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martedì
1
dicembre
2020
Sant'Eligio



L'inceneritore a Piacenza.

LA STORIA.

La storia, in concreto, inizia nel '95 (Giunta Vaciago), quando si pongono le basi nel piano provinciale-rifiuti, per la realizzazione dell'impianto, su tre punti fondamentali : riduzione di rifiuti alla fonte, sviluppo della raccolta differenziata, recupero energetico del trattamento dei rifiuti non riciclabili.
Un circolo “virtuoso” da integrare con l'inceneritore.
L'impianto venne deciso piccolo per inquinare meno.
Alla fine venne autorizzato un impianto per 105.000 tonnellate.

Nel '96 si costituisce la società mista Tecnoborgo Spa per realizzare e gestire l'impianto (sindacoGiacomo Vaciago, Dario Squeri presidente della Provincia).
I due partner in Tecnoborgo sono la municipalizzata Tesa (51%) e Onyx Italia Spa (49%) del “colosso” francese Vivendi.
In seguito, per realizzare il “forno” capace di bruciare 105mila tonnellate di rifiuti all'anno, viene stipulato un contratto di finanziamento con Dexia Crediop e individuato un pool di sei banche finanziatrici (Banca di Piacenza, Cassa di Risparmio di Parma e Piacenza, Banca Popolare di Verona, Banca Regionale Europea, Credit Agricol Indosuez e HypoVereinsbank).
La spesa ammonta a 61,5 milioni di euro, il piano di rimborso del debito è spalmato su 14 anni, con quote a scalare che atutt'oggi sono attorno ai 2 milioni di euro.

Nel giugno 2002 la città di Piacenza si è dotata di un inceneritore/termoconvertitore
dotato di 2 linee ed in grado di smaltire 105.000 tonnellate/anno, inaugurato nel dicembre 2002.
L'attuale inceneritore garantirebbe autonomia solo per Piacenza per 25 anni.

Gia nel 2003 i rifiuti inceneriti sono stati 103.279 tonnellate (su 120.687 tonnellate avviate a smaltimento).
Va ricordato che l'inceneritore produce anche tonnellate di scorie/residui della combustione che vanno smaltiti in discariche autorizzate e tonnellate di ceneri leggere derivanti dal sistema di trattamento dei fumi (rifiutti pericolosi, smaltiti in discariche autorizzate).




AUMENTO DELLA "PORTATA".

L'allora assessore provinciale Adriana Bertoni il 7/12/2002, alla domanda :
"E la ventilata terza linea dell'inceneritore, per aumentarne le potenzialità?"
rispondeva :
«In nessun documento non c'è neppure la vaga idea di una terza linea, né i dati di produzione di rifiuti la giustificherebbero» .

Il 7 marzo 2003 il sindaco Reggi nel corso dell'assemblea dei sindaci che si riuniva in Provincia,
dichiarò :
«E ora si metta mano alle autorizzazioni per far funzionare a pieno regime l'inceneritore.
Non le 90mila tonnellate da bruciare come previsto con la discarica di Cà del Montano, ma tutte le 105mila tonnellate potenziali.
E' indispensabile perché se no dovremmo esportare altre 15mila tonnellate di rifiuti.
Questo dovrà essere inserito nell'emendamento al piano che sarà presentato al consiglio provinciale».
Possibile un potenziamento dell'impianto?
«Non ne voglio il potenziamento - dice Reggi - ma sfruttarlo per le sue capacità, sì».

Il cambio di rotta avviene il 17 dicembre 2004 quando il capogruppo dei Ds, Carlo Berra dichiara che "per dare fiato alle esangui casse comunali" bisogna potenziare l'inceneritore dei rifiuti «facendo la terza linea».
«So bene che questo consiglio comunale a suo tempo ne ha autorizzate solo due», e tuttavia se si vuole pensare di "ridurre la tariffa sui rifiuti" occorre abbattere il costo complessivo dello smaltimento e questo lo si può fare dando più gas al motore del termovalorizzatore gestito da Borgoforte, la spa che fa capo al Comune tramite la quota di maggioranza detenuta da Tesa. Consapevole dei mal di pancia che una tale posizione rischia di far venire a settori della maggioranza a partire da Rifondazione, Berra si è affrettato a precisare che non parlava a nome della coalizione, ma solo del gruppo Ds.
Il cronista annota :
"Che il maggior partito del centrosinistra la pensi in questo modo sull'inceneritore, mettendo in discussione il tabù del limite di capacità dell'impianto, è un fatto politico di indubbia portata".

