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L'aut aut di Berlusconi:"Taglio delle tasse, o elezioni".

BRATISLAVA -
"Per quanto riguarda Forza Italia ci sarebbe sicuramente una domanda di nuove elezioni".
Secco e improvviso il colpo di acceleratore di Silvio Berlusconi.
Il premier replica così a chi gli chiede se mancare l'obiettivo della riduzione delle aliquote Irpef potrebbe mettere in discussione la stessa esistenza del governo:
"Siamo pronti a elezioni senza allearci con alcuni alleati che non vedono nella riduzione delle tasse una manovra economica necessaria" dice il premier.
E' un fiume in piena il presidente del Consiglio: "Il governo presenterà la prossima settimana al Parlamento un maxiemendamento alla Finanziaria dentro il quale ci sarà la riduzione delle aliquote dal primo gennaio 2005, ottenuta attraverso la riduzione dei costi".

Parole che però lasciano freddo il coordinatore di An, Ignazio La Russa: "Non mi risulta che vi sia già un testo condiviso sulla riforma fiscale".
Ma Berlusconi insiste nel suo aut aut agli alleati.
Rilanciando la carta del suo isolamento politico.
Accuse alla stampa, comprese.
"Avevo pensato che si poteva anticipare il taglio dell'Irap e poi posticipare l'Irpef nel 2006, e avevo pensato che gli italiani capissero che non era un venir meno al programma, ma semplicemente una diversa rimodulazione del programma - attacca il premier - Così non è stato recepito nemmeno da quei giornali che normalmente non sono critici verso il governo".

"Ho quindi ritenuto - continua Berlusconi - che per confermare la fiducia degli italiani sulla possibilità di uno Stato che costi meno e quindi che tolga meno soldi dalle tasche dei cittadini, non si potesse procedere secondo quanto era stato annunciato, e cioè con una riduzione delle imposte che parta già dal primo gennaio 2005".

Il presidente del Consiglio ribadisce la sua intenzione e il suo programma per la riduzione delle imposte: "Questa che facciamo non è solo la riduzione della aliquote, è soltanto la prima di quattro tappe di pari importo, e cioè mezzo punto di Pil per volta. Nel 2005 la prima, nel 2006 la seconda e, se gli italiani ci danno fiducia, nel 2007 e nel 2008. In modo che la pressione fiscale possa arrivare nel 2008 sotto al 40%, obiettivo che ho indicato nel 2001".

Infine Berlusconi, mentre assicura di aver trovato la "copertura giusta" per la riduzoine delle tasse, promette battaglia "per rivedere i criteri dei parametri di Maastricht e contro l'eccessiva forza dell'euro sul dollaro, determinata da una politica sbagliata della Bce". In una lettera al presidente di turno, l'olandese Peter Balkenende, ilpremier chiede di mettere all'ordine del giorno del prossimo consiglio europeo proprio la revisione dei criteri di interpretazione del patto di stabilità. Berlusconi ribadisce che "non è intenzione del governo fare la riduzione delle imposte superando il 3% del rapporto deficit/pil, ma - spiega - è necessario che questa regola del 3% sia interpretata in modo flessibile".


(19 novembre 2004)


pubblicazione: 19/11/2004
aggiornamento: 23/11/2004

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Silvio Berlusconi

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