importanti, sinonimo di qualità e durata nel tempo.
Ma è nato subito un grosso problema: dove trovare tutti questi capi preziosi fuori dai grandi negozi tradizionali, con i loro prezzi altissimi e i commessi troppo azzimati?
La soluzione è stata trovata tra le mura di casa: il guardaroba dei genitori e l’onnipotente web sono diventati una sorprendente e inesauribile caverna di Alì Babà: su EBay la compravendita del vintage da uomo è aumentata in pochi mesi del 20%, mentre in tutta Italia sarti, sartine e vecchie zie hanno trovato un nuovo lavoro adattando e rivoltando vecchi capi con tagli più attuali.

Venditori ambulanti
Ma il vero business l’hanno fiutato in anticipo gli ambulanti dei mercatini d’antiquariato, che hanno in tutta fretta sostituito vecchi comodini e chincaglierie d’antan con impermeabili Burberry, stivaletti Tricker’s e maglioni Ballantyne, vecchi di almeno un paio di generazioni .
A Parigi, al mercato della Porte des Vanves, (frequentato dalla tout Paris) ogni sabato e domenica mattina sono ormai una dozzina le bancarelle che offrono vestiti vintage: c’ è perfino il banchetto di un gentiluomo decaduto, che tutti chiamano Monsieur le Comte, che vende solo scarpe di altissima qualità, (Alden, Church’s, Crockett & Jones, John Lobb ed Hermès), perfettamente restaurate e lucidate a regola d’arte, a prezzi impensabili, dai 30 ai 150 euro, contro i 700 - 1000 di quelle nuove.
«Il piacere di acquistarle è doppio» assicura Jean - Marie Reisser, imprenditore e bonvivant parigino, grande convertito al vintage d’autore, «costano poco e hanno quella patina di vissuto che nessuna scarpa nuova potrà mai avere, lmeno per i primi dieci anni di vita».
Più o meno allo stesso modo la pensano quelli che prendono d’assalto le nuove bancarelle vintage dei mercati di Portobello e Camden passage a Londra, che ora, con la sterlina a parità con l’euro, sono diventate incredibilmente a buon mercato: un giacca di tweed Cording’s si porta via a 50 sterline, le cravatte di Turbull & Asser (quelle che hanno il by appointement con il principe Carlo e il duca Filippo d’Edinburgo), si trovano a 10-15 sterline, i giacconi da campagna di Holland and Holland a 70 o poco più.
E a Londra, patria dello stile classico, la crisi della City ha anche i suoi risvolti divertenti: i soci dello Sloane Club, un circolo molto amato dai bankers quarantenni nell’elegante quartiere di Pimlico, hanno stilato una classifica sulla durata degli abiti e delle scarpe che hanno fatto in tempo a comprare prima di essere licenziati dalle banche d’affari della City:
«Avremo tutto il tempo di rifarci il guardaroba quando l’economia ripartirà, ironizza David Foster, 31 anni, nobilotto scozzese grande amico dei principi William e Harry, «E i nostri vestiti possono resistere anche ad un altro paio di crisi».

Il business
Il vintage da uomo gradito ai trentenni ha anche fatto nascere micro business privati,impensabili fino a poco tempo fa.
A Milano un gruppo di ragazzi, figli delle grandi famiglie meneghine, ha bloccato il flusso di abiti usati, dati finora in beneficenza dai loro genitori a parrocchie e onlus, allestendo mercatini esclusivi in casa propria, al sabato pomeriggio.
Il meccanismo è semplice, frutto di un ragionamento semplicissimo: in ogni casa ci sono armadi che straripano di golf, camicie, vestiti, cravatte e scarpe non più usate dai papà, ma ancora in ottime condizioni.
Dopo una trasferta in tintoria, li si mette in vendita in una sorta di bazar mordi e fuggi, associandosi fra tre/quattro amici, e col ricavato (anche mille euro alla settimana) ci si paga quelle vacanze che i genitori, in tempo di crisi, non finanziano più.
Un maglione (vero o presunto) ex Massimo Moratti o una cravatta ex Vincenzo Maranghi sono una garanzia di qualità, con un plus di snobismo che non guasta: anche per questo vanno a ruba.
La classifica degli abiti più ricercati nel vintage è stata stilata da alcuni soci dello Sloane Club di Londra sulla durata di un guardaroba base di ottima qualità, con un turnover settimanale (ogni capo indossato una volta alla settimana) e il prezzo medio sui mercati vintage.


pubblicazione: 02/01/2009

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