Il 21 dicembre al Congresso della Margherita emerge la stessa posizione.
Critici invece Prc ed i Verdi.

Una «sortita pubblica», quella di Berra, «insostenibile, da noi non condivisa, e in contrasto con le linee programmatiche della coalizione».
Questo il giudizio tranchant del segretario cittadinodel Prc Stefano Rattotti.

Per la federazione dei Verdi, il presidente Stefano Forlini candida chi si pronuncia per l'ampliamento dell'inceneritore al «premio “Attila d'oro”».
«Sbalorditivo che si possa far credere ai cittadini che la costruzione della terza linea è resa necessaria per abbassare la tassa dei rifiuti»,

Il 5/8/2004 si ha notizia che Tecnoborgo, la società di cui Tesa è socio di maggioranza è che gestisce l'inceneritore di rifiuti di Borgoforte, ha chiesto di poter ampliare la quantità di rifiuti solidi urbani (rsu) smaltibili nel suo impianto: dalle attuali 105mila a 125mila tonnellate all'anno.

Il 16/2/2005 la Giunta provinciale (presidenza Boiardi), con un atto che tuttavia non riscuote il favore di Rifondazione Comunista, decide di ampliare da 105mila tonnellate annue a 120mila tonnellate/anno la capacità produttiva dell'impianto del Capitolo per i prossimi due anni.
La decisione viene motivata nel modo seguente :
"Abbiamo deciso di dare il via libera per i prossimi due anni a bruciare di più, dopo aver valutato l'impatto delle maggiori emissioni.
Vi sarà un incremento limitato delle componenti chimiche disperse, eccetto che per l'ossido di azoto, ma tutte si manterranno ampiamente nei limiti di legge".


IL PROBLEMA OSSIDI DI AZOTO.

All'inaugurazione dell'impianto Andrea Cirelli, dell'Autorità regionale per la vigilanza dei servizi idrici e di gestione dei rifiuti urbani, stuzzica gli amministratori sulla qualità ma anche sull'economicità dei servizi di smaltimento e addirittura arriva a consigliare al sindaco di pubblicare sulla bolletta i dati delle emissioni di fumi.
Cirelli ammonisce che «va rispettato chi nutre dubbi», perché se è vero che siamo in presenza di un impianto di terza generazione «non va dimenticato che gli inceneritori di prima generazione producevano diossina anche se si sosteneva il contrario».
E il vero problema - afferma l'esperto - non è la riduzione di tariffe, quanto la qualità ambientale dell'impianto, ed in particolare gli ossidi di azoto.

Il MONOSSIDO DI AZOTO (NO) è un gas incolore, insapore ed inodore.
E’ prodotto soprattutto nel corso dei processi di combustione ad alta temperatura assieme al biossido di azoto.
Viene poi ossidato in atmosfera dall’ossigeno e più rapidamente dall’ozono,
producendo biossido di azoto.
La tossicità del monossido di azoto è limitata, al contrario di quella del biossido di azoto che risulta invece notevole.

Il BIOSSIDO DI AZOTO (NO2) è un gas tossico di colore giallo-rosso,
dall’odore forte e pungente e con un grande potere irritante.
E' un energico ossidante, molto reattivo e quindi altamente corrosivo.
Il ben noto colore giallognolo delle foschie che ricoprono le città ad elevato traffico è dovuto per l’appunto al biossido di azoto.
Il biossido di azoto svolge un ruolo fondamentale nella formazione dello smog fotochimico in quanto costituisce l’intermedio di base per la produzione di tutta una serie di inquinanti secondari molto pericolosi come l’ozono, l’acido nitrico, l’acido nitroso, gli alchilnitrati, i perossiacetililnitrati, ecc.

Per legge il valore medio giornaliero degli ossidi di azoto (NOx) deve essere compreso tra 0-200 mg/Nm3.
La produzione della linea 1 dell'inceneritore piacentino nella settimana 28/3-3/4/2005 ad esempio, è stata attorno a 190, la produzione della linea 2 attorno a 180....... ai limiti superiori di norma quindi ......





LE TARIFFE.

In occasione dell'inaugurazione dell'inceneritore Libertà del 10/12/2002 riportava la dichiarazione del sindaco Roberto Reggi :
«Il costo dei rifiuti va calmierato, e ai cittadini che sopportano il peso ambientale dell'impianto spettano benefici economici.
Apporteremo modifiche alla tariffa, forse già nel 2003, ma certamente sarà meno cara nel 2004 e comunque andranno riconosciuti dei benefici in termini di servizi».

Va ricordato che nel 2001 la tassa rifiuti è costata 210 euro per una unità immobiliare tipo di 100 mq,
il massimo in EmiliaRomagna (secondo FederConsumatori).
Il raffronto con le altre città è il seguente :
PC 210 euro (con un incremento percentuale dal 1997 al 2001 del 48% )
PR 162 euro
RE 129 euro
MO 165 euro.

Il 7/12/2002 Guido Ramonda, presidente di Tesa risponde alla seguente domanda :
LA TARIFFA RIFIUTI E' DESTINATA A CAMBIARE NEL PIACENTINO IN ALTO O IN BASSO ?
«Certamente la tariffa rifiuti verrà calmierata dall'entrata in funzione dell'impianto perché comunque il costo di smaltimento nell'impianto sarà inferiore a quanto pagato attualmente presso le discariche che accoglievano i nostri rifiuti.
Quale sarà l'effetto dell'entrata in funzione dell'impianto verrà rilevato alla fine del 2003 quando, un periodo sufficientemente lungo di funzionamento ci dirà con esattezza i costi certi e definitivi.

Il 7 marzo 2003 il sindaco Reggi dice :
«Sfruttare al massimo il termovalorizzatore diventa indispensabile anche nell'ottica di un contenimento dei costi. Dobbiamo essere realisti. E' l'unico strumento per non esportare ancora rifiuti che a parte il problema morale che solleva, ha costi elevatissimi e, dato che abbiamo un impianto, facciamolo funzionare per quello che può dare».
Ritorna anche sul problema dei costi maggiorati derivanti dalla decisione del Consorzio di non andare avanti con la discarica di Cà del Montano.
«La responsabilità che grava sul Comune di Piacenza, la faremo valere appieno - prosegue Reggi - ed è per questo che sottoporremo all'Agenzia d'ambito una richiesta precisa: quella della riduzione delle tariffe applicate ai cittadini di Piacenza da ottenere in tempi brevi».


MA QUANTO COSTANO I RIFIUTI ?
Ne ha parlato Adalgisa Torselli della Provincia di Piacenza (Giunta Squeri) il giorno 11/12/2003.
Nel 2002 la raccolta,spazzamento ed impianti ha determinato un costo di 187 euro a tonnellata.
Nel 2005 il costo dovrebbe scendere a 164 euro/tonnellata.
Con un risparmio di 23 euro/tonnellata.
Quindi moltiplicando 23 euro/tonnellata di risparmio si arriva alla cifra di 2 milioni 300.000 euro in meno......
Quanto ai cittadini di minore tariffa ???


QUALI SONO GLI UTILI DI TESA INCASSATI DAL COMUNE ??
Nel 2003 sono stati 338.000 euro.
Nel 2004 (previsionale in corso) dovrebbero salire a 1.089.000 euro.
Nel 2005 gli utili sono previsti in calo a 700.000 euro.
Perchè???......



PIACENZA PATTUMIERA DEL NORD EMILIA ???
LE DICHIARAZIONI DI ALLODI E LE PRECEDENTI DICHIARAZIONI.

7/12/2002 Intervista di Libertà a Guido Ramonda :
E' PENSABILE CHE PIACENZA POSSA ARRIVARE A SMALTIRE IN INCENERITORE RIFIUTI DI ALTRE PROVINCE,QUALORA ENTRASSERO NELL'ASSETTO AZIONARIO DI TESA ALTRE MUNICIPALIZZATE ?
«Ritengo che per il momento il problema non si pone perché, come già detto, l'impianto non è sufficiente sia pure per poco per garantire lo smaltimento della totalità dei rifiuti prodotti dalla nostra provincia».


Il 24 febbraio 2005, allorchè viene formalizzata la nascita di ENIA però, il parmigiano neopresidente Andrea Allodi, ha definito «una piccola sciagura» il fatto che i piani provinciali sui rifiuti di Reggio, Parma e Piacenza prevedano l'autonomia gestionale di ciascuno dei tre territori per quanto concerne lo smaltimento rifiuti.
Allodi la vede così: avere tre inceneritori di rifiuti, uno per provincia, significa che «i costi che l'azienda deve sostenere sono maggiori teoricamente» di quelli per «realizzare un unico grande termovalorizzatore» che serva l'intero bacino di Enìa.
A maggior ragione questo vale se si pensa che oggi, nel territorio di riferimento, un inceneritore nuovo di zecca e in perfetto stato di funzionamento c'è ed è quello di Piacenza, e l'investimento necessario per renderlo capace di smaltire i rifiuti delle tre province sarebbe «la metà che partendo da zero a farne uno nuovo a Parma» dove ancora manca (Reggio ce l'ha ma è vecchio e malconcio per cui ne è stato messo in cantiere un altro).
«Inutile che ci nascondiamo, far aumentare le linee dell'impianto di Piacenza», questa «la scelta che sarebbe economicamente ed ecologicamente più corretta», ha fatto presente Allodi.

E Roberto Reggi il sindaco "ecologista" cosa ha detto ?
«Il livello politico prevede una sorta di autosufficienza provinciale per lo smaltimento, al momento non è previsto nessun tipo di importazione di rifiuti da fuori».
Il sindaco di Piacenza si dice «d'accordo con questa impostazione» anche se, riconosce, «certamente ora si può ragionare tenendo conto anche di contributi e valutazioni differenti».
(Libertà del 25/2/2005)
"Per ora - afferma il sindaco di Piacenza - continuo ad essere a favore del vincolo che vieta l'importazione di rifiuti"
Per forza e per politica, appunto, Reggi deve dire "per ora", solo pochi giorni fa (in occasione dell'autorizzazione provinciale ad aumentare la produzione di Tecnoborgo) aveva ribadito che il suo programma elettorale escludeva chiaramente la terza linea per il termovalorizzatore di Borgoforte.
(Elena salini, La Cronaca del 25/2/2005)


Guido Ramonda condivide il ragionamento di Allodi, anche se lo giudica puramente accademico:
«Dal punto di vista economico-industriale sarebbe conveniente avere un unico impianto, non c'è dubbio, ma anche da quello ambientale (si pensi che sarebbe più piccolo di quelli di Brescia e di Milano).
Non c'è nulla di scandaloso ad affermarlo.
E tuttavia Enìa non potrà prevaricare le programmazioni territoriali, lo ha chiarito lo stesso Allodi: Enia dovrà attenersi alle decisioni di chi ha la responsabilità politica.
La scelta di ogni provincia è l'autosufficiente gestione dei rifiuti, a noi va benissimo così, tant'è che nel piano industriale, approvato e sottoposto a tutti i consigli comunali, c'è la realizzazione di termovalorizzatori a Parma e Reggio».

Perchè aumentare di una terza linea l'inceneritore di Piacenza ??
Per portare soldi nelle casse comunali ?
Per ridurre la tariffa ai piacentini ?
Per bruciare i rifiuti dei parmigiani e dei reggiani ?
Per aumentare la produzione degli ossidi di azoto e la percentuale di tumori a Piacenza ???






pubblicazione: 08/04/2005

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Arriva ENIA.
Cosa sono gli ossidi di azoto (NOx).
Inaugurato l'inceneritore di Piacenza.
L'impegno di Reggi : nel 2004 giu' la tariffa!
L'inceneritore lavorerà di piu'.
Ramonda : Le tariffe per i cittadini verranno calmierate.
Reggi: «Ma in città si dovrà pagare meno»
Rifiuti e costo di smaltimento.

Link esterni al sito
Monitoraggio Tecnoborgo

